Calcio Serie A

Calcio: Coppa Italia e Campionato alle porte ma è braccio di ferro tra Federazione e Lega di Serie A

Da un lato il presidente Gravina si fa tutore delle società iscritte alle serie inferiori e sostiene la soluzione matematica in modo da non frustrarne gli interessi, dall'altra la Lega della Serie A risulta tenacemente contraria a qualsiasi definizione delle sorti della stagione derivante da un freddo calcolo matematico

La prolungata astinenza dei tifosi del calcio è ormai prossima alla sua conclusione; le due semifinali di Coppa Italia, in programma venerdì 12 giugno (Juventus-Milan, 1-1 il finale nell’andata di San Siro) e sabato 13 giugno (Napoli-Inter, 1-0 per i partenopei dopo i primi novanta minuti a Milano) costituiranno un succoso antipasto prima della ripresa del campionato, il cui fischio d’inizio è programmato per il 20 giugno prossimo.

Mentre gli appassionati scalpitano, tuttavia, il Consiglio federale convocato per lunedì in FIGC si prospetta infuocato; al vaglio è infatti la questione relativa all’assegnazione dello scudetto e alla determinazione di promozioni e retrocessioni mediante algoritmo in caso di nuovo stop del campionato indotto dalla positività anche di un solo atleta. Sul punto la frattura tra la Federazione e la Lega sembra al momento difficile da ricomporre; da un lato il presidente Gravina si fa tutore delle società iscritte alle serie inferiori e sostiene la soluzione matematica in modo da non frustrarne gli interessi, dall’altra la Lega della Serie A risulta tenacemente contraria a qualsiasi definizione delle sorti della stagione derivante da un freddo calcolo matematico.

La strada che al momento si presenta più percorribile – o che quantomeno appare impicciata da minori dissensi – è che in caso di nuova (e, stavolta, definitiva) sospensione delle competizioni non venga assegnato il titolo; nel rispetto della classifica, così come risultante al momento del nuovo e non certo auspicato stop, verrebbero comunque garantiti alle prime classificate tanto i premi quanto l’accesso alle Coppe europee. In alternativa, le questioni relative all’attribuzione del titolo potrebbero essere rimesse in toto alla Lega mediante una nuova riunione da convocarsi appositamente. L’algoritmo, in entrambe le ipotesi appena prospettate, definirebbe quindi soltanto promozioni e retrocessioni.

Si scontra invece con questioni di attuabilità un altro panorama, in base al quale sarebbero del tutto evitate le retrocessioni, mentre resterebbero salve le promozioni dalla Serie B e dalla Serie C; il massimo campionato andrebbe così a comporsi con 23 squadre e la categoria cadetta con 24, mentre la Serie C avrebbe 67 club ai nastri di partenza. La soluzione, con tutta evidenza, sembra al momento impraticabile per una stagione – quale sarà la prossima – già di per sé destinata ad essere caratterizzata da un calendario brutalmente compresso; tale ostacolo potrebbe essere in parte ridimensionato attraverso l’annullamento o la riduzione della Coppa Italia, prospettiva al momento non ancora cestinata .

La Serie B preannuncia infine fuoco e fiamme qualora dovesse prendere corpo un ultimo scenario; niente retrocessioni né promozioni e prossima stagione destinata così ad iniziare con la stessa composizione di quella in corso. In tale contesto si pone in modo particolarmente agguerrito il Benevento – quest’anno dominatore della categoria e già con un piede e mezzo nella massima categoria – pronto a scatenare una vera e propria battaglia legale contro la serie A.

Alla luce di questo ventaglio di possibilità è dunque difficile pronosticare una convergenza verso una soluzione che accontenti tutti. Resta ovviamente come massimo auspicio che nessun nuovo contagio faccia capolino tra gli atleti; in tal senso, non potranno non applicarsi sanzioni esemplari nei confronti di quelle società che dovessero mettere a tacere un nuovo riscontro di positività. E se lo slogan “diamo un calcio al coronavirus” sembrava carico di mille promesse, le premesse non sembrano invece ancora vaccinate contro il virus della discordia; mentre i tifosi vorrebbero soltanto poter  vedere serenamente un pallone che rotola e ventidue ragazzi in calzoncini che lo inseguono.

Gigi Bria
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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.
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