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GREGORETTI: SALVINI VA A PROCESSO… COME VOLEVA LUI

Respinto l'Ordine del Giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia che chiedeva di non concedere l'autorizzazione a procedere

Epilogo assolutamente scontato e gradito dal diretto interessato: il Segretario della Lega, Matteo Salvini andrà a processo per il caso Gregoretti. L’aula del Senato ha dato il via libera con 76 sì, 152 no e nessun astenuto che hanno respinto l’Ordine del Giorno presentato da Forza Italia e da Fratelli d’Italia che chiedevano di negare l’autorizzazione a procedere. La Lega, su indicazione dello stesso Salvini, non ha partecipato al voto uscendo dall’Aula.

Soddisfatto il leader leghista che a margine della seduta ha dichiarato: “Lo sapevo. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto. E lo rifarò appena tornato al Governo. Come è stato difendersi in Senato? Surreale. Ho giurato sulla Costituzione, che prevede che difendere la patria è dovere di ogni cittadino. Io ho difeso l’Italia”. “Essere processato per aver difeso il mio Paese… – ha detto ancora Salvini -, ma ho piena e totale fiducia nella magistratura”.

Salvini non ha voluto nemmeno ascoltare la sua fedelissima, Giulia Bongiorno che, durante il suo intervento, ha provato a far cambiare linea al suo leader, invitandolo a “non cadere in una trappola, di non abdicare al ruolo della politica, alla separazione dei poteri”. La Bongiorno ha affermato che quanto fatto da Salvini “era un atto politico e che solo la politica poteva giudicarlo e non la magistratura”.

L’ex Ministro dell’Interno, parlando nell’Aula di Palazzo Madama, ha replicato alla Bongiorno dicendo: “Sono d’accordo con quello che dice Giulia Bongiorno ma le devo disubbidire perché sono testone e stufo di impegnare quest’Aula con il caso Diciotti, Gregoretti, Open Arms e chissà quanti altri ne arriveranno su una questione per me talmente ovvia”. Salvini ha sottolineato la sua volontà di voler difendere la patria ed i suoi confini.

“C’è bisogno di una cavia? Eccomi – ha detto ancora Salvini -. L’unica mia preoccupazione non è per me, mi spiace per i miei figli, per ciò che domani leggeranno sui giornali, che il loro papà è un criminale e un sequestratore”. Parole queste ultime che hanno sollevato il borbottio dei senatori favorevoli al suo processo, in special modo quelli del Partito Democratico. Il Segretario leghista ha prontamente replicato: “Chi borbotta contro di me, non ha ricevuto come ho avuto io il messaggio ‘forza papà!’. Allora lei taccia. Portate rispetto per due ragazzi che vanno a scuola e non rispondono delle accuse al padre”. “Voi di democratico non avete davvero nulla”.

“Ritengo di aver difeso la patria ma per altri sono un pericoloso criminale: andrò in quella corte rivendicando la mia linea sui migranti” ha affermato Salvini che si è poi rivolto agli ex alleati del primo Governo Conte, dicendo: “Posso star simpatico o antipatico, ma chiunque in Italia sa che avremmo fatto di tutto per bloccare gli sbarchi clandestini. E sono contento perché lo abbiamo fatto insieme agli amici del M5S”.

“Io voglio sapere se difendere l’onore e la sicurezza dell’Italia è dovere di un politico o è un crimine che può essere punito con 15 anni di carcere – ha detto in conclusione Salvini -. Io voglio che qualcuno risponda una volta per tutte. Se avessi rubato qualcosa avrei paura, se avessi stuprato, violentato, ammanettato, avrei paura. Non ho paura”. “Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto. E lo rifarò appena tornerò al Governo”.

Antonio Marino

Foto: Ansa

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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