Cronaca

CORONAVIRUS E DISABILITA’. Quando anche far la spesa diventa un problema

In queste gravissime giornate che stiamo vivendo, c'è chi fa i conti ogni giorno con i danni collaterali di COVID-19

Solo ieri raccontavamo di quanto l’emergenza coronavirus stia producendo danni che verosimilmente si vedranno nel tempo, come quelli di chi ha subito un danno di ordine professionale. Ma in queste gravissime giornate che stiamo vivendo, c’è chi fa i conti ogni giorno con i danni collaterali del coronavirus. Le misure restrittive varate dal Governo, sono necessarie fuor di dubbio ma, nella loro durezza non fanno i conti con il quotidiano vissuto dai disabili.

Ivan Lo Verde è un mio amico personale e purtroppo, diversamente abile da un punto di vista motorio. Le sue giornate di emergenza sanitaria sono diventate un vero e proprio incubo che si ripercuote su un gesto semplice: quello di fare la spesa. Ivan non può andarci da solo ma le misure prevedono l’accesso di una sola persona nei supermercati. Lui però non può rispettare questo limite. Potrebbe fare la spesa online, direte voi: peccato però che la consegna rischierebbe di giungere ad emergenza conclusa, tali e tante sono le richieste alle quali, anche le catene di supermercati più imponenti, non riescono a soddisfare.

Dopo l’ultima esperienza vissuta, Ivan mi ha contattato ed ha scelto la nostra testata giornalistica per pubblicare una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte per esporre i suoi disagi.

La speranza è che le parole di Ivan diventino un manifesto efficace per la rivendicazione di quei diritti che dovrebbero essere inalienabili. Inoltre, che Ivan possa tornare presto a far la spesa come sempre: vorrà dire che la battaglia è stata vinta.

Vi lascio alla lettura delle sue parole.

Antonio Marino

Alla cortese Att.ne del Presidente del Consiglio Giusepe Conte, e di tutta la classe politica italiana.

Il mio nome è Ivan Lo Verde, sono un invalido portatore di handicap a causa di problematiche motorie e non solo.

Ho sempre fatto la spesa online con consegna a domicilio ma adesso, a causa dell’emergenza coronavirus, non potendo più usufruire di tale servizio essendo saturo, mi sono recato in data 23/03/2020 al supermercato LIDL di via Adriano a Milano. Viste le attuali indicazioni del Decreto, mi è stato vietato l’ingresso perché accompagnato, anche dopo aver comunicato il mio stato di invalidità. A questo punto ho chiamato le Forze dell’Ordine e dopo una lunga attesa, mi hanno suggerito di accedere al supermercato come se fossimo due “nuclei familiari” separati. Pertanto così ho fatto. Durante la spesa, una comunicazione audio continuava “stranamente” a ripetere di “uscire dal supermercato qualora si fosse in due persone per evitare assembramenti alla cassa”. Quindi, per evitare di dover chiamare nuovamente le Forze dell’Ordine, mi sono allontanato prima di pagare ed ho aspettato nel parcheggio.

Arrivati a questo punto mi sorgono dei dubbi. I diritti delle classi più deboli sono stati aboliti con lo stesso Decreto attualmente in atto? Le Forze dell’Ordine è normale che suggeriscono un modo per eludere il Decreto?

Attualmente, come da indicazioni, sto lavorando da casa in modalità “smart working” e fino alle 18:00 non posso comunque uscire di casa. Pertanto mi rimane un’ora sola o poco più per fare la spesa, vista la riduzione oraria dei supermercati e considerando inoltre che giungendovi tardi trovo “gli scarti” delle altre persone.

Oggi, 24/03/2020 (ieri ndr) ho chiamato il servizio clienti di Esselunga per chiedere se è possibile accedere al supermercato accompagnati in caso di portatore di handicap. Mi viene comunicato che ciò non è possibile per l’applicazione “corretta” dell’attuale Decreto.

Mi permetto di dare alcune specifiche alle eventuali obiezioni che potrebbero essere mosse. Non posso mandare qualcun’altro a fare la spesa perché vorrei avere la libertà di scegliere eventuali prodotti “alternativi”, vista la scarsa disponibilità; volendo pagare con carta di credito, ricordo che non è cedibile a terzi e se uscissi da casa solamente per prelevare contante e venissi fermato dichiarando la realtà, ovvero “sto prelevando del contante per mandare un’altra persona a fare la spesa”, potrebbe essere considerata una motivazione non di urgenza, visto che i supermercati offrono il pagamento con carta di credito: con tutte le conseguenze del caso.

Credo sinceramente sia il caso di PORRE IMMEDIATO rimedio a tutto questo. Capisco che in questo momento si cerchi di tutelare la “maggioranza”, ma rendere la VITA IMPOSSIBILE alle “classi deboli” mi sembra oggettivamente eccessivo.

Ivan Lo Verde

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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