Cronaca

CORONAVIRUS. IL SUD ITALIA, UNA POLVERIERA PRONTA AD ESPLODERE

Il Governatore della Campania scrive a Conte: "Conteremo i morti". Il presidente della Sicilia, Musumeci è sicuro: "Molti casi di positivi sono dovuti ai rientri"

E’ fortemente preoccupato il Governatore della Campania,  Vincenzo De Luca che in una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha espresso i suoi timori per quello che potrebbe diventare da qui a pochi giorni, la regione che amministra a seguito dell’epidemia di coronavirus che sta colpendo anche l’Italia. “Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord – scrive De Luca -, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di un’espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità: senza forniture conteremo i morti”.

“La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud. Per noi è questione di ore, non di giorni”, scrive ancora De Luca che prosegue: “Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere. Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude. Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Il livello di sottovalutazione è gravissimo. Non si è compreso che gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord; impedire la sua esplosione al Sud. In queste condizioni, ci avviamo verso una tragedia doppia, non ci rimane che contare i morti”.

“Rimane aperto un problema – afferma De Luca – che a mio parere va affrontato con altrettanta tempestività e determinazione: il controllo del territorio, per il quale le forze in campo sono insufficienti. Da questo punto di vista ritengo assolutamente necessario impegnarsi in un grande sforzo collettivo, rivolto all’obiettivo essenziale e prioritario di contenere il contagio. Occorre un piano di mobilitazione mirato delle forze di polizia ma anche di tutte le forze armate, coerente con l’obiettivo, al netto delle attività di prevenzione antiterrorismo”.

Attualmente in Campania, i positivi sono 1.194. A Napoli è deceduto il primo medico della Campania, Gaetano Autore, 69 anni, che a breve sarebbe andato in pensione.

De Luca ha dato incarico al Direttore Generale dell’ospedale Cotugno Maurizio Di Mauro ed al Direttore Generale del Dipartimento Salute Antonio Postiglione, di attivare un piano che consenta di avere l’esito del tampone in 24 ore al massimo.

Le cose non vanno bene nemmeno in Calabria dove nelle scorse ore si sono vissuti momenti di tensione a seguito delle persone rimaste bloccate a Villa San Giovanni mentre tentavano di raggiungere Messina. Il Prefetto della città siciliana, Maria Carmela Librizzi. ha dichiarato: “Abbiamo lavorato tutta la notte per sistemare le persone bloccate a Villa San Giovanni che non avevano i requisiti, e d’intesa con il presidente della Regione Sicilia e il ministero dell’Interno, si è deciso di smistarli per fare la quarantena in un hotel a Messina e uno a Reggio Calabria. A Messina sono arrivate circa 100 persone”.

La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, nel merito ha affermato: “Si risolve parzialmente con l’imbarco di donne, alcune in gravidanza, bambini e persone anziane la situazione di Villa San Giovanni. Sono lieta che, dopo un pomeriggio di interventi con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega della Regione Siciliana Musumeci, si sia arrivati alla messa in sicurezza delle persone più fragili”. Lungo l’autostrada A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, direzione Sud, la Prefettura di Reggio Calabria ha disposto un presidio per svolgere controlli alle autovetture dirette agli imbarchi di Villa San Giovanni.

In Calabria si sono registrati 9 nuovi casi di positivi al COVID-19, tutti concentrati nell’area comprendente le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. A renderlo noto, l’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.212 tamponi dei quali, 176 nelle ultime 20 ore. Da Catanzaro provengono due malati; da Crotone, 5 e da Vibo, 2. Ospedalizzati nel Reparto di Malattie Infettive, 17 persone. 10 invece sono in Terapia Intensiva.

La preoccupazione è vissuta anche dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci che ha disposto posti negli hotel per ospitare l’isolamento dei malati. “Molti contagi che stiamo registrando sono dovuti ai casi di rientro”, ha affermato. In Sicilia sono previsti tra i 4.500 ed i 7.000 malati.

Nell’isola, tre Comuni sono “zona rossa”. Si tratta di Agira, in provincia di Enna; Salemi, in provincia di Trapani e Villafrati, nel Palermitano. Ed è in una casa di riposo a Villafrati che sono stati scoperti 62 casi positivi. Otto deputati regionali hanno chiesto a Musumeci di aggiungere alla lista anche Messina, a seguito degli arrivi dalla Calabria.

Nel merito, Musumeci ha affermato: “A Villa San Giovanni i controlli vanno fatti in maniera seria. E’ un problema di ordine pubblico, non sappiamo chi entra in Sicilia. Oggi non è sicuro stare in Sicilia per chi viene da fuori, non sappiamo che se chi sbarca sia portatore di virus. Non possiamo consentire che 8mila o 3mila persone al giorno possano transitare dalla Calabria alla Sicilia”. Alla data del 24 marzo, in 40mila nuovi arrivati si sono registrati sul portale della Regione ma il numero potrebbe essere più elevato poiché non tutti hanno avuto la stessa diligenza. L’Assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, preso atto dei 799 casi positivi, non ha dubbi: “molti contagi che stiamo registrando sono proprio dovuti ai casi di rientro”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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