La "Sophia"

Il rispetto: una base sottile talvolta invisibile

Rispettare è un’attitudine che si impara osservando sé stessi

Questa settimana si è presentata più volte la situazione in cui ho riflettuto sul rispetto, ho compreso allora che sarebbe stata questa la tematica che avrei portato nel mio prossimo articolo.

Il rispetto è qualcosa che pensiamo più o meno tutti di praticare, che sia verso sé stessi o verso il prossimo. Qualche giorno fa ho osservato una situazione in cui mi sono chiesta dove ha inizio il rispetto?

Oggi qua sulla terra abbiamo una conoscenza del rispetto che è quella di non offendere, di non uccidere, di non denigrare, di non diffamare e nonostante questo molti hanno ancora difficoltà ad accogliere questo nella loro vita. Non siamo ancora a un livello in cui viviamo in armonia con gli altri e in cui rispettiamo almeno in parte.

Comprendo quindi che il rispetto di cui sto per parlarvi potrebbe essere faticoso da comprendere ma voglio comunque offrire l’opportunità di comprendere più nel profondo il rispetto.

C’è un momento esatto in cui una persona decide di rispettare sé stessa o l’altro ma quando si comincia veramente a rispettare?

Per ciò che faccio mi capita spesso di trovarmi in un parco o in un qualsiasi altro luogo e sentire improvvisamente persone che cominciano a parlarmi o che si avvicinano. Questo non mi stupisce più da molto tempo in quanto sento profondamente dentro di me il mio dovere di aiutare gli altri e di indicare loro un percorso verso l’evoluzione. Qualche mese fa si è avvicinato un ragazzo algerino che non conosceva la lingua italiana e così decidiamo di parlare in una lingua che ad entrambi risuonava di più, il tedesco. Il ragazzo infatti aveva vissuto per qualche anno in Germania. Nel momento in cui si è avvicinato ero al telefono con mia sorella che dall’altra parte della cornetta mi aveva raccomandato di stare attenta. Io non vedevo un reale pericolo ma solo una persona che aveva sentito un’energia alla quale aveva bisogno di avvicinarsi. Cominciamo così a parlare immediatamente di tematiche di evoluzione affrontando domande del tipo perché siamo qui?

Abbiamo anche affrontato l’aspetto del denaro all’interno di un percorso di evoluzione Animica.

Piano piano, andando avanti nei mesi, vedevo una persona più sicura che cominciava ad aprirsi sempre di più, continuavo a sentire però una certa resistenza verso il vero cambiamento. Mi stavo rendendo conto che prendere in mano la sua vita e ricominciare in un percorso verso la luce era molto difficile per questa persona. Mi disse allora che non mi aveva raccontato tutta la sua storia e che ha passato un anno in galera.
Ricordo ancora la risposta che uscì immediatamente dalla mia bocca:

“Si ok capisco, ma adesso quale strada vuoi scegliere?”

Il ragazzo fu stupito e mi chiese: non hai paura? Solitamente le persone scappano e pensano male di me.

Gli risposi: sicuramente abbiamo due percorsi totalmente differenti e io non posso probabilmente comprendere fino in fondo cosa hai vissuto e cosa stai vivendo adesso. So però che siamo qui per evolvere e finché sei qui hai la possibilità di rimediare e scegliere l’evoluzione per la tua vita anziché le tenebre. Se sei arrivato a me vuol dire che sei pronto per ritrovare la missione della tua Anima.

Volete sapere cosa ha scelto alla fine? Ha scelto di restare nella vecchia strada, vive una vita piena di difficoltà, senza denaro, senza un posto dove dormire e con il senso di colpa di non avermi ascoltato.

Qualche giorno fa ricevo una sua chiamata: il ragazzo non aveva un posto in cui dormire, era senza denaro e chiedeva il mio aiuto.
Per un attimo mi sono chiesta se fossi stata troppo dura con lui perché ciò che gli risposi era semplicemente: cosa stai imparando da questa situazione?
La sua risposta fu: che nella vita non ci si può fidare di niente e nessuno. E tu che eri tanto disponibile adesso non mi aiuti.

Gli disse allora: quando avrai compreso che nella vita sei tu a scegliere, quando avrai compreso che hai avuto davanti un’opportunità per cambiare la tua vita ma hai scelto la strada più immediata ma anche la più fallimentare e quando vorrai veramente diventare una persona migliore mi chiamerai, al momento io non so come aiutarti.

