Champions League

Champions League: la Juve vince a Mosca nel recupero e passa il turno

Primo storico punto per l'Atalanta contro il City

Il mercoledì di Champions League consegna alla Juventus i tre punti sul campo della Lokomotiv Mosca grazie ad un guizzo di Douglas Costa, che segna il gol del 2-1 al 93° e trascina i bianconeri matematicamente agli ottavi di finale; con l’Atletico Madrid sarà di fatto uno spareggio per il primato nel girone D. All’Atalanta, che pareggia per 1-1 con il Manchester City nel gruppo C, non bastano invece 8 minuti di recupero per avere ragione degli inglesi, rimasti in 10 all’81° dopo l’espulsione del secondo portiere Claudio Bravo.

Finisce nel migliore dei modi possibili la trasferta della Juventus in Russia, anche se il Lokomotiv ha cercato di portare a casa un pareggio che le avrebbe consentito di poter guardare avanti con un benchè minimo lumicino di speranza; con il risultato acquisito dai bianconeri al fotofinish, però, sia la squadra di Torino che l’Atletico Madrid sono ormai irraggiungibili. Resterà solo da capire quale delle due squadre rimarrà saldamente in testa al girone.

Inizia fortissimo la compagine di Sarri, in rete già al 4° grazie ad una papera colossale di Guilherme, estremo difensore dei russi, che si lascia letteralmente sfuggire di mano un tiro su punizione di Ronaldo, francamente non irresistibile, consentendo a Ramsey di segnare sul rimbalzo della palla. Anche se un colpo a freddo di questo genere avrebbe potuto anche stendere un toro, la Lokomotiv non si dà per vinta, riuscendo anche a confezionare un paio di azioni che fanno vedere i sorci verdi ai bianconeri; in particolare, è Joao Mario ad impensierire Szczesny. Ed al 13° ecco che la squadra moscovita riesce a pervenire al pareggio grazie asd una bella azione orchestrata inizialmente da Rybus che passa la palla a Miranchuk; la sfera si stampa sul palo alla sinistra del portiere polacco, prima di essere ribadita in rete dallo stesso Miranchuk. Pareggio assolutamente voluto dalla Lokomotiv, che in tal modo riesce a rintuzzare una situazione che poteva diventare davvero pericolosa. Il primo tempo si conclude con la Juventus in debito di ossigeno un po’ in tutti i reparti, con un Higuain che non sembra particolarmente in serata, anche se in due occasioni cerca di mettersi in evidenza; al contrario, dopo essere pervenuti al pareggio nel giro di dieci minuti dallo svantaggio iniziale, i padroni di casa denotano una certa dimestichezza con il contropiede, affidandosi spesso a lanci lunghi volti a saltare il centrocampo ed a mettere in serie difficoltà la difesa bianconera.

Quando le squadre tornano in campo nella seconda frazione di gioco sembra che la solfa non sia tanto diversa rispetto al primo tempo. Ronaldo prova a dare la carica ai propri compagni, ma il ritmo dei bianconeri non sembra quello solito. A questo punto Sarri richiama in panchina Ramsey, Khedira e lo stesso Ronaldo, buttando nella mischia Bentancur, Douglas Costa e Dybala, con la speranza che queste sostituzioni producano qualcosa, come puntualmente avverrà in pieno recupero, con il goal messo a segno da Douglas Costa, vera spina nel fianco della difesa casalinga. Prima del definitivo vantaggio bianconero, però, la Lokomotiv rischia a sua volta di agguantare la vittoria con l’ex interista Joao Mario, autore di un pregevole tiro da appena fuori area, altrettanto pregevolmente respinto da Bonucci sulla linea di porta ed a portiere ormai fuori causa. La rete decisiva arriva al minuto 93 grazie a Douglas Costa che, partito da trequartista, dopo un rapidissimo uno-due con Higuain infila Guilherme per il 2-1, che frutta alla Juventus l’accesso agli ottavi. Mancano ore due incontri per completare il calendario del girone; prima ci sarà la sfida con l’Atletico Madrid per determinare il primato, a seguire quella con il Bayer Leverkusen, che ieri si è imposto sugli spagnoli per 2-1.

La partita di San Siro vede l’Atalanta conquistare contro il Manchester City il suo primo punto in questa edizione della Champions League. Il pareggio, alla fine, farà probabilmente rimpiangere alla Dea il fatto di non aver osato spingere quando aveva l’opportunità di giocare gli ultimi dieci minuti in superiorità numerica dopo l’espulsione del portiere Claudio Bravo; Guardiola, peraltro, non avendo altri portieri da poter mandare in campo, opta per schierare in porta il difensore Kyle Walker. Dopo appena 4 minuti la squadra di Gasperini divora letteralmente una ghiottissima occasione con Hateboer, che calcia non benissimo sul secondo palo. La squadra di Pep Guardiola reagisce subito al 7° con un passaggio filtrante di Bernardo Silva per Jesus, che serve di tacco Sterling, abile ad insaccare alle spalle di Gollini. La partita, in salita fin da subito, è però ancora lunga. Il City, dal canto suo, sfiora in più occasioni il raddoppio, un paio di volte con Mahrez, una dopo un errore di Djimsiti e infine con il sempre presente Sterling, quest’ultimo fermato dalla splendida spaccata di Hateboer. Gollini riesce a negare la gioia della rete ancora a Mahrez, che aveva cercato l’angolino più lontano. Poi, in pochi minuti diventa protagonista la VAR: la prima volta quando l’arbitro bielorusso Kulbakov assegna al City un rigore, per poi tornare sui suoi passi e dare punizione dal limite (e il fallo, in effetti, era iniziato fuori area); nella seconda occasione invece è Ilicic a toccare con un braccio il pallone in area, la VAR sentenzia la massima punizione, ma Jesus calcia il penalty con sufficienza e la palla sfila almeno ad un metro dal palo alla destra di Gollini.

All’inizio del secondo tempo Guardiola sostituisce il portiere, Ederson, mandando campo Bravo, mentre Gasperini mantiene gli stessi effettivi della prima frazione di gioco. La sua scelta viene premiata quando al 4° minuto l’Atalanta riesce a pareggiare; l’azione viene iniziata da Palomino, che recupera un pallone nella sua metà campo, passa quindi la palla a Gomez, il quale a sua volta centra per l’accorrente Pasalic e l’ex rossonero incorna perfettamente regalando il primo punto in Champions ai suoi. L’Atalanta sfiora in un paio di occasioni il raddoppio, ma è Jesus a divorare un’occasione d’oro solo davanti a Gollini. Da questo momento in poi i bergamaschi mantengono il pallino del gioco, e già di per sé questo sarebbe un dato prezioso, visto il modo di giocare delle squadre allenate da Guardiola. A due minuti dalla fine dei tempi regolamentari, su un lancio lungo per Ilicic, Bravo commette un’entrata piuttosto pesante sul gigante sloveno e viene espulso; a quel punto l’allenatore del City decide di far entrare Walker (in sostituzione di Mahrez) dalla panchina e di schierarlo in porta. In tutto ciò, dall’espulsione di Bravo all’entrata in campo di Walker passano quasi 9 minuti, il che induce l’arbitro a concederne 8 di recupero, ma il risultato non cambierà più fino alla fine. E i tifosi orobici in futuro potranno sicuramente ricordare questa serata di San Siro di inizio novembre per aver visto giocare i propri beniamini alla pari con i “mostri sacri” del City. Nell’altro match in programma, pareggiano a suon di goal la Dinamo Zagabria e lo Shakhtar Donetsk, che chiudono sul 3-3.

Donatella Swift

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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