Calcio Serie A

Serie A: la Juve inciampa nel Sassuolo, l’Inter batte la Spal ed è sorpasso. Vincono Lazio, Roma e Milan, cade il Napoli

SERIE A

Nell’anticipo di mezzogiorno del 14° turno del campionato di calcio di serie A, la Juventus pareggia in modo inatteso per 2-2 in casa contro il Sassuolo; ne approfitta l’Inter, che nel pomeriggio batte la SPAL per 2-1 e si impossessa della vetta della classifica con 37 punti, uno in più dei bianconeri. La Lazio si conferma terza a quota 30 liquidando l’Udinese per 3-0, mentre la Roma insegue a due lunghezze dopo il successo per 3-1 in casa del Verona nel posticipo. Precipita sempre di più il Napoli, sconfitto al “San Paolo” per 2-1 dal Bologna; torna invece a sorridere il Milan, che espugna Parma nel finale per 1-0.

Juventus-Sassuolo 2-2: la Juventus sfiora il crollo in casa contro il Sassuolo, che si presenta allo “Stadium” in forma smagliante, tanto da pervenire dapprima al pareggio con una bellissima invenzione di Boga al 22°, dopo che i bianconeri avevano sbloccato il risultato due minuti prima con Bonucci con un gran tiro dalla distanza, per poi successivamente andare in vantaggio al 2° della ripresa con Caputo, che approfitta di un’amnesia di Cuadrado e di un rimpallo sfortunato di De Ligt. A chiudere i conti ci pensa Cristiano Ronaldo al 68° su rigore, concesso per un atterramento di Dybala da parte di Romagna. È infine da sottolineare la bellissima prestazione del portiere del Sassuolo Turati, appena diciottenne.

Inter-SPAL 2-1: agli uomini di Conte riesce il momentaneo sorpasso sulla Juventus, approfittando del mezzo passo falso dei bianconeri contro il Sassuolo. I nerazzurri ipotecano il risultato già nel primo tempo, grazie ad una doppietta del solito Lautaro Martinez, giunto a quota 8 reti in campionato. Per l’Inter, dunque, arrivano sorpasso e primo posto in classifica, con 12 vittorie nelle prime 14 partite, un dato indubbiamente incontrovertibile, anche perché si tratta della prima volta nella sua storia. Lautaro sblocca al 16°, dopo che Valdifiori aveva perso palla; bellissimo e chirurgico il suo diagonale, che s’infila alla destra di Vicari. Il raddoppio è dello stesso attaccante argentino al minuto 41, quando chiude la triangolazione con Lukaku e Candreva. Nella ripresa, al 50°, la Spal segna il goal della bandiera, riaprendo momentaneamente i giochi; il diagonale di Valoti infatti non perdona. I ferraresi avrebbero anche un’occasione d’oro per pareggiare con Murgia, ma Handanovic non si lascia sorprendere.

Lazio-Udinese 3-0: ai biancocelesti di Simone Inzaghi basta appena un tempo per liquidare la pratica contro l’Udinese, apparsa forse un po’ troppo rinunciataria anche nell’approccio alla partita stessa, al di là del risultato sul campo. La corsa di Immobile alla vetta dei capocannonieri risulta davvero inarrestabile; anche ieri l’attaccante napoletano ha messo a segno una doppietta che lo proietta a 17 reti in questa stagione e che trascina i suoi alla sesta vittoria consecutiva. Parte subito fortissimo l’undici laziale; il goal arriva al 9°, grazie ad un insistente assedio di Milinkovic-Savic, che stoppa la palla in area ed offre a Immobile l’assist dell’1-0. L’Udinese prova a rimediare subito presentandosi dalle parti di Strakosha con Nestorovski, Mandragora e Stryger-Larsen, ma senza successo. Al 35° arriva il primo dei due rigori concessi ai biancocelesti: Correa dribbla Troost-Ekong, che lo colpisce alla caviglia. Interviene il VAR e l’arbitro Di Bello assegna il rigore; Immobile dal dischetto non perdona. Lo stesso copione si ripresenta dieci minuti dopo, con Correa che compie una finta e si fa far fallo da Nuytinck; Immobile questa volta cede il rigore a Luis Alberto, che firma il 3-0. La ripresa non segna particolari scossoni, con il tempo che scorre tra un cambio e l’altro e il risultato che non varia più.

