Economia

ARCELOR-MITTAL VUOLE 5.000 ESUBERI: CONTE DICE NO E GLI DA’ 48 ORE

Tensione alle stelle tra l'azienda ed il Governo. Oggi si apre un tavolo di crisi

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri sera a margine del Consiglio dei Ministri, durante la conferenza stampa ha parlato del caso ArcelorMittal, l’azienda franco-indiana che avrebbe dovuto rilevare l’ex ILVA, salvo poi chiamarsi fuori dall’operazione.

Conte ritiene che le istanze formulate da ArcelorMittal non siano “sostenibili sul piano giuridico”. “Lo scudo penale non è la causa del disimpegno dell’azienda”, ha precisato il premier. Il punto sta nel fatto che l’azienda ritiene di non poter “remunerare l’investimento”. Quindi, “un motivo prettamente economico. Ci chiedono 5.000 esuberi, non è accettabile”.

Sul dossier “è scattato un allarme rosso, nessuna responsabilità sulla decisione dell’azienda può essere attribuita al Governo – ha detto ancora Conte -. Non accettiamo il gioco dell’azienda e la invitiamo a rimeditare le sue iniziative. Non riteniamo accettabile che ci siano iniziative di tutela giudiziaria”. Il Capo del Governo ha assicurato che l’Esecutivo farà “tutto quel che è necessario per rilanciare Ilva e Taranto. Non lasceremo soli gli  operai. Abbiamo invitato Mittal a prendersi un paio di giorni e farci una proposta per assicurare continuità livelli occupazionali, produttivi e ambientali”.

Parlando poi del dossier sull’ex ILVA, Conte ha affermato: “Siamo compatti e confido che anche le forze di opposizione ci seguiranno”. “Qui è l’intero Paese che deve reggere l’urto di questa sfida, sarebbe deprecabile che iniziassimo a coltivare discussioni sterili su questo fronte”, ha rimarcato il presidente del Consiglio.

“Qui dobbiamo alzare la posta in gioco, dobbiamo alzare il nostro orizzonte d’osservazione. Questo Paese non si lascia prendere in giro. Questo è un Paese di diritto, è un Paese serio”, ha detto duramente il premier aggiungendo: “Nessuno li ha costretti a partecipare a una gara”.

“Per me – ha spiegato Conte – è inaccettabile qualsiasi piano di esuberi. C’è un rischio di impresa, parliamo di un player globale attrezzatissimo, profondo conoscitore del mercato. E’ inaccettabile che dopo un anno si metta in discussione il piano. E’ inaccettabile la proposta che ci è stata fatta”.

“Il nostro strumento – ha spiegato Conte – al momento è la pressione del nostro sistema Paese. Faccio appello al presidente Michele Emiliano, al Sindaco di Taranto, a tutti i sindacati. Verrete convocati a Roma domani pomeriggio (oggi ndr): apriamo un tavolo di crisi. Chiameremo a raccolta l’intero Paese”, ha dichiarato il premier.

“In questo momento la cosa più concreta è richiamare a responsabilità i vertici di ArcelorMittal”, ha aggiunto Conte. A chi gli chiedeva di eventuali ‘piani B’, ha risposto: “Ovviamente non restiamo inerti e se ci fossero rigidità cercheremo strade alternative”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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