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Cosa accade dopo la morte (seconda parte)

I Misteri dell'aldilà e la vita invisibile

“In Grecia, vi era l’educazione ai Misteri della morte. Si
conducevano gli uomini in una vera educazione, non semplicemente per vivere nell’aspetto mortale in sé ma per vivere anche nei mondi superiori”.

Nel mito di Persefone, per esempio, Persefone stessa
rappresentava l’anima umana. Mentre Ade, il dio degli inferni, era il dio dell’abbondanza, della ricchezza, perché l’inferno – che viene rappresentato sotto la terra – era la decomposizione, dunque ciò che fa crescere tutto e porta ricchezza ai raccolti e porta prosperità.
Non potevi andare all’inferno se non eri un immortale perché altrimenti saresti stato distrutto, riciclato. Tuttavia, se portavi in te il seme, andare all’inferno diventava il cammino verso la Luce.

Gli antichi Greci pensavano: «Noi viviamo sulla terra perché c’è Ade. Non apparteniamo ad Apollo, il Dio del Cielo, il Sole, noi apparteniamo ad Ade. Noi nasciamo dalla terra e ritorniamo alla terra.»

Attraversare il fiume dell’aldilà

Per tutti gli uomini di quest’epoca, quando si arrivava al termine della propria vita, si entrava nei Misteri della morte. I Greci dicevano che alla morte, ci si presentava davanti al fiume dell’aldilà e lo si doveva attraversare.
Vi era là una barca, che simboleggiava la Scuola dei Misteri, il cui conduttore si chiamava Caronte, il traghettatore. Non si poteva entrare nella sua barca se non pagando. Se non si aveva l’obolo, non si poteva passare.
Soltanto due esseri sulla terra sono potuti salire sulla sua barca senza pagare: Ercole perché ha usato la forza – ma Ade l’ha punito per aver infranto la legge – e Orfeo, che ha usato il fascino della sua musica. Orfeo è entrato all’inferno per andare a cercare la sua amata che era morta. Egli si è presentato davanti ad Ade e Persefone e ha suonato l’arpa; seducendo Ade.
Ade gli disse: «Prendi Euridice e riportala nel mondo dei viventi. Ma dovrai andare fino alla luce del giorno senza guardarla, e quando sarai arrivato alla luce del giorno, essa tornerà in vita.»

Questo mito ci parla dei Misteri dell’Iniziazione e della vita degli uomini nella sua globalità.
Orfeo, pero’, si è voltato prima di arrivare alla luce ed Euridice è svanita per l’eternità; rimane pero’ il fatto che Orfeo sia riuscito ad entrare all’Inferno.

Pagare l’obolo: realizzare un’opera

In che cosa consiste quest’obolo che bisogna pagare a Caronte?
L’obolo, è l’opera. Se tu hai fatto un’opera per la Luce, per il bene di tutti, puoi attraversare l’inferno, verso la liberazione. Se tu non hai fatto un’opera, resti sulla riva di un solo mondo.
Questo è il vero inferno; non è quello che descrivono i Cristiani, è questo mondo in cui siamo, chiusi in questo stesso mondo e prigionieri del nostro corpo.
Le leggende della mitologia greca nascondono delle grandi verità, così come numerosi simboli. Chi entra all’inferno e ne esce? Eracle, Orfeo, cioé degli esseri che non sono realmente dei mortali, degli uomini, ma che sono dei semi-dei, che vengono da un mondo superiore e che hanno attivato questo mondo superiore in loro. E’ proprio questo mondo superiore in loro che fa sì che essi non possano essere toccati.
Nella vita, che cos’è nascosto e inattaccabile? La semenza nel frutto, il granello nascosto nel cuore del frutto. Gli uomini dicono: «Ho un granello» per dire che hanno un problema, ma non è il granello che crea il problema. Al contrario, il granello è il tesoro dei tesori. Il tesoro non è né l’albero né il bel frutto; il tesoro è nascosto, è ciò che nessuno vede. Eppure, è lui che attraversa l’inferno.
L’albero come il frutto sono destinati a essere riciclati. Il seme, è destinato ad attraversare l’inferno, nelle sue profondità e ad uscire verso la piena luce del giorno come Euridice, come Persefone che erano prigionieri di Ade.
E’ perché l’amava che Ade aveva sequestrato Persefone, che era in realtà l’anima umana, condannata a restare sei mesi all’inferno per poter trascorrere sei mesi in paradiso. Attraverso tutte queste leggende, è la storia dell’anima umana che ci viene raccontata, la storia della nostra vita.
In questo mito dell’attraversamento del fiume della morte, Caronte è il traghettatore, vale a dire il guardiano del riciclaggio. Significa che bisogna essere capaci di pagare l’obolo, di mostrare ad Ade l’opera di Luce che abbiamo realizzato, perché egli veda che possiamo raggiungere l’altra riva e risvegliarci a ciò che siamo.”

Brano tratto dal meraviglioso libro “Cosa accade dopo la morte” di Olivier Manitara, Maestro esseno e rappresentante mondiale della Tradizione e Religione essena, riconosciuto come messaggero attivo della Pace dall’Unesco

Approfondimento dell’argomento:
Vangelo Esseno dell’Arcangelo Gabriele
“Preservare la memoria dopo la Morte”

Proposto da
Alain Contaret
Rappresentante della Tradizione e Religione essena in Italia
Sacerdote esseno, ierogrammata (scriba esseno) ed insegnante esseno
Esperto Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)
Discepolo del Maestro Olivier Manitara, rappresentante mondiale della Tradizione e Religione essena

Correzione testo:
Barbara Frattini
Sacerdotessa essena ed Ierogrammata (scriba essena)
Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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