Calcio Serie A

CORONAVIRUS. Inter: solidarietà all’ospedale Sacco di Milano e vicinanza ai giocatori

La società nerazzurra ha promosso una lodevole iniziativa finalizzata ad una raccolta fondi: già raccolti 650.000 euro

In un frangente così doloroso e preoccupante per il Paese, il calcio (opportunamente fermato per non alimentare ulteriori occasioni di contagio da COVID-19) non può che assumere una valenza trascurabile.

In assenza di appuntamenti imminenti, tuttavia, le società restano attive su più fronti; esemplare, in questo senso, è la condotta tenuta dall’Inter, che da un lato si è largamente impegnata in termini di solidarietà, offrendo il proprio contributo in un momento di grave emrgenza, e dall’altro sta comunque mantenendo uno stretto rapporto con i propri giocatori, obbligati in casa per via della pausa forzata, ma comunque chiamati a mantenersi in una condizione fisica accettabile nell’eventualità di una prossima ripresa del campionato, il cui destino è ancora avvolto dalla più fitta nebulosità.

Dopo essersi rapidamente prodigata con una donazione di 500.000 euro a favore dell’ospedale “Sacco” di Milano, la società nerazzurra ha infatti promosso una lodevole iniziativa finalizzata ad una raccolta fondi – sempre a beneficio dell’importante struttura sanitaria meneghina – che fino a questo momento ha fruttato la somma di 650.000 euro. Non è poi mancato il sostegno del vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, sempre sensibile di fronte alle urgenze della collettività, che insieme alla moglie Paula ha effettuato un’ulteriore donazione pari a 50.000 euro.

Altrettanto puntuale è poi la vicinanza dimostrata dal club ai propri giocatori – alcuni dei quali non possono trarre conforto nemmeno dalla presenza della propria famiglia – che trova testimonianza nelle parole di Stefan De Vrij; il centrale olandese, che come tutti i suoi compagni sta seguendo un programma atletico presso la propria abitazione, ha sottolineato la costante presenza telefonica di Antonio Conte e dello staff nei confronti di tutti i giocatori. Il club stesso, inoltre, si è assunto la premura di provvedere quotidianamente alla consegna dei pasti ai propri atleti, che sono stati anche forniti di strumenti ginnici casalinghi per il mantenimento del tono muscolare.

Ha contorni struggenti e al tempo stesso intrisi di senso pratico, invece, la dichiarazione rilasciata da Romelu Lukaku al “Bleacher Report”; il gigante nerazzurro – la cui famiglia ha fatto ritorno in Belgio per via delle condizioni di salute della madre, diabetica e quindi particolarmente a rischio – ha affermato di non essere spaventato, ma di sentirsi come se stesse vivendo in una bolla. Trovandosi nel Paese maggiormente colpito in Europa, l’attaccante interista non è rimasto indifferente al passaggio costante delle sirene delle ambulanze che sente transitare nei pressi della propria abitazione e, interpellato sull’opportunità di riprendere il campionato, non si è detto disposto a ricominciare a giocare fino a quando la salute pubblica non avrà recuperato la propria normalità e i rischi di contagio tra i giocatori non saranno stati ricondotti allo zero.

Gigi Bria

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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.
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