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Quando nel “1984” ci controllavano tutti con il Grande Fratello: la letteratura che prevede un futuro distopico e totalitario

“1984” di George Orwell, scritto nel 1949, sorprende e avvisa di un futuro nel quale potremmo essere controllati dai potenti, creando un parallelismo con la situazione che oggi stiamo vivendo

1984, romanzo di Eric Arthur Blair alias George Orwell, nonostante sia stato pubblicato nel 1949, è una delle opere considerate più attuali della storia, specialmente nella pandemia Covid-19. In questo particolare momento, infatti, la cosa più importante è affidarsi allo Stato e alle sue funzioni per potersi regolare in una situazione di caos totale. Ponendo l’accento sul titolo, che proietta il lettore del tempo nel futuro, questo indica il periodo in cui sono ambientate le vicende di cui Orwell ci parla. Il testo può essere considerato di genere distopico: il libro infatti procede al ritmo di note di pessimismo, sviscerando un futuro cupo in cui, dopo una guerra nucleare, il mondo è diviso in potenze totalitarie.

L’autore ci vuole parlare di un mondo diverso rispetto a quello che all’epoca si conosceva e simile, per molti fattori, a quello che conosciamo oggi di mondo: 1984 si apre alla critica di una società sottoposta al volere del “Partito”, nella quale tutta la popolazione è tenuta sotto controllo grazie al Grande Fratello. Ai tempi, questa fantasia perversa e distopica che partorì Orwell diede uno scossone alla comunità, in quanto presentava una visione del mondo totalitaria e a tratti incredibile: il Grande Fratello descritto da lui mantiene tutto sotto il suo controllo, ogni persona, ogni cosa, grazie a telecamere e microfoni affinché nulla esista se contro il Partito.

A nessuno, quindi, è concesso di pensare con la propria testa. Primi tra tutti il protagonista Winston Smith, che deciderà di opporsi a questo regime di dittatura sanguinaria e crudele e Julia, amante di Winston. E’ molto importante comprendere che oggi non esiste certo nessun Grande Fratello, se non quello che vediamo su Canale 5 in certi periodi (s)fortuiti dell’anno, ma il concetto di “potenti” che assoggettano le menti, sì, esiste. Esiste e fa anche paura, perché viviamo in una società che ci controlla tanto sottilmente da non accorgersene quasi.

Carlotta Casolaro

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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