La "Sophia"

Il lago: uno spettacolo naturale o una creazione umana?

Trovare la sottile collaborazione tra l’essere umano e la natura

In questi giorni mi trovo nel mio paese di origine, la Germania. Come sempre osservo tutto ciò che mi circonda e qua ho notato così tanti laghi che ho sentito di voler approfondire questo argomento con tutti voi che mi leggete.

Osservando i laghi mi sono chiesta: come hanno origine? Forse alcuni lo sanno ma forse molti credono che la natura abbia semplicemente creato delle enormi quantità di acqua con un bel panorama intorno.

Viaggiando tra le campagne della mia città di origine ho sentito una persona dire: eccoci qua è pieno di laghi di ghiaia, sono dei bei posti. In quel momento mi sono soffermata un attimo su ciò che avevo sentito. Cosa voleva dire laghi di ghiaia pensai, e soprattutto ci sono altri tipi di laghi che non sono di ghiaia?

Forse la mia riflessione può sembrare ingenua per alcuni ma dovete capire che la mia vita si svolge come se fossi qua per la prima volta ed è proprio facendo le domande pure dentro di me che ho conosciuto me stessa e il mondo intorno a me.
Inoltre, ciò che voglio condividere non è una cosa che sapete probabilmente già ma una visione più profonda del lago.
Durante il viaggio ho guardato fuori dalla finestra tutto il tempo ammirando il posto in cui mi trovavo. Questo mi capita spesso anche in città oppure nel posto in cui vivo tutti i giorni. Non finisco mai di osservare ciò che mi circonda ed è per questo che mi sono trovata ad approfondire l’argomento dei laghi.

Per un attimo ho pensato e se questa persona si meravigliasse che non sappia l’origine dei laghi di ghiaia? Poi però mi sono resa conto che sono qui per conoscere questo pianeta e perciò devo domandare il perché dei laghi di ghiaia.

La persona mi rispose: “si è incredibile, molti non sanno che i laghi sono dei paesaggi culturali e non naturali”. Questa affermazione mi ha affascinato molto. C’è un paesaggio naturale creato dalla natura e poi c’è un paesaggio culturale creato dall’uomo insieme alla natura.

Il paesaggio culturale è dunque quello che facciamo fiorire noi attraverso il nostro intervento, il lago è uno di quei paesaggi che viene creato dall’uomo attraverso le scavature profonde.

Proseguendo nel viaggio vediamo ad un certo punto enormi montagne di ghiaia, tutte ammucchiate come le vedete nelle foto qua sotto: 

Per me era del tutto nuovo pensare a un bene fisico come la ghiaia che viene impiegata in tantissimi ambiti. La ghiaia viene raccolta fino a raggiungere le acque sotterranee, rielaborata in forme differenti per poter essere utilizzata in ambiti differenti.

La curiosità dell’essere umano e il bisogno di quel bene fisico crea dunque un luogo in mezzo alla natura e un posto in vacanza per molte persone.

C’erano tantissimi laghi diversi, uno accanto all’altro e dietro le montagne di ghiaia. Questa immagine mi ha portato a riflettere sulla collaborazione tra l’essere umano e la natura.

Era la prima volta che vedevo che l’intervento umano aveva creato qualcosa di utile a tante persone ma anche animali che vi nuotano dentro l’acqua.

La differenza tra un lago e il mare è infatti enorme. Questo perché la mano della natura mette una determinata frequenza nelle sue creazioni e l’essere umano una frequenza totalmente diversa nelle sue. E’ per questo che alcune persone dicono di aver timore del lago rispetto al mare perché sono state create da due frequenze totalmente opposte. Il mare contiene una frequenza divina, il lago contiene una frequenza di un essere divino in via di evoluzione. Se riflettiamo però tutto ciò che esiste qui si crea in qualche modo in collaborazione con l’essere umano. La natura mette a disposizione determinati frutti e liquidi per permettere la vita all’uomo, agli animali, alle piante e alla terra. Questo perché essa tiene conto dei propri abitanti e gli abitanti devono fare lo stesso con la loro casa.

Osservando il paesaggio intorno a me mi sono chiesta: quanto laghi verranno ancora scavati? Quella sera avevo imparato che la ghiaia era un bene molto importante per il nostro mondo e questo fa sì che l’essere umano non si fermerà probabilmente a quei tanti laghi che si erano già creati.

Arriviamo dunque alla riflessione principale dell’argomento.
L’essere umano scava emozionato per ottenere un bene che utilizza per creare altre cose e allo stesso tempo fa fiorire un luogo che le altre persone e animali utilizzano per rinfrescarsi. Dove si trova il limite in questo? Quando e perché bisogna fermarsi per non trasformare il paesaggio in accumuli di acqua?

Credo che il punto su cui l’uomo deve ancora lavorare sia che quando fa una scoperta essa lo porta sicuramente a un obiettivo ma è anche compito suo trovare sempre nuove soluzioni, spingersi oltre per poter fare ciò che vuole fare. Egli deve valutare anche la voce della natura all’interno dei suoi progetti e non escludere che prima o poi la sua azione anziché creare qualcosa di positivo potrebbe diventare eccessiva.

Troppe volte l’essere umano per pigrizia procede nella sua scoperta senza mettersi in discussione ad un certo punto del suo percorso. Se pensiamo però sul piano personale e interiore quando abbiamo imparato una cosa nuova procediamo a impararne altre ancora perché siamo in costante evoluzione e niente è mai certo su questo pianeta se non quella di evolvere sempre per riconoscere la grandezza dentro di noi.

Crediamo sempre che l’evoluzione sia solo il nostro mondo interiore, sentire le energie e diventare più consapevoli di noi stessi ma il grado della nostra anima si misura in base a ciò che facciamo su questo pianeta. E’ il nostro contributo buono o meno buono che fa di noi una persona evoluta o meno.

Credo che l’essere umano possa creare altrettanto delle meraviglie nel mondo lavorando in sintonia con la natura ma egli deve confrontarsi continuamente con lei. Esattamente come tra collaboratori è normale confrontarsi e fare delle riunioni così dovrebbe avvenire anche con la natura.

In un momento una scoperta può dare vita a un lago in un altro momento può essere un intervento non desiderato da parte della natura e l’uomo è chiamato a spingersi oltre e comprendere come organizzare il suo sistema vita nel rispetto della vita naturale.

Credo che l’essere umano oggi sia in grado di migliorare la sua collaborazione con la natura e imparare ad ascoltare la sua voce.

Credo che oggi imparare ad ascoltare la voce della natura per i propri progetti è uno dei tasselli più importanti della nostra evoluzione, senza questo ascolto profondo tutto ciò che facciamo resta vano e vuoto.

Sophia Molitor   

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