Storia

Rivoluzione francese: quando la ghigliottina decapitò la scienza

Il padre della chimica tra le tante vittime del fanatismo rivoluzionario

Le vittime della rivoluzione in Francia furono moltissime (svariate centinaia di migliaia), tra cui anche personaggi illustri dell’epoca che vennero condannati alla ghigliottina. Vogliamo qui parlare di uno di questi, un uomo che con le sue intuizioni e scoperte è giustamente considerato uno dei padri della scienza moderna: Antoine Laurent Lavoisier.

Fu un chimico, biologo, botanico, matematico, astronomo, naturalista ed economista (a quei tempi la rigida separazione tra le branche del sapere che abbiamo oggi non esisteva, uno scienziato si occupava po’ di tutto).

I suoi contributi più importanti li diede però alla chimica, o almeno a quella che oggi consideriamo come la chimica; si perché, in pratica fu lui ad inventarla. Lavoisier infatti elaborò una delle più importanti leggi scientifiche, nota come ‘’Legge della conservazione della massa’’, resa famosa dall’enunciato per cui ‘’Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma’’. In sostanza, Lavoisier si accorse che nelle reazioni che portano i reagenti a diventare prodotti, la materia cambia di aspetto e proprietà, ma la sua quantità totale non varia. In realtà altri intuirono la cosa prima di lui, ma Lavoisier fu il primo a focalizzare l’attenzione sugli aspetti quantitativi delle reazioni, pesando esattamente le quantità di reagenti e prodotti coinvolti.

Ma il contributo di Lavoisier al progresso della conoscenza non si limitò a questo: scoprì l’ossigeno e l’idrogeno, studiò la respirazione e la combustione, migliorò la produzione della polvere da sparo e del salnitro, contribuì a realizzare un sistema moderno di nomenclatura dei composti, e scrisse trattati di chimica che furono la base per le successive scoperte nella disciplina che studia la materia e le sue trasformazioni. Lo scienziato francese fu quindi uno al quale la scienza deve moltissimo.

Perché allora la Francia della Rivoluzione, figlia dell’Illuminismo e della Ragione, condannò a morte questo grande scienziato? Il problema era che Lavoisier lavorava presso un istituto privato che, prima della Rivoluzione, aveva l’appalto per la riscossione delle tasse; il nostro faceva quindi parte di quella classe dirigente prerivoluzionaria verso la quale si riversava l’odio della popolazione francese. L’istituto fu abolito dalle autorità rivoluzionarie (la riscossione delle tasse passò sotto l’amministrazione pubblica) e tutti i dipendenti furono arrestati con le accuse di sperpero di denaro pubblico, abusi, frodi nei confronti del popolo, tradimento verso il governo. La fama e la considerazione di cui godeva Lavoisier presso la comunità scientifica non valsero a salvarlo: fu processato, condannato a morte ed infine ghigliottinato l’8 maggio 1794, all’età di cinquantuno anni.

Lavoisier fu una delle tante vittime degli eccessi della Rivoluzione francese, e la sua prematura scomparsa privò l’umanità di una mente che aveva cambiato la storia della scienza e che avrebbe senz’altro potuto darle ancora molto.

Infine, per sottolineare l’importanza del contributo che Lavoisier diede al progresso della conoscenza, riportiamo l’espressione che usò il grande matematico italiano Lagrange quando seppe della morte del padre della chimica: “È bastato un momento per tagliare quella testa, e forse non basterà un secolo per generarne un’altra pari alla sua”.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa
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