Perché vi racconto questo?
Sicuramente la sua era una mancanza di rispetto nei miei confronti dopo mesi che gli proponevo di imparare innanzitutto la lingua italiana e dopo mesi che cercavo di portare la luce all’interno della sua vita.

Riconosciamo tutti la mancanza di rispetto nei miei confronti che è la stessa che abbiamo quando denigriamo qualcuno. Si tratta di un rispetto che dovremmo tutti avere come base. Non importa quanto sia difficile la nostra vita dovremmo avere sempre il rispetto di riconoscere che le difficoltà dipendono dalla nostre scelte che facciamo.

Ma non è questo il rispetto di cui voglio parlare oggi.

Una settimana dopo il ragazzo mi chiama ancora: ha ricevuto 500 euro da parte dei suoi genitori adesso gli serviva una stanza in cui dormire. La sua richiesta questa volta era: trovami un posto in cui dormire.

Un po’ stressata gli dissi: è veramente difficile aiutarti sai? Non posso schioccare le dita e trovarti un posto in cui dormire, devo pensarci.

Chiusi la telefonata e mi fermai a riflettere.

Perché sto vivendo questa situazione nella mia vita? E’ rispettoso dopo tutto ignorare la sua richiesta di aiuto solo perché non ha ancora scelto una strada verso l’evoluzione di cui gli ho parlato e perché mi ha incolpato di trovarsi in una tale situazione? Forse mi sono persa dei pezzi e per quanto a me non importasse di ciò che aveva fatto in passato, forse non era così immediata la ripresa di quest’Anima e aveva bisogno di attraversare un periodo di questo tipo. Forse quest’Anima non ha mai chiesto aiuto a nessuno e la sua evoluzione è proprio comprendere di dover chiedere aiuto agli altri.

Dove inizia il rispetto?

 Il rispetto inizia laddove ci osserviamo veramente e osserviamo nel profondo la storia di qualcun altro.

Il rispetto inizia nel momento in cui smettiamo un attimo di avere la verità in tasca e sapere già tutto e credere di essere nel giusto.

Il rispetto inizia nel momento in cui non sappiamo se la prossima mossa sarà quella giusta per noi e per l’altro ma sentiamo di non poter stare fermi a fare niente.

Iniziai dunque a contattare un paio di vecchi contatti di quando ero alla ricerca di una casa anche io spiegando bene la situazione del ragazzo. Senza successo. Ad un certo punto mi risponde un signore che era molto dispiaciuto per la situazione del ragazzo ma fino alla fine del mese non era sicuro di avere una stanza libera. Il signore però mi ha consigliato di cercare un ostello. E così ho fatto trovando un posto letto per un mese al di sotto di 500€.

Il ragazzo si è dunque recato lì e ha un tetto sotto il quale dormire. Alla fine siamo stati in tre a collaborare per aiutare questo ragazzo: lui che ha chiesto aiuto, io che ho agito e il signore che ha sentito la richiesta d’aiuto del ragazzo e mi ha dato il consiglio. Non so chi fosse il signore, non lo conosco ma lui ha aiutato a sua volta qualcuno che non conosce.

Il rispetto inizia laddove ci osserviamo veramente e osserviamo nel profondo la storia di qualcun altro.

Il rispetto inizia nel momento in cui smettiamo un attimo di avere la verità in tasca e sapere già tutto e credere di essere nel giusto.

Il rispetto inizia nel momento in cui non sappiamo se la prossima mossa sarà quella giusta per noi e per l’altro ma sentiamo di non poter stare fermi a fare niente.

Noi crediamo di conoscere il rispetto per ciò che vediamo superficialmente ma ciò che voglio farvi comprendere è che il rispetto è più sottile di quanto crediamo. A volte è la nostra stessa presunzione di fare del bene a farci mancare di rispetto.

Ho creduto di essere più avanti del ragazzo e di aver sempre agito in suo favore e dunque di essere nella posizione di pretendere che faccia la scelta giusta.

Il problema degli esseri umani è che quando aiutano una volta credono che sia già abbastanza mancando di rispetto agli altri e alla situazione che gli viene posta davanti.

Ma quindi bisogna aiutare anche quando si viene offesi?

Forse il ragazzo non avrebbe mai chiesto l’aiuto dei suoi genitori in Algeria se non gli avessi risposto duramente.

Il rispetto quindi non è sempre fare tutto ciò che gli altri ci chiedono ma è piuttosto la capacità di riconoscere come comportarci per essere utile agli altri.

Sophia Molitor

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