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Serie A, recuperi del 26° turno: Juve, 2-0 all’Inter e testa della classifica. Il Milan cade in casa col Genoa, vincono anche Samp e Spal. Pari tra Udinese e Fiorentina 

Serie A

Il calcio prova ad offrire una seppur minima distrazione dall’emergenza sanitaria nazionale riempiendo la domenica con cinque dei sei recuperi del 26° turno del campionato di calcio di serie A, rinviati a suo tempo per scopi precauzionali al fine di limitare il contagio dell’ormai ben noto COVID-19; in ottemperanza all’ultimo decreto emanato dal Governo, fino al prossimo 3 aprile tutti gli incontri si svolgeranno a porte chiuse.

Tra gli incontri di ieri spiccava il big match serale tra Juventus e Inter, che ha visto i bianconeri imporsi per 2-0 e riconquistare la vetta con 63 punti; la squadra di Conte, terza, scivola così a -9 dal primo posto. In chiave salvezza si registrano poi le vittorie della SPAL (1-0 sul campo del Parma), della Sampdoria (2-1 sul Verona) e del Genoa (2-1 a San Siro sul Milan); finisce invece senza reti Udinese-Fiorentina, mentre Sassuolo e Brescia giocano questo pomeriggio alle 18.30.

Parma – SPAL 0-1: con un goal di Petagna su rigore al 71° la Spal si è aggiudicata il derby emiliano contro il Parma. La partita è iniziata con ben un’ora e un quarto di ritardo per via del dibattito a distanza tra Lega – FIGC e Governo sull’opportunità di dare il via all’incontro in un momento così delicato per il Paese. I ritmi sono apparsi subito abbastanza blandi da parte di tutte e due le squadre; la SPAL, peraltro, si presentava al “Tardini” con una formazione abbastanza abbottonata, intenzionata in primis a non prenderne, con una sola punta a cercare di dare fastidio alla squadra parmigiana. Il primo tempo scivola senza troppi sussulti, mentre va decisamente meglio il secondo, e non solo per il goal. L’episodio clou accade dopo 22 minuti della ripresa: Bruno Alves commette nettamente fallo su Valoti, sul dischetto si porta Petagna che batte Colombi. Pochi minuti dopo Gervinho avrebbe la possibilità di pareggiare di testa i conti, ma fallisce e arriva così una vittoria strameritata per la SPAL, che porta a casa un importante successo esterno, soprattutto in chiave salvezza.

Milan – Genoa 1-2: dopo una delle settimane più caotiche per i rossoneri, con le dichiarazioni di Boban seguite dal suo licenziamento, il Milan incappa in un’altra giornata storta, come non capitava da qualche tempo. E non è bastato questa volta il lampo di Ibrahimovic a riaprire i giochi. Anzi, lo stesso colosso svedese ha avuto due nitide occasioni nel primo tempo, ma in generale è parso un Milan a fari spenti; in particolare, sono apparsi in giornata negativa Rebic, Bennacer ed Hernandez, i tre che negli ultimi due mesi avevano fatto arrivare i rossoneri a tre punti dal sesto posto. A trarre vantaggio dalla scarsa vena rossonera è stato il Genoa, giunto a San Siro con un eccellente schieramento, con Sanabria e Cassata ispiratissimi. Pandev porta in vantaggio i grifoni al 7°, sfruttando una bella incursione di Sanabria, che scodella in area, il macedone c’è, e si vede, Conti è in netto ritardo, ed anche questo si vede. Il Diavolo cerca subito di raddrizzare il corso della gara, ma trova davanti a sé  un Perin in giornata di grazia. Al 41° il Genoa raddoppia grazie alla combinazione tra Biraschi, Schone e Cassata, con rete finale di quest’ultimo. Nella ripresa succede davvero poco, sia da una parte che dall’altra. Almeno fino a quando Ibrahimovic non decide di dimezzare lo svantaggio, con una bella girata in mezzo all’area. Ma neppure questo basta a dare la scossa al Milan.

Sampdoria – Verona 2-1: arriva una vittoria al fotofinish per i blucerchiati che se non altro restano in scia in serie A, tornando alla vittoria dopo essere passato in svantaggio. Il Verona infatti riesce a portarsi avanti grazie ad una sfortunata autorete di Audero, su un tiro di Zaccagni. I gialloblù però devono fare i conti con Quagliarella che nella ripresa dapprima pareggia, per poi lanciare la staccata nel finale su calcio di rigore. Il Verona paga l’errore imperdonabile di spegnersi alla distanza, non sfruttando il vantaggio iniziale ma soprattutto non ascoltando gli incessanti consigli di Juric. Al contrario, gli uomini di Ranieri , che avevano iniziato in sordina quando non a ritmi lenti, alla lunga vengono fuori e con la vittoria di ieri rimangono al passo del Genoa e della SPAL.

Udinese – Fiorentina 0-0: finisce a reti bianche tra Udinese e Fiorentina, con la squadra viola fermata ad un palo colpito nel primo tempo da Milenkovic e i padroni di casa vicini al vantaggio, sempre nella prima frazione di gioco, con Okaka, che di testa spedisce di poco oltre la traversa; l’episodio inganna anche gli operatori tv locali che, pensando al goal, fanno partire la musica che solitamente accompagna le reti casalinghe dei friulani. Nel finale Musso salva su Chiesa e le due squadre devono accontentarsi di un punto a testa.

Juventus – Inter 2-0: la Juventus si aggiudica la gara dell’”Allianz Stadium” contro un’Inter a due facce: nel primo tempo infatti si è vista una squadra più tonica ed attenta soprattutto a centrocampo, con Brozovic e Candreva a dettare i tempi. Poi, dopo il goal di Ramsey arrivato nel secondo tempo a seguito di una sorta di dormita maxima di Candreva (poco dopo sostituito) la Juventus non ha più concesso nulla agli avversari, concedendosi anche il secondo goal, uno splendido esterno sinistro di Dybala. In un’atmosfera surreale e con gli spalti vuoti, il primo tempo si sviluppa in modo abbastanza asfittico, con i due schieramenti ben attenti a non commettere errori. La squadra di Conte di certo non denuncia particolari demeriti, ma alla lunga scompare dai radar, perdendo smalto e lucidità soprattutto sotto porta, laddove Lukaku e Lautaro Martinez non entrano praticamente mai nel vivo del gioco. Si va così all’intervallo sul pareggio a reti bianche. Nella ripresa arriva la svolta: prima Ramsey raccoglie l’assist dal fondo di Matuidi, complice la decisiva disattenzione di Candreva, e realizza l’1-0; poi il goal che chiude i giochi è firmato da Dybala, che manda al bar Young con un dribbling e lascia partire un esterno sinistro tanto dolce quanto imprendibile che finisce alla destra di Handanovic. In definitiva, la Juventus si è mostrata dapprima sorniona e poi molto cinica; l’Inter, viceversa, è apparsa dapprima in palla, per poi sciogliersi come neve al sole. E la distanza di nove punti dalla Juventus, tornata in testa alla classifica, sembrerebbe porre la parola fine sulle velleità di scudetto dei nerazzurri.

Donatella Swift

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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