Storia

La battaglia di Bouvines, 27 luglio 1214: nasce il nucleo della nazione francese

Filippo II sconfigge Ottone IV e crea la Francia protagonista del tardo Medioevo

Riprendiamo con questo articolo la serie di battaglie medievali molte delle quali abbiamo approfondito in passato, e lo faremo narrando di quello che è considerato uno scontro decisivo, un vero punto di svolta per la storia d’Europa;  difatti a Bouvines (nel nord della Francia, oggi al confine con il Belgio), si decisero le sorti di quello che sarebbe poi diventato il potentissimo Regno di Francia, e quindi dell’intero continente. Vediamo quindi il contesto politico in cui si inserisce quella battaglia.

Siamo nel 1214 e a Parigi regnava un sovrano che era seriamente intenzionato a far uscire il suo regno dalla situazione di debolezza e marginalità in cui versava: circondato da duchi anche più potenti dello stesso re, con gran parte della Francia occidentale in mano agli inglesi (nel 1337 avrebbe avuto inizio la Guerra dei Cento Anni per la cacciata degli inglesi dal suolo francese), ed il sud in preda a continue lotte fratricide dovute ai conflitti di religione. Insomma, un trono debole che aveva potuto continuare ad esistere proprio perché tale debolezza non rappresentava la benché minima minaccia per nessuno. Ma ora a Parigi regnava Filippo II della dinastia dei Capetingi (dal nome del capostipite Ugo Capeto, da cui discenderanno anche i rami cadetti dei Valois e dei Borbone), deciso a portare fuori il suo regno dalla situazione di marginalità in cui versava, cosa che lo portò ad affrontare una coalizione di stati ben decisi a smorzarne gli ardori.

Abbiamo già detto della presenza inglese sul continente, essendo i re d’Inghilterra discendenti di quel Guglielmo in Conquistatore che sconfisse i sassoni ad Hastings (1066), rimanendo però al contempo duca di Normandia (i re d’Inghilterra erano quindi al contempo sovrani nel loro paese e vassalli del re di Francia); vi erano poi le Fiandre, fiorentissimo mercato del tessile che faceva gola a molti col quale i regnanti d’Europa anelavano ad avere rapporti commerciali privilegiati. Ovviamente vi era poi il papato, ovviamente protagonista delle vicende politiche europee all’epoca, a quel tempo retto da un personaggio autorevolissimo a dal fortissimo peso politico quale era Innocenzo III; ed in ultimo vi era il Sacro Romano Impero, la cui corona era stata ereditata da Federico II di Svevia, che all’epoca dei fatti di cui siamo a narrare era un ragazzino che era stato affidato alla tutela del papa, il quale aveva sancito l’ascesa alla corona imperiale di Ottone IV, parente del re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra (fratello e successore di Riccardo Cuor di Leone). Un quadro quindi piuttosto complicato, la cui complicazione aumenta quando Ottone II si alienò le simpatie di Innocenzo III quando cercò di conquistare i territori dell’Italia meridionale guadagnandosi la scomunica e creando i presupposti per l’alleanza del papa e di Filippo II, creando quindi due coalizioni contrapposte: da una parte Innocenzo III e Filippo II, e dall’altra Giovanni Senzaterra, Ottone IV ed i principi fiamminghi. Due blocchi che diedero origine al primo conflitto tra coalizioni nella storia d’ Europa; siamo nell’anno 1212.

Nel corso del conflitto si crearono i due fronti meridionale (affidato alle forze inglesi) e settentrionale (con le forze tedesco-fiamminghe), che puntavano a stritolare Filippo II in una morsa; il re francese affidò a suo figlio Luigi il compito di tenere a bada gli inglesi, mentre egli si incaricò di affrontare le forze di Ottone che puntavano decise su Parigi. Dopo vicende alterne, i due contendenti si ritrovarono domenica 27 luglio 1214 uno di fronte all’altro per lo scontro decisivo nei pressi di Bouvines: Filippo disponeva di 7.000 cavalieri e 15.000 fanti, mentre Ottone schierava 6.000 cavalieri e 18.000 fanti.

Filippo attaccò per primo con la sua ala destra e lo scontro divenne subito una lotta serrata, a tal punto che i fendenti vibrati dai combattenti non di rado andarono a colpire uomini appartenenti alla propria schiera; i francesi riuscirono a penetrare tra le linee nemiche, ma al centro e sulla sinistra gli uomini di ottone avevano sfondato le linee francesi e lo stesso Filippo venne disarcionato e dovettero intervenire i cavalieri della sua guardia per trarlo in salvo dalla furia nemica. I cavalieri francesi passarono al contrattacco contro i fanti tedeschi i quali, essendosi spinti in profondità all’interno dello schieramento nemico, avevano perso coesione tanto da farsi cogliere impreparati dal contrattacco francese. Ora la parti si erano invertite, per cui erano ora i francesi ad essere giunti addosso ad Ottone, tanto da riuscire ad afferrare le briglie del suo cavallo subendo i colpi dei cavalieri di Filippo. Solo il provvidenziale intervento di un gruppo di soldati tedeschi permise ad Ottone di sottrarsi alla morsa nemico ed abbandonare precipitosamente il campo di battaglia. La fuga dell’imperatore fece crollare ogni volontà di resistenza da parte dei suoi soldati ed il fronte tedesco-fiammingo crollò decretando la vittoria di Filippo.

Le cifre sui caduti delle due pareti sono incerte ma sembrerebbero attestarsi sul migliaio a testa, praticamente solo tra i soldati appiedati, mentre molti furono i cavalieri tedeschi presi prigionieri dai francesi; l’usanza dell’epoca prevedeva difatti che il cavaliere nemico (che era ovviamente un esponente della nobiltà) venisse se possibile catturato vivo per poi richiedere un riscatto alla famiglia.

Con la sconfitta subita a Bouvines e l’umiliante fuga di Ottone, l’Impero subì un pesante smacco ed un forte danno di immagine che verrà risollevato da quel Federico II che il papa metterà sul trono al posto di Ottone, e che passerà alla storia col glorioso nome di Federico II di Svevia. Per quanto riguarda Giovanni Senzaterra, dimostrò sul campo la propria incapacità venendo sconfitto e dovendo subire pesanti perdite territoriali imposte da Filippo (oltre alla perdita del potere assoluto con la forzata concessione della Magna Charta e la conseguente condivisione del potere con i baroni inglesi). L’assoluto vincitore fu quindi Filippo II, che dopo Bouvines triplicò o territori del proprio regno dando vita a quell’agglomerato accentrato di feudi che costituirà lo splendore della potente Francia tardo-medievale e quindi la nascita, proprio grazie alla vittoria nella battaglia di Bouvines, della nazione francese.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

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