La "Sophia"

L’utilizzo degli strumenti digitali come nuova presa di consapevolezza

Bill Gates, Steve Jobs e Mark Zuckerberg da un punto di vista più profondo

Dal titolo vi starete forse chiedendo come è possibile che i personaggi citati possano essere discussi da un punto di vista più profondo dato che si tratta di persone molto ricche del mondo digitale e dei social media.
Credo invece che proprio per questo sia necessario avere una maggiore consapevolezza a riguardo e riflettere su come il pensiero negativo che associamo a loro possa essere anche contro l’evoluzione e improduttivo.

Oggi utilizziamo quasi tutti uno smartphone, un computer, i social media e altri programmi per organizzare e promuovere il proprio lavoro, per comunicare tra di noi, per condividere notizie, tematiche e novità, per svago e per curiosità. La comodità della tecnologia ha migliorato il lavoro di molte persone e ha permesso di creare nuove opportunità.

Nonostante quindi una serie di aspetti positivi del lavoro e della creazione di questi tre personaggi più conosciuti e nonostante l’utilizzo da parte di tutti noi dei loro strumenti, per fini più o meno intelligenti, quando pensiamo a loro associamo immediatamente un pensiero negativo. Qualcuno pensa a delle persone che guadagnano denaro sfruttando la massa, a qualcuno da semplicemente fastidio il fatto che guadagnino e qualcuno crede probabilmente che siano delle pessime persone.

Questo atteggiamento crea un disequilibrio molto più importante di quello che si crede. Utilizzare per fini personali una creazione di qualcuno senza essere grato alla persona che ha inventato e creato qualcosa di utile per noi significa non dare valore allo strumento e neanche a ciò per cui lo utilizziamo.

Certo, non tutte le persone utilizzano questi strumenti nello stesso modo e per lo stesso motivo. Attualmente c’è ancora molta inconsapevolezza nell’utilizzo di uno smartphone o dei social media come Facebook, Instagram ecc. Non nego neanche il fatto che per alcune persone il subentro di questi nuovi modi di comunicare abbia creato una maggiore difficoltà nella comunicazione anziché facilitare quest’ultima.
Molte volte vediamo che i social media vengono utilizzati per esempio per sfogare le proprie debolezze, frustrazioni, ingiustizie, esibire il proprio corpo e per ricercare approvazione e attenzione dalla massa. Notiamo quindi come vengono utilizzati in modo incontrollato e inconsapevole.
Così facendo lo spazio virtuale si è riempito sempre di più delle insicurezze e paure delle persone perdendo della sua efficacia e natura originaria.

Comportandoci quindi in modo totalmente incontrollato e inconsapevole abbiamo dimostrato all’inventore cosa non siamo in grado di fare e cosa invece siamo in grado di fare.

Abbiamo dimostrato che ci piace condividere la nostra vita, le nostre vicende più intime, le nostre difficoltà e i nostri piaceri. Abbiamo dimostrato che ci piace sfogare il bisogno di leggerezza condividendo tematiche frivole e di basso spessore. Ci siamo mostrati incapaci di sapere cosa vogliamo nella vita e abbiamo chiesto che qualcun altro indirizzi i nostri bisogni e desideri.

Abbiamo dichiarato che non ci piace utilizzare il mezzo di comunicazione per condividere i passi della propria evoluzione, per donare parte della propria conoscenza in modo da sostenere l’intera comunità nel proprio percorso di vita e nell’evoluzione su questo pianeta.

Ognuno è qui per fare delle scelte che gli permettono di realizzare nel miglior modo la propria missione.

Anche le persone più ricche al mondo che hanno inventato strumenti come Microsoft, Apple e Facebook sono qui per svolgere un determinato compito.

Credo che quando si crea qualcosa si abbia anche la responsabilità di divulgare il corretto utilizzo consapevole e il valore dell’invenzione.

Se dunque colui che ha creato qualcosa non si assume la responsabilità di educare gli altri e mostrare loro il valore del mezzo, ma sceglie di godere dell’inconsapevolezza degli altri e cadere nell’avidità, significa aver scelto di perdere il cammino verso qualcosa di più elevato.

Dunque forse gli inventori di queste tecnologie hanno perso il proprio cammino di evoluzione.

Credo però che non sia saggio incolpare loro per il denaro che guadagnano e per l’abuso di dati quando buttiamo qualsiasi cosa inconsapevolmente nel mondo del web nella speranza di risolvere i nostri blocchi e traumi.

Ognuno di noi è responsabile dell’utilizzo di uno strumento che gli viene offerto e di ciò che condivide contribuendo così al valore di qualsiasi mezzo.

Ricordiamoci di essere innanzitutto dotati di un’intelligenza e di una capacità di evolvere sempre.

Utilizziamo queste qualità per mostrare il nostro valore e condividere la conoscenza vera.

E’ questo il reale potere degli strumenti digitali e della tecnologia.

Sophia Molitor

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