Parma-Milan 0-1: il Milan è corsaro a Parma con un goal di Hernandez nel primo dei tre match che vedranno impegnata la squadra di Pioli contro le tre compagini emiliane. I rossoneri, al di là del risultato, confermano qualche miglioramento soprattutto a livello di gioco; i tre punti arrivano soltanto nel finale, ma a guardare tutto il film della partita, l’1-0 sta addirittura stretto. Parte subito fortissimo l’undici di Pioli – a Parma già allenatore qualche stagione fa – che al 2° minuto vede il pallone calciato da Calhanoglu sfilare di poco fuori; stesso destino anche per un interessante colpo di testa di Romagnoli al 5°. Il Parma è abbastanza compatto, ma al 23° è ancora attivo il Milan e serve un guizzo di Sepe per deviare un tiro di Kessie, ieri schierato titolare. Chi resta ancora in ombra è Piatek, anche se in avanti arrivano davvero pochi palloni. Al 30° Gervinho avrebbe una buona occasione, ma si allunga troppo la palla, mentre al 33° Hernani per poco non beffa il reparto difensivo rossonero; provvidenziale nella circostanza è l’intervento in chiusura di Romagnoli. Il Parma cerca di colpire in contropiede, il Milan invece prende sempre più possesso del centrocampo e lo stesso copione si ripropone anche nel secondo tempo. Quando ormai la partita sembra volgere allo 0-0, a due minuti dal termine Bonaventura scaglia un bolide contro Sepe, il quale respinge ma non trattiene, la palla schizza tra due difensori per poi arrivare sui piedi di Theo Hernandez, che non ci pensa due volte e di esterno sinistro batte il portiere parmigiano. Con una classifica che ora fa un po’ meno paura, il Milan può a questo punto provare a riorganizzarsi al meglio per ripartire.

Napoli-Bologna 1-2: un Bologna in versione monstre riesce a ribaltare il risultato a Napoli, in vantaggio con Llorente nel primo tempo, in quella che si era annunciata come una gara abbastanza agevole per i partenopei. Gli azzurri però non avevano fatto i conti con la caparbietà dei felsinei, coriacei come il loro allenatore. Al 41° del primo tempo lo spagnolo ex Juventus sfrutta il tap in vincente dopo un tiro di Insigne – imbeccato da Lozano dopo una bella galoppata – inizialmente respinto da Skorupski. I partenopei hanno anche due occasioni alla fine della prima frazione di gioco per cementare il risultato, ma i loro sforzi non vengono premiati. Nella ripresa il Napoli cala alla distanza, complice forse la gara di metà settimana contro il Liverpool, ed è quindi il Bologna a salire in cattedra, prima pareggiando con Skov Olsen, appena entrato. Se già questa è una mazzata a livello psicologico, per i ragazzi di Ancelotti il peggio in realtà deve ancora arrivare. Prima Mertens dà solo l’illusione ottica del goal, e poi Maksimovic compie la frittata, perdendo palla e lasciando a Sansone l’occasione di involarsi verso Ospina, per poi batterlo senza pietà dopo una triangolazione. Al 95°, infine, il VAR annulla a Llorente la rete del possibile pareggio.

Hellas Verona-Roma 1-3: salta ancora una volta il fattore campo in questa 14^ giornata di campionato, con la Roma che riesce a liquidare già nel primo tempo la pratica con gli scaligeri, suggellando il successo nel recupero. I giallorossi si portano in vantaggio al 17° con Kluivert; su un assist di Lorenzo Pellegrini, l’olandese supera Silvestri con un tiro preciso e potente. Immediata arriva la risposta dei padroni di casa, che al 21° riportano la partita in parità grazie a Faraoni, abile – ma in beata solitudine – ad intervenire di testa dal secondo palo sul cross di Zaccagni. Lo stesso Kluivert è costretto dopo poco a lasciare il campo per un problema ad un adduttore; al suo posto entra Perotti, chiamato nel recupero del primo tempo a calciare il rigore assegnato ai giallorossi per l’atterramento di Dzeko da parte di Gunter. In precedenza, l’arbitro Guida aveva annullato un goal ai veronesi in quanto macchiato da un fuorigioco di Lazovic. Nella ripresa la gara scende di tono, anche se è il Verona a tenere il pallino della partita in mano. Nemmeno l’ingresso di Pazzini, tuttavia, riesce a sortire il pareggio sperato; anzi, in pieno recupero la Roma perfeziona il risultato fuori casa con la rete di Mkhitaryan.

Donatella Swift

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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