Voce alla birra

VOCE ALLA BIRRA. La Festbier

Altra birra da Oktoberfest ma non solo

Care amiche e cari amici de La Voce, la scorsa settimana vi avevo detto che ci saremmo nuovamente calati in atmosfere di festa della birra. Mantengo la mia promessa parlandovi di un’altra tipologia tedesca: la Festbier.

La Festbier è una birra contemporanea. Pur non avendo quindi una storia particolarmente antica, ha saputo conquistare la sua fetta di mercato in Germania e non solo. Particolarmente gettonata nelle occasioni di festa, la sua gradazione alcolica non elevata la rende amata da una vasta platea di degustatori. Conosciamola più da vicino in tutte le sue caratteristiche.

FESTBIER

Fermentazione: bassa
Classificazione legale: normale
Classificazione commerciale: premium
Storia: 20° Secolo – Dal 1990 è lo stile più consumato durante l’Oktoberfest. La prima birreria a produrla è stata la Paulaner nel 1970.
Ingredienti: acqua con pochi carbonati; malto d’orzo Pilsner e Vienna. Luppoli tedeschi. Lievito di bassa.
Note: chiamata anche Wiesn (prato), luogo nel quale si svolge la Festa della Birra, ha una buona bevibilità e digeribilità.
Aspetto: oro intenso. Schiuma abbondante, aderente e persistente.
Area olfattiva prevalente: leggero equilibrio tra il maltato ed il floreale.
Area gustativa prevalente: sentori di impasto di pane. Finale con sapore speziato.
Grado alcolico: da 4,8 a 6,3
Temperatura di servizio: da 6 a 8° C

La prossima settimana andremo a conoscere un’altra tedesca che per molti versi la si può definire la “sorella più aggressiva” della Helles, la tipologia della quale abbiamo parlato la scorsa settimana. Ora però, godiamoci la festa con la nostra Festbier!

A presto e… salute!

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Una bevanda dalla storia millenaria, narrata con passione attraverso la descrizione delle innumerevoli tipologie, produzioni ed abbinamenti gastronomici. In più, qualche chicca di attualità di questo affascinante mondo.

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