La "Sophia"

Cosa ce ne facciamo veramente del Nuovo Anno?

Una nuova energia inaspettatamente è arrivata

Spero che dopo l’energia del Natale siate entrati meravigliosamente nell’energia del nuovo anno.

In questo articolo voglio tentare di tradurre le sensazioni che possiamo provare in questi giorni, di che energia si tratta e cercare di tirare fuori l’augurio migliore che voglio farvi. 

Qua su questa terra abbiamo scelto di introdurre un capodanno nel nostro percorso per permetterci di rinnovare il nostro Essere. Il giorno 31 dicembre e 1 gennaio è normale infatti vivere uno scombussolamento energetico molto forte, non sapere bene in che direzione andare, essere stanchi e sentirsi anche un pò soli.

In questi giorni mi sono chiesta: se non avessimo il capodanno in quale altro modo potremmo creare una predisposizione tale per ricevere un energia di rinnovamento e di consapevolezza?
La natura sceglie le sue stagioni per farlo e noi essendo in parte legata ad essa riusciamo in qualche modo a vivere il senso delle stagioni insieme a lei; a rinnovarci in primavera, a riscaldarci in estate, a interiorizzarci d’inverno e a ripulirci in autunno.   Restiamo però degli esseri ancora più complessi che hanno bisogno di un’ulteriore sostegno nel loro percorso. 

Dato che durante l’anno si è tanto presi da raggiungere i propri risultati, finire dei percorsi di studi, di carriera, vivere i rapporti con gli altri, fare traslochi, cambiare lavoro, crescere dei figli si ha la sensazione di non avere il tempo per fermarsi e osservare la propria vita consapevolmente.

Sembra che durante l’anno ci corra dietro qualcuno che ci dice costantemente: non smettere di fare e vivere la vita.
Credo che sia questo uno dei motivi per cui abbiamo quindi scelto una volta all’anno di ricevere un’energia creativa e limpida attraverso la quale vedere con maggiore chiarezza la nostra vita. 

Quello che chiamiamo la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo è il dono che riceviamo per fare ciò che da soli durante l’anno non riusciamo ancora a fare.
Nei giorni prima del capodanno infatti dovremmo trovarci in una fase di riflessione profonda su noi stessi e sulla nostra esistenza.

Siamo veramente felici? Ci sentiamo liberi? Ci siamo impegnati a diventare più consapevoli, a sviluppare e ritrovare la nostra profondità? Abbiamo riconosciuto di essere un’Anima, quindi un Essere complesso e grandioso? Ci siamo assunti la responsabilità delle nostre azioni o abbiamo incolpato qualcuno per il nostro stato d’animo? Siamo veramente pronti a stravolgere la nostra vita e ricominciare da capo? Siamo pronti a fare le scelte che durante l’anno non siamo riusciti a fare?

Per me il capodanno è il momento in cui fare ordine dentro di me e nella mia vita; mettendo in discussione il mio percorso, i miei risultati e sentendo ciò che è necessario fare perchè possa sentirmi veramente in equilibrio. Per me sono giorni in cui mi relaziono con l’essenza della difficoltà, in cui non vedo l’ora di compiere scelte e in cui mi sento di crescere in modo esponenziale.

Qualcuno si starà chiedendo: ma non sono giorni di festa, di petardi, di champagne e di auguri? 

Credo che il senso a quei giorni lo conferiamo noi. Scegliamo noi come viverli e come accogliere l’energia che c’è a prescindere dal bombardamento di fuochi di artificio.
Essa non si spaventa di fronte alla nostra inconsapevolezza, la accoglie e resta lì per aiutarci.

Sta poi a noi scegliere se continuare il nostro viaggio da inconsapevoli o far entrare una nuova visione dentro di noi. 

Non preoccupatevi se non vi sentite subito pronti a ricominciare e non avete le idee chiare su quello che vi aspetterà.

Siamo appena usciti da giorni di enorme crescita e cambiamento. 

Coltiviamo la pazienza e la purezza nel ritrovare l’ordine e il nostro nuovo inizio.

Impariamo a individuare più spesso il punto di svolta durante l’anno e siamo grati a ciò che abbiamo ricevuto.

E’ così che cominciamo dignitosamente il nuovo anno.

Sophia Molitor      

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