La "Sophia"

La nascita come la creazione di un legame terreno

Il mio commento al libro “Le stagioni di April” di Raymon Grace

In queste ultime due settimane ho riflettuto molto su come portarvi la mia esperienza di lettura del libro “Le stagioni di April” dello scrittore, guaritore e radioestesista Raymon Grace.
E’ stata per me una lettura molto profonda, che mi ha emozionato e donato una serenità molto elevata.

E’ un libro molto ampio che fa riflettere su molti aspetti, ho scelto per questo di riportarvi le mie sensazioni e uno dei messaggi che ritengo fondamentale comunicare.

Raymon Grace ha scritto questo libro per raccontare una parte del suo metodo che ha utilizzato per educare sua figlia April. Credo che sia importante riflettere fin da subito.
Quando educhiamo i figli quindi si tratta di attuare un metodo? Sì e credo che questa sia una delle chiavi più importanti da far entrare dentro di noi.

Troppo spesso si pensa che educare i figli significhi solamente donare attenzione, una formazione scolastica, affetto e amore. Educare però non è una cosa per niente semplice; significa inoltre mettersi in discussione in modo costante e compiere parte della propria missione accompagnando un’altra Anima durante il suo percorso.
Personalmente non sono una madre ma sono una figlia e ho ricevuto un’educazione.
Vi chiedo quindi, siete stati considerati o considerate i vostri figli innanzitutto delle Anime venute su questo pianeta per compiere una determinata missione?

Se la risposta è no dobbiamo consapevolizzare che non abbiamo compreso gran parte del senso della vita terrena.

Nel libro Raymon Grace racconta che alla nascita di April lui si fece dare innanzitutto il cordone ombelicale. Esso era elemento fondamentale per dare inizio alla vita di April sulla terra. La sera stessa della nascita infatti lo portò in cima a una montagna, prese del tabacco come offerta alle piante e alla terra per il disturbo arrecato loro dallo scavo che doveva fare. Scavò un piccolo buco nel terreno e proseguì dicendo:

 “Che questo cordone che ti ha unita a tua Madre fino al momento della nascita ora ti leghi alla Madre Terra;
che tu possa camminare felicemente sotto agli alberi e tra i fiori;
che tu possa vivere in pace con tutta la Creazione del Grande Spirito.
Possa la Terra essere migliore per il fatto che tu sei vissuta.“

Credo che questo passaggio faccia comprendere sopratutto la profondità che c’è nella nostra esistenza.

Ciò che mi ha colpito è come Raymon Grace  abbia rifiutato molte delle prassi ospedaliere per dare spazio a una pratica molto più profonda e importante. Lui ha stabilito infatti innanzitutto un legame tra April e la terra, il posto in cui passerà i prossimi anni della sua vita.

Immaginate se tutti noi come prima cosa ci fossimo legati alla Madre Terra. Oggi forse vivremmo meno disequilibri e ci sentiremmo più in sintonia con essa.

Reputiamo la terra veramente la nostra casa? O non facciamo neanche caso alla sua esistenza? Le case che abbiamo costruito dentro di lei sono luoghi che teniamo ordinati, puliti e dove non buttiamo le carte per terra. A volte addirittura purifichiamo l’aria che respiriamo all’interno e profumiamo l’ambiente.

Quando usciamo fuori dalle nostre case attuiamo un atteggiamento totalmente diverso e non siamo più così attenti alla pulizia e all’ordine.

L’educazione non è quindi solo comprendere ciò che noi abbiamo costruito e le nostre regole; ma costruire soprattutto un legame di profondo rispetto con l’ambiente che ci circonda, studiare le sue leggi e imparare il suo linguaggio.

Per un attimo mettiamo da parte tutto ciò che abbiamo vissuto da quando siamo su questo pianeta e apriamo bene gli occhi per vedere l’esistenza e la vita che ci circonda.

Ci renderemo conto che tutto ciò che vediamo ci da il benvenuto, è gentile, ci offre cibo e acqua e si prende cura di noi.

Comportiamoci altrettanto in modo gentile e facciamo della nostra esistenza la migliore.

Ricordiamoci di essere qui di passaggio e cerchiamo di convivere nel modo più armonioso possibile.

Sophia Molitor

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