Cronaca

CORONAVIRUS. IL PUNTO DI META’ GIORNATA

Borrelli: "1° Maggio a casa. Fase 2 verso il 16 maggio". Il Ministro Catalfo annuncia il Reddito di Emergenza. Nel mondo, oltre 106mila contagi. A Wuhan tornano le restrizioni

Roma, 3 aprile – A casa, con ogni probabilità, sino al 16 maggio. E’ quanto ha detto stamane il Capo della Protezione Civile, circa le misure di contenimento nell’emergenza coronavirus. Alla domanda se, dopo Pasqua e Pasquetta, dovremo stare chiusi in casa anche il 1° Maggio, Borrelli ha risposto: “Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane” ed ha aggiunto: “Cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze” per molto tempo. “Dobbiamo andare avanti con massimo rigore. Da qui al 16 maggio potremmo avere risultati positivi che ci consentirebbero di aprire la fase 2”.

Con il rallentamento dei contagi, gli ospedali sono meno sotto pressione, ha detto ancora Borrelli. “Le strutture sanitarie si stanno alleggerendo di sacrifici straordinari” e questo “ci permette di gestire l’emergenza con minore affanno”, ha spiegato il Capo della Protezione Civile.

Le parole di Borrelli sono state commentate dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana. “Io non entro nel merito di queste scelte perché mi affido agli scienziati che ne sanno più di me. Mi riferisco a quello che dirà l’Istituto Superiore di Sanità e ai nostri epidemiologi ma è probabile che sarà così perché lo sento dire anche io da più parti”, ha detto il Governatore lombardo intervenendo a Mattino Cinque.

A confermare il rallentamento dei contagi, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, che ha parlato stamane durante la conferenza stampa epidemiologica odierna. “Non c’è nessuna zona del Paese dove non circoli” ed è per questo che bisogna tenere “molto elevata la soglia delle raccomandazioni e delle restrizioni adottate”.

Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo ha annunciato l’introduzione del Reddito di Emergenza. “C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica”. Una misura che dovrebbe essere varata nel Decreto di aprile e che avrà un costo “intorno ai 3 miliardi” di euro.

Nel merito dell’emergenza coronavirus nel quadro economico, stamattina si è espresso il presidente della Camera, Roberto Fico. “Meccanismi, debito e gli strumenti che conosciamo non servono all’Italia né a nessuno. Dobbiamo andare a una condivisione del debito, e i coronabond sono una strada giusta. L’Italia non deve mollare su questo: ne va del futuro dell’Ue. Se la Ue non sarà solidale oggi non lo sarà domani e non avrà senso. E sarà un problema per tutti”. “Sono preoccupato per la questione sociale – ha aggiunto Fico -, ma penso che nel Sud c’è una grande forza per aiutarsi reciprocamente e si stanno mettendo in campo importanti risorse per aiutare quelli che hanno bisogno. Alla fine riusciremo a supportare tutti quelli che hanno bisogno e sono in difficoltà”.

A livello mondiale, COVID-19 è ben lontano dall’arrestare la sua corsa. I casi di positivi al coronavirus sono oltre un milione. La John Hopkins University conta 1.016.128 contagiati, 53.146 morti e 211.615 guariti.

Negli Stati Uniti, in sole 24 ore sono morte 1.169 persone per un totale di 6.000 decessi: di questi, 1.500 nella zona di New York. Stando a quanto afferma la John Hopkins University, il numero totale dei positivi è di 244.000.

La Spagna ha superato l’Italia per quanto attiene al numero di contagi che oggi sono 117.710. I morti ammontano a 10.935: 932 nelle ultime 24 ore.

A Wuhan, pare che il coronavirus si sia riproposto con decisione, tanto che le Autorità hanno caldamente invitato i cittadini a restare a casa. “Il rischio di rimbalzo della pandemia resta alto a causa di fattori interni ed esterni”. Per questo occorre “mantenere le misure di prevenzione e controllo”. Sicuramente sino all’8 aprile, almeno per quanto riguarda gli spostamenti in uscita.

Situazione difficile anche in Germania dove i decessi hanno raggiunto la quota 1.017: 145 nelle ultime 24 ore, secondo quanto afferma Secondo il Robert Koch Institute. I positivi al coronavirus hanno avuto un incremento di 6.714 casi in un giorno, per un totale complessivo di 79.696. La Johns Hopkins University, però, citata dalla Bbc, afferma che i contagi sono quasi 85.000.

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