Storia

The Mission: la realtà storica dietro il film musicato da Ennio Morricone

Gli eventi reali su cui è basato il capolavoro cinematografico con le musiche del Maestro

Il film ‘The Mission’ del 1986, che vede come attori protagonisti Robert de Niro e Jeremy Irons, e che è accompagnato dalle splendide musiche di Ennio Morricone che da pochi giorni ci ha lasciato, è basato su eventi realmente accaduti, opportunamente romanzati per esigenze cinematografiche. Vediamo quindi il contesto storico su cui è basato questo capolavoro impreziosito dalle musiche del Maestro Morricone.

Il Trattato di Madrid, firmato da Ferdinando VI di Spagna e da Giovanni V del Portogallo il 13 gennaio del 1750, fu un accordo diplomatico stipulato per stabilire il confine tra le colonie sudamericane delle due nazioni europee; la conseguenza di quell’accordo fu l’espansione dei possedimenti portoghesi verso l’Amazzonia, che avrebbe successivamente portato alla nascita del Brasile. Tra i territori spagnoli che erano destinati a passare sotto la corona portoghese, vi erano anche quelli in cui erano site le missioni gesuite nel territorio dei Guaranì, una popolazione situata tra gli odierni Brasile, Bolivia, Argentina, Paraguay ed Uruguay, e che ai tempi della colonizzazione ispano-portoghese abitavano una vasta zona del sud del Brasile, nella zona di confine tra i territori dei due paesi europei. Spagnoli e portoghesi si prodigarono ben presto per sfruttare i Guaranì come manodopera a basso costo riducendoli in schiavitù, e per questo motivo molti indigeni trovarono rifugio nelle missioni gestite da gesuiti che furono costruite nella zona interessata dagli eventi narrati nel film. Comunque, non di rado le missioni stesse venivano assalite da razziatori di schiavi in cerca di prede.

Nel film, la voce narrante, che racconta eventi già accaduti, è quella di un cardinale inviato dal Papa Clemente XIII per redimere la questione delle missioni, mentre nella realtà fu inviato un mediatore dell’ordine dei gesuiti (non inviato direttamente dal pontefice) nella persona del cardinale Lope Luis Altamirano, giunto in loco nel 1752 per gestire il passaggio di quei territori dalla Spagna al Portogallo, comprese le missioni edificate dai gesuiti (sette missioni in tutto, ma nel film la narrazione si basa su una sola di queste per ovvie esigenze sceniche, quella di São Miguel das Missões, detta nel film Missione di San Muguel). Ai 30.000 Guaranì era stato promesso un compenso per l’espropriazione delle terre dalle quali dovevano andarsene, ma le cifre erano irrisorie rispetto al valore delle terre, bestiame ed edifici che questi dovevano abbandonare; ne conseguì un conflitto tra Guaranì e forze ispano-portoghesi che si protrasse tra il 1754 ed il 1756, al quale, contrariamente a quanto narrato nel film, presero parte solo gli indios e non i gesuiti i quali, legati al vincolo di obbedienza del loro voto, obbedirono alle disposizioni superiori: i missionari dovevano abbandonare le missioni (e quindi i Guaranì al loro destino), pena l’espulsione non solo da quei territori, ma anche da Spagna e Portogallo. Le missioni furono in seguito affidate a missionari francescani e domenicani.

Difatti lo scontro armato descritto nel film, in cui si vedono i Guaranì capeggiati dai padri gesuiti, non avvenne; ciò che corrisponde alla realtà storica è invece che vi fu una battaglia avvenuta in una località chiamata Caaybaté, attualmente nel Brasile del sud, in cui si scontrarono le forze ispano-portoghesi, forti di 1700 uomini, e un numero uguale di soli indios Guaranì, ovviamente non armati ed organizzati come gli europei: caddero 1311 indios, 152 furono fatti prigionieri e gli altri fuggirono nella foresta.

Per le musiche del film il Maestro Morricone ebbe vari riconoscimenti, tra i quali una candidatura all’Oscar, che però fu assegnata ad altri, e viene da chiedersi in base a quale criterio: basta ascoltare quelle musiche (particolarmente la splendida “Gabriel’s Oboe”) per restare sbigottiti riguardo l’assurdità di quella decisione.

Con questo articolo, la rubrica di Storia de ‘La Voce’ ha voluto omaggiare, a pochi giorni dalla scomparsa, il grande musicista che è stato, e naturalmente continuerà ad essere, motivo di vanto ed orgoglio per tutti noi italiani. Grazie Maestro.

Marco Ammendola

Nell’immagine, le rovine della chiesa di São Miguel das Missões

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa
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