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CORONAVIRUS E GIOCHI MILITARI DI WUHAN: IL PUNTO DI PARTENZA?

Torna a prendere corpo l’ipotesi che tutto è cominciato in occasione dell’evento sportivo internazionale. A corroborarla, la malattia del nostro schermidore Matteo Tagliarol, quelle della ciclista americana Benassi e dei pentatleti francesi Clouvel e Belaud

A marzo, la Cina aveva mosso un’accusa pesantissima nei confronti degli Stati Uniti: quella di aver portato il coronavirus nel Paese asiatico in occasione della settima edizione dei Giochi Mondiali Militari che si erano svolti a Wuhan, nella provincia di Hubei, dal 18 al 27 ottobre del 2019. Un evento che aveva visto la partecipazione di 10mila atleti appartenenti a 110 nazioni. Dopo la manifestazione sportiva, tempo alcune settimane, cominciarono a verificarsi i primi casi di malattia data dal famigerato COVID-19 e da lì, ben presto, l’intero pianeta ne venne colpito. Come riferisce Marco Bonarrigo per ‘Il Corriere della Sera’, è verosimile che la diffusione del contagio sia stata data dalla totale assenza di misure preventive atte a contenere un contagio del quale se ne ignorava la micidiale pericolosità. A questo si aggiunge la mancanza della quarantena per gli atleti, una volta tornati nei loro Paesi d’origine. Del resto, chi poteva immaginare cosa sarebbe accaduto?

Da alcuni giorni si fanno sempre più numerose le testimonianze di atleti che hanno partecipato ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan. Si tratta di persone che, una volta fatto ritorno a casa nei primi giorni di novembre, hanno cominciato a star male con febbri alte e difficoltà respiratorie di non poco conto. Difficile in questo momento poter affermare che le malattie potessero essere riconducibili al COVID-19. Gli ambienti militari non commentano con unica eccezione della Svezia che ieri mattina, avrebbe confermato la positività di due suoi atleti al coronavirus.

A rendere ancor più oscura la vicenda, le minacce ricevute dalla riservista statunitense, Maatje Benassi che a Wuhan si è cimentata nella disciplina di ciclismo su strada. La donna è costretta a vivere blindata in casa sua, in Virginia, a seguito delle centinaia di minacce di morte generate da ipotesi complottiste molto seguite in Rete, che la vedrebbero come “paziente 0” negli Stati Uniti. Secondo questi teorici del complotto, il Governo americano avrebbe occultato la malattia dell’atleta per nascondere le proprie responsabilità circa l’assenza dei controlli, affibbiando ogni responsabilità alla comunità cinese. Si tratta di una teoria destituita da ogni fondamento ma c’è un però: il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, afferma che tra i 280 atleti americani partecipanti ai Giochi di Wuhan, moltissimi sarebbero stati positivi al COVID-19. A seguito di queste affermazioni, Pechino ha chiesto a Washington la massima chiarezza in merito a quanto di sua conoscenza dei contagi. All’oggi però, nessun riscontro.

Per quanto riguarda la Francia, altro Paese martoriato dalla pandemia, un’inchiesta giornalistica condotta da ‘L’’Equipe’ e pubblicata ieri, ha portato alla luce i casi di Elodie Clouvel e Valentin Belaud, atleti del pentathlon moderno, anch’essi partecipanti ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan. Dopo aver registrato importanti difficoltà respiratorie al rientro dalla Cina, i due sono stati visitati da un medico militare che avrebbe diagnosticato “evidenti sintomi di Coronavirus”. Il Ministero della Difesa francese però, ha dichiarato seccamente che i due, non sono mai stati positivi al COVID-19. Certo è che a Clouvel e Belaud è stato fatto divieto di rilasciare pubbliche dichiarazioni in merito.

Infine c’è la vicenda che riguarda il nostro Matteo Tagliarol, campione di spada individuale nel 2008 e partecipante ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan insieme a altri nostri 170 atleti. Tagliarol, in forza all’Aeronautica Militare, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano, ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando siamo arrivati a Wuhan – racconta Tagliarol – ci siamo quasi tutti ammalati. Ma il peggio è stato il ritorno a casa. Dopo una settimana mi è venuta la febbre altissima, sentivo che non respiravo. Il malanno non passava nemmeno con gli antibiotici, sono guarito dopo tre settimane e sono rimasto a lungo debilitato. Poi si sono ammalati mio figlio e la mia compagna. Quando si è cominciato a parlare del virus mi sono detto: l’ho preso anche io”. Le Autorità militari italiane non commentano ma pare che gli atleti italiani partecipanti ai Giochi, non siano mai stati sottoposti ad alcun tipo di accertamento sanitario. “Quando siamo arrivati a Wuhan – spiega ancora Tagliarol -, quasi tutti ci siamo ammalati. Io ho avuto tosse, molta tosse. Valerio Aspromonte è stato a letto quasi tutto il tempo. In tanti hanno avuto febbre, anche se non altissima”. Aspromonte tuttavia, sembra prendere le distanze dalle dichiarazioni di Tagliarol ed afferma: “Durante la trasferta tutto si è svolto nella normalità e la mia salute era ottimale. Disteso a letto riposare nella mia camera ho passato solo le prime ore dopo l’atterraggio in Cina, come faccio sempre, per recuperare il fuso orario. Non ho avuto alcun sintomo febbrile tanto che dopo le gare sono andato un paio di volte in giro per la città”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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