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Il nuovo Motorola Razr: costoso e sulle riparazioni…

La neonata punta dell’iceberg dell’azienda fa sorgere molti dubbi sia sulla durabilità del prodotto che sulla riparazione. Gli utenti in rete: “Servono mani esperte per ripararlo!”

Non molto tempo fa si era parlato del nuovo Razr di casa Motorola, smartphone pieghevole con il primato della categoria in fatto di concentrazione di hardware di gamma in uno smartphone e a non avere uno slot per la sim fisica ma con utilizzo di una sim virtuale. Oggi, immesso sul mercato, presenta subito delle criticità tecniche non di poco conto. Infatti, molte persone su Youtube, dedite a pubblicare tutorial su come riparare l’elettronica di uso comune, come gli smartphone, hanno avuto serie difficoltà nell’apertura e nel mostrare come riparare il telefono in caso di rottura dello schermo pieghevole o di altri componenti interni.
Grande spinta pubblicitaria venne fatta a suo tempo dal marketing e interviste ai capi-progetto del nuovo Razr. Non mancarono le critiche al riguardo: troppo hardware che consuma la batteria, lo schermo pieghevole che rischia molto spesso di rompersi quando lo si chiude e infine il suo prezzo, fissato dalla casa madre a €1599.

In rete sono presenti molti video tutorial su come smontare lo smartphone, nel caso fosse strettamente necessario cambiare una componente interna danneggiata, ma molti appassionati del settore con esperienza, incluso chi fa di professione il tecnico IT in ambito smartphone, hanno avuto serie difficoltà nel attuare un “reverse engineering” per arrivare alle componenti più interne. Soltanto pochi esperti e capaci sono riusciti nell’impresa ma sconsigliano vivamente di provarci a casa, senza un’adeguata attrezzatura. Il consiglio è di affidarlo al tecnico di fiducia o a chi sappia dove mettere le mani.

Durante un’intervista, una portavoce di Motorola criticò tutti coloro che sconsigliavano l’acquisto dello smartphone stesso non ancora in mercato affermando: “[…] gli utenti che si lamentano solo per il prezzo non capiscono l’investimento in hardware, monetario e di duro lavoro eseguito sul nuovo Razr per garantire la massima “User Friendly” agli utenti ma loro criticano il prezzo. Si rendano conto del lavoro e della fatica svolti dai nostri tecnici per arrivare al prodotto finale”.

Molti utenti potranno anche non essere interessati al lavoro ed agli investimenti fatti a monte del progetto. Certo, le materie prime e le risorse allocate presentano un costo per l’azienda, ma proporre un nuovo smartphone sul mercato, seguendo l’esempio di Apple, e ponendolo in vendita a 1.599 euro col rischio che se si dovesse rompere occorre andare da un tecnico esperto con costi sino ad almeno 50 euro l’ora, sapendo che la fascia dei cittadini ricca/elitaria è nettamente inferiore ai cittadini di fascia media, fa riflettere. E’ possibile tranquillamente fare a meno di spendere due mesi di stipendio per avere un prodotto finale che si rompe alla chiusura dello schermo, arrivando a pagare anche 100/150 euro per la sua riparazione. Questo porterebbe il suo valore finale anche a 1700 euro. Credo di parlare a nome d molti nell’esporre diffidenza nel comprare e cercare di mantenere il più integro possibile uno smartphone di “porcellana”.

Dario Naghipour

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