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Calcio, Milan: tra addii e Campionato fermo, il mercato di gennaio rischia di essere cancellato

Il primo punto interrogativo è rappresentato da Zlatan Ibrahimovic: il contratto del colosso svedese è in scadenza a giugno

Nell’ultimo mese in casa Milan è successo un po’ di tutto: oltre all’emergenza legata al Coronavirus, che ha segnato anche Paolo Maldini ed il figlio Daniel (ora entrambi in via di guarigione) hanno lasciato qualche traccia anche i malumori tra Gazidis ed il duo composto da Zvonimir Boban e dallo stesso Maldini.

Ne è conseguito il licenziamento dei due (già formalizzato quello di Boban, non molto lontano quello dell’ex capitano) che ha creato un clima talmente surreale da far pensare che i giocatori arrivati nel mercato di gennaio potrebbero ritornare nelle rispettive squadre di provenienza (essendo giunti in rossonero in prestito) vanificando quindi quanto fatto fino a fine febbraio.

Il primo punto interrogativo è rappresentato da Zlatan Ibrahimovic: il contratto del colosso svedese è in scadenza a giugno e, quand’anche Boban e Maldini fossero rimasti presso la dirigenza, la sua permanenza al Milan sarebbe stata comunque in forse. Pare infatti che l’attaccante abbia già deciso dove andare nella prossima stagione e in questo momento il suo futuro al Milan risulta essere un’ipotesi abbastanza lontana.

Quanto a Begovic, il portiere trentenne è di proprietà del Bournemouth e a luglio sembra destinato a tornare presso il club inglese, con cui ha un contratto fino al 2021; il Milan potrebbe riprenderselo agevolmente, ma tutto dipende dai piani societari. Diversa è invece la posizione di Kjaer, giunto anche lui a gennaio; il suo riscatto dal Siviglia è molto vantaggioso (pari a 2,5 milioni di euro). A parità di sforzo economico, è difficile che il Milan riesca a trovare un centrale più affidabile dell’ex atalantino, ma l’unica (e non certo trascurabile) incognita resta la questione relativa ai tanti infortuni che hanno fin qui afflitto il difensore danese.

Saelemaekers invece costituisce un grande punto di domanda; il Milan lo ha prelevato in prestito dall’Anderlecht a 3,5 milioni, dichiarandosi disposto a sborsarne altrettanti in caso di riscatto. Fino ad ora, però, il classe 1999 ha giocato appena 32 minuti, risultando pertanto ingiudicabile. Anche per lui bisognerà vedere se la nuova dirigenza rossonera sarà disposta a scommettere, rinnovandogli il contratto.

Per Diego Laxalt, infine, il discorso è diverso, essendo l’uruguagio già sotto contratto con il Milan fino al 2022; non è detto che possa rimanere in rossonero, a meno che la società non decida di tenerlo in rosa come sostituto di Theo Hernandez.

Donatella Swift

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Redazione La Voce

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