Cronaca

IL CORONAVIRUS SBARCA IN ITALIA: 30 CONTAGI ED UN MORTO

I casi in Lombardia ed in Veneto. La Regione ha messo in isolamento 50mila persone nel Lodigiano. La situazione è critica ma Conte invita a non fare allarmismi

Il rischio era assolutamente concreto e, come previsto, si è tradotto in realtà: il coronavirus diffusosi dalla città cinese di Wuhan, ormai due mesi fa, ha fatto il suo ingresso in Italia e lo ha fatto come peggio non avrebbe potuto. Tra Lombardia e Veneto infatti, nella giornata di ieri sono stati confermati 19 casi di contagio: 27 in Lombardia e 3 in Veneto, a Vo’ Euganeo, dove purtroppo, si registra la prima vittima. Si tratta di un uomo di 78 anni deceduto nella serata di ieri presso l’ospedale di Schiavonea, in provincia di Padova. Attualmente, sono 50mila le persone in regime di quarantena nei loro appartamenti in provincia di Lodi. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha invitato a non sollecitare allarmismi. Tuttavia, ancora non ci sono certezze circa l’identificazione del “portatore” ( ma potrebbe essere anche più di uno) del virus. Allo stato attuale quindi, non si può escludere che il numero dei contagiati sia nettamente superiore e che possa coinvolgere altre regioni italiane.

Ecco quanto accaduto nel dettaglio durante la giornata di ieri.

Tutto ha inizio per la precisione, il 18 febbraio quando un uomo di 38 anni si è presentato all’ospedale di Codogno con sintomi riconducibili ad uno stato influenzale. Svolta la visita medica, il 38enne viene dimesso. Il giorno dopo però, l’uomo ha fatto ritorno al medesimo presidio ospedaliero e ricoverato per ulteriori accertamenti che hanno decretato il contagio del coronavirus. Trasportato d’urgenza all’ospedale Sacco di Milano, è stato posto in isolamento. Attualmente versa in gravissime condizioni. Il provvedimento di ricovero però, è stato tardivo in quanto l’uomo, nei giorni precedenti al 18 febbraio, si è relazionato con decine di persone sia al lavoro che a manifestazioni sportive, partecipando ad una mezza maratona a Santa Margherita Ligure il 2 febbraio e ad una il giorno 9 dello stesso mese, a Sant’Angelo Lodigiano. A questo si aggiungono partite a calcetto ed almeno tre cene.

E’ proprio su una di queste cene che si concentra l’attenzione dei sanitari, essendo stata fatta con un suo collega rientrato dalla Cina lo scorso 21 gennaio. L’uomo, tra il 1 e l’8 febbraio ha accusato sintomi influenzali ed è stato proprio in questo lasso di tempo che ha avuto luogo la cena con il 38enne. Sottoposto anch’egli ai test per verificare la possibilità di un contagio, questi sono risultati essere negativi. A questo punto ci sono due possibilità: la prima, che non sia stato lui a contagiare il 38enne; la seconda, che possa aver contratto il virus neutralizzandolo e sviluppando anticorpi. Chiarezza in questa direzione sarà fatta solo al termine degli esami del sangue che si stanno svolgendo all’ospedale romano Spallanzani.

Il 38enne ha a sua volta contagiato almeno altre 13 persone: la moglie, incinta di 8 mesi, un amico con il quale svolge attività sportiva di podismo, 5 operatori sanitari dell’ospedale di Codogno e tre pazienti ricoverati nella stessa struttura ospedaliera. A questi si aggiungono tre anziani di età compresa tra i 70 e gli 80 anni, clienti di un bar di Codogno. Questi ultimi non hanno avuto contatti con il 38enne ma con l’amico con cui fa podismo, essendo il padre titolare dell’attività commerciale. Le loro condizioni vengono giudicate “serie” dai sanitari.

Struggenti le parole dei genitori del 38enne che sono riusciti a vederlo per poco tempo al Sacco di Milano. “Nostro figlio è gravissimo – hanno affermato –  è intubato, è una cosa penosa, siamo distrutti”.

Ora, l’attività principale è ricostruire chi siano le persone con le quali i contagiati dal 38enne si siano relazionate. E’ certo che l’uomo ha intrattenuto rapporti con 120 colleghi, 70 operatori sanitari ed altri 80 tra amici e conoscenti: tra questi, 40 fanno parte della sua squadra podistica.

La macchina di Regione Lombardia, d’intesa con il Governo, alla luce di questi numeri si è immediatamente attivata attraverso alcune “misure restrittive” che riguardano 50mila persone residenti in 10 Comuni, ponendoli in isolamento: Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Lombardia, alla presenza del presidente della Regione, Attilio Fontana e dell’Assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha spiegato i termini delle iniziative intraprese. “Il piano adottato prevede scelte forti” ha affermato Speranza, sottolineando che si va dalla permanenza domiciliare “obbligatoria” alla sospensione di ogni manifestazione pubblica, passando per la chiusura delle attività commerciali, al blocco di quelle lavorative, sportive e scolastiche. “Dobbiamo trattenere il virus dentro quell’area”, ha rimarcato il Ministro ricordando i provvedimenti già in vigore, ovvero l’obbligo di quarantena “fiduciaria” per coloro i quali rientrano in Italia dalla Cina e la sorveglianza attiva per quelle persone che si sono recate nelle zone a rischio, cosa che comporta l’obbligo di segnalazione alle Autorità sanitarie italiane.

Nel caso in cui dovesse essere accertato che a contagiare il 38enne sia stato proprio l’amico tornato dalla Cina, all’elenco dei Comuni isolati si aggiungeranno anche quelli di Fiorenzuola d’Arda, dove si trova l’azienda per la quale lavora, e Piacenza dove è stato già disposto il fermo delle attività scolastiche.

Il Ministero della Difesa ha messo a disposizione due caserme, a Milano e a Piacenza, per mettere in quarantena chi dovrà sottoporsi. Attraverso l’impiego di queste due strutture, saranno garantiti 180 posti ma non è da escludersi, come affermato dal Commissario Borrelli, la possibilità che vengano requisite anche strutture alberghiere.

Nella serata di ieri infine, è scattato l’allarme su due treni rimasti bloccati a Milano e a Lecce poiché si era ritenuto vi fossero due casi sospetti di contagio. Nel primo caso, si tratta di un convoglio di Italo diretto a Torino che è stato fatto ripartire. Il secondo riguarda un Freccia che al momento, risulta ancora fermo nella città pugliese.

Nella notte poi, si ha avuta conferma del terzo caso in Veneto: un 67enne di Mira, attualmente ricoverato a Padova, in rianimazione. In un primo momento era passato dal Pronto Soccorso di Mirano, in provincia di Venezia e successivamente, in Rianimazione a Dolo, sempre nel Veneziano. Infine, a Padova.

Ed è sempre della notte scorsa la notizia del 27° caso in Lombardia, il 16° in ordine di tempo, a Cremona che riguarda un uomo già ricoverato presso l’ospedale della città lombarda. Il Sindaco di Cremona ha disposto la chiusura delle scuole per la giornata odierna, pur invitando ad evitare psicosi.

Di seguito, in allegato, un importante opuscolo diffuso dall’Istituto Superiore della Sanità, contenente le norme igieniche da seguire per evitare il contagio. Nel merito, si ringrazia Alessandro De Chirico, Consigliere comunale di Forza Italia al Comune di Milano, per averlo cortesemente fornito alla nostra redazione.

PIEGHEVOLE INFORMATIVO SUL CORONAVIRUS

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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