La "Sophia"

La gratitudine non è solo dire “grazie”

Essere grati è una missione

Questa settimana in uno dei miei incontri di progetti per migliorare il mondo ed innalzare la consapevolezza di tutti noi ho assistito alla condivisione della tematica “la Gratitudine”. 

La tematica mi ha colpito molto e sentire come tante persone hanno riflettuto insieme su questa importante attitudine mi ha spinta a scrivere un articolo.

Sembra una tematica banale a cui tutti sanno rispondere perché tutti almeno una volta nella vita hanno detto grazie a qualcuno o per qualcosa. Questo fa sì che si crede che la gratitudine sia qualcosa di semplice e che significhi solo ed esclusivamente saper dire grazie. Se tutti praticassero la vera gratitudine vivremmo in un mondo già molto differente da quello attuale. Questo perché la gratitudine è una forza creatrice che ci permette di trasformare la nostra vita e quella degli altri.

Molte volte ho sentito dire “Bisogna essere grati nella vita” e dentro di me mi chiedevo: Altrimenti cosa ci succede? In questo caso la gratitudine viene vissuta come se fosse un obbligo che se non seguito porta a una serie di sfortune. Una delle risposte comuni infatti è: “Sì certo sono grato a quello che ho perché dall’altra parte del mondo le persone muoiono di fame”. E’ questa una gratitudine sana? O si tratta piuttosto di una modalità per giustificare le proprie lamentele in ambito personale, lavorativo e spirituale?
In questa frase che può sembrare normale e giusta per qualcuno si percepisce soprattutto la frequenza della paura e dell’incapacità di credere di essere l’artefice della propria esistenza.
Ovvero, dato che ci sono persone nel mondo che non vivono una vita salutare come me se non sono grata alla mia salute temo che il mio benessere potrebbe sparire dalla mia vita. Anziché dunque inviare nell’universo una frequenza di trasformazione, di amore e sana mandiamo una frequenza di paura che ci succeda qualcosa di brutto. 

Lamentare qualcosa della propria vita e dire però di essere comunque grati perché c’è qualcuno che sta peggio di noi non rientra nella pratica della gratitudine. Si tratta piuttosto di un senso di colpa rielaborato per aver disprezzato anche solo per un attimo un qualunque aspetto della propria vita.

Credo che la gratitudine sia uno stato che non si raggiunge da un giorno all’altro a meno che non ci si assume la totale responsabilità di tutto ciò che ci succede nella vita. 

E’ pertanto difficile essere grati veramente se non si comprende di essere per primo la persona responsabile di quello che si ha e di quello che non si ha. Cosa intendo per “essere grati veramente”? Come posso io dire che qualcuno che ringrazia la propria vita solamente perché ci sono vite peggiori della propria non è grato veramente in modo evoluto? 

La gratitudine è una frequenza che arriva più o meno forte in base a quanto ci reputiamo veramente responsabili della propria vita.

Più crediamo che sia una società o il sistema la causa della nostra insoddisfazione più ci allontaniamo dalla pratica della gratitudine e più difficile diventa trasformare la nostra vita e vedere la bellezza in cui siamo immersi. 
La gratitudine è una base fondamentale per condurre una vita evoluta, sana e di alto livello. Essa però non è un obbligo e se non siamo ancora capaci di essere grati veramente, ringraziamo perché significa che abbiamo il potenziale di esserlo allo stato puro.

Questo periodo evolutivo in cui si trova il nostro pianeta non è semplice, abbiamo tutti un compito importante per mettere a posto le cose e spesso ci si sente in colpa per quello che succede nel mondo. 

Nella dimensione sottile e dunque a casa della nostra Anima non siamo però dei colpevoli ma dei responsabili.
Questa differenza è molto importante: sentendosi in colpa non si risolve veramente niente, rendendosi responsabili invece si ha la possibilità di conquistare una nuova consapevolezza e trovare la forza per cambiare le cose.

 Essere grati quindi significa essere delle persone autentiche che ogni giorno si impegnano per inseguire la propria missione e rendere migliore il posto in cui viviamo e in cui conviviamo con gli altri.

La gratitudine pura che nasce da un atto di responsabilità è quindi uno stato di coscienza molto evoluto indispensabile per condurre al meglio la nostra missione di vita.

Assumetevi la responsabilità di ogni aspetto della vostra vita e potrete così accedere alla gratitudine e ai poteri immensi della vostra Anima. 

Sophia Molitor

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