Calcio Serie A

Calcio: le condizioni per ripartire ancora non ci sono

Ipotesi del 13 giugno già da archiviare?

Si è tenuta nella serata di ieri la conferenza stampa del premier Conte, che ha tratteggiato le linee guida per la ripartenza economica e sociale del Paese nell’ambito della cosiddetta “fase 2“; tra domani ed il 3 giugno prossimo dovrebbero dunque concretizzarsi i sospirati interventi di alleggerimento diretti alla ricostruzione di una seppur parziale normalità nella quotidianità degli italiani.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, inevitabile è giunta l’espressa domanda relativa alla possibile ripresa del campionato di calcio; il Presidente del Consiglio a tale proposito non ha ritenuto di poter azzardare un pronostico. Devono infatti ancora prendere corpo le condizioni minime di sicurezza – che al momento, senza giri di parole, non ci sono – finalizzate a garantire il sereno svolgimento dell‘attività atletica di gruppo. Nel corso della prossima settimana (se non addirittura già domani) la questione potrebbe essere affrontata a tu per tu con il presidente della Federcalcio, Gravina, con il quale è in agenda un incontro.

Lo stesso massimo dirigente federale nei giorni scorsi aveva ribadito le proprie perplessità circa le oggettive difficoltà applicative dell’ormai famigerato protocollo elaborato dal comitato tecnico-scientifico; nello specifico, appare complicato il reperimento di strutture adeguate ad accogliere i ritiri e a garantire al contempo il rispetto dei dettami cautelari prescritti. I vertici federali premono affinché gli allenamenti individuali divengano gradualmente collettivi; resta poi da affrontare anche il nodo relativo all’imposizione della quarantena per tutta la squadra in caso di positività del singolo atleta.

In tal senso si registra l’apertura del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che non esclude la revisione di tale restrizione normativa. Per altro verso, lo spettro dei contagi all’interno del mondo del pallone resta immanente in conseguenza del comunicato del Parma, che domami riprenderà gli allenamenti senza due giocatori, attualmente in isolamento dopo essere risultati positivi al primo tampone – ma asintomatici e in ottime condizioni generali – e negativi al secondo.

E così sembra allontanarsi la deliberazione relativa alla data di ripresa del campionato, che fino a pochi giorni fa risultava con buona probabilità ipotizzabile per il 13 giugno. Con ancora dodici giornate da disputare – anche giocando regolarmente ogni tre giorni – sarebbe però impossibile rispettare la formula canonica della competizione; il torneo infatti si concluderebbe intorno a ferragosto, compromettendo di fatto anche la prossima stagione in termini tanto di mercato quanto di preparazione. Appare quindi inevitabile lo studio di una strutturazione alternativa del finale di stagione, anche mediante il ricorso – che al momento appare obbligato – a play-off e play-out

Nel frattempo la Germania prova a tracciare la via e ieri si sono disputate sei partite valide per il 26° turno della Bundesliga; nel silenzio degli spalti si è tentato di tornare a far parlare il pallone. E se da un lato l’imposizione delle esultanze a distanza ha alimentato la già florida fantasia dei giocatori, il cui repertorio sembra sterminato quando si tratta di architettare celebrazioni originali dopo un gol, dall’altro risulta evidente la contraddizione in occasione di calci d’angolo e punizioni, quando mischie e trattenute si sprecano e il pericolo dei contagi sembra affogare nella dimenticanza.

Gigi Bria

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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.
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