Affari legali

AFFARI LEGALI. Fase 2.5 in auto: prescrizioni e divieti

Ecco come ci si deve comportare sulle nostre autovetture ai tempi del coronavirus

L’emergenza sanitaria globale, sebbene sia stata a quanto pare superata la fase più critica, ha influenzato pesantemente anche le nostre quotidiane abitudini in auto, sia come guidatori, sia in qualità di semplici passeggeri.

Nonostante il progressivo sblocco delle restrizioni alla circolazione delle persone, alcuni divieti ed obblighi sono rimasti in vigore in materia di trasporto privato su autoveicoli.

Vediamo di illustrare i principali: tutti gli occupanti dell’auto devono naturalmente essere muniti di mascherina, ed è inoltre previsto che tra i medesimi sia rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro. Ciò comporta il divieto che a bordo della vettura possano esserci complessivamente più di tre persone, il conducente e due passeggeri. In funzione di queste prescrizioni, quindi, l’occupante che non si trovi alla guida dovrà sistemarsi sul sedile posteriore dell’automobile situato sul lato opposto e, se i passeggeri sono due, l’altro dovrà sedere dietro, ma vicino all’altro finestrino, con la conseguenza che la parte centrale del sedile posteriore dovrà restare comunque libera e che le auto con una sola fila di sedili (i “duetti”) potranno essere utilizzate solo dal guidatore. Queste limitazioni, ad eccezione dell’obbligo di utilizzare la mascherina, non sono applicate qualora l’autoveicolo venga utilizzato dai componenti di uno stesso nucleo familiare, mentre lo saranno comunque qualora si tratti di amici, congiunti e fidanzati non conviventi.

Per quel che concerne i motoveicoli, l’obbligo di distanziamento interpersonale impedisce che possa essere trasportato dal conducente chiunque non sia un componente del nucleo familiare e naturalmente, la mascherina sarà sempre prescritta.

Da ultimo, per quanto riguarda le biciclette, fermo in ogni caso l’utilizzo dei DPI, è ammesso il trasporto di figli piccoli che possano stare sull’apposito seggiolino di sicurezza. Vanno peraltro rispettate le regole del distanziamento interpersonale fra i ciclisti, che dovranno procedere a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro. Sono ovviamente invariate le altre norme ordinarie previste per l’uso dei veicoli a pedali.

Un chiarimento va poi dato in relazione agli obblighi conseguenti agli spostamenti in generale, a prescindere dal mezzo utilizzato. Sono infatti ancora in vigore i provvedimenti preventivi adottati da talune regioni d’Italia per prevenire la diffusione del contagio: ad esempio, chi si voglia recare (o voglia ritornare) in Puglia dovrà scaricare, compilare ed inviare agli indirizzi di posta elettronica dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Competenza per il comune di destinazione, ovvero al proprio medico curante, se si è già residenti in quella regione, un modulo di autosegnalazione nel quale andranno specificati i dati personali, inclusi almeno un recapito di posta elettronica e di cellulare, data e ora di arrivo nella località prescelta, tempo stimato di permanenza, luogo ed indirizzo dove si intende soggiornare.

Tale modulo, unitamente ad un documento cartaceo dove si annoteranno luoghi visitati e nomi delle persone incontrate (se conosciuti) dovrà essere conservato per i 30 giorni successivi al ritorno dal viaggio (Ord. Reg. Puglia 2/6/2020 n° 245). Obblighi analoghi sono previsti anche dalla Regione Calabria. Per tutte le altre regioni, visitando i siti internet istituzionali si potranno agevolmente ottenere tutte le informazioni sul punto.

Un ultimo inciso: l’uso di tutte queste precauzioni ed il doversi conformare a così tanti divieti potrà comprensibilmente causare disagi, soprattutto ove si consideri il lungo periodo di limitazione della nostra libertà di movimento (e non solo di quella) cui siamo andati incontro nei mesi precedenti. Tuttavia, proprio perché un ritorno a tali misure così pervasive non è auspicabile e, probabilmente, neppure possibile materialmente, se non a rischio di causare un catastrofico collasso economico, è essenziale che, ancora per qualche tempo, prevalga un grande senso di responsabilità in tutti noi.

Roberta Romeo

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