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Serie A: Juve, 2-0 alla Sampdoria: è scudetto. La Roma batte la Fiorentina ed è sempre più quinta, il Lecce perde a Bologna ed è ad un passo dalla b.

Serie A

La Juventus è campione d’Italia per la nona volta consecutiva; lo scudetto numero 36 della storia dei bianconeri è arrivato a conclusione del posticipo della 36^ giornata, in cui la squadra di Sarri si è imposta per 2-0 sulla Sampdoria, ponendo fra sé e l’Inter il divario ormai incolmabile di 7 punti. Vincono entrambe le squadre romane; la Lazio seppellisce il Verona al “Bentegodi” per 5-1, mentre la Roma prevale con un po’ di fatica sulla Fiorentina per 2-1 e rafforza il proprio quinto posto in classifica. Il Bologna batte il Lecce per 3-2 e i salentini finiscono sul bordo del baratro, a -4 dal Genoa quartultimo; l’Udinese espugna Cagliari per 1-0, mentre SPAL-Torino finisce 1-1.

Bologna-Lecce 3-2. Il Bologna riesce a cogliere i tre punti con il Lecce, a questo punto vicinissimo alla retrocessione, ma rischia di fare brutta figura facendosi rimontare due reti di vantaggio prima di vincere nel recupero. I felsinei vanno avanti dopo 2 minuti con Palacio e dopo altri tre giri d’orologio trovano il raddoppio con Soriano. Alla mezz’ora Barrow coglie il palo, ma nel corso del recupero Mancosu accorcia le distanze. Nella ripresa al 66° Falco realizza un gran goal di tacco pareggiando i conti, prima che al 93° le residue speranze del Lecce vengano cancellate dalla rete conclusiva di Barrow per il 3-2 rossoblu.

Roma-Fiorentina 2-1. I giallorossi si regalano i tre punti ad una manciata di minuti dalla fine, ottenendo una vittoria che rende quasi certo il quinto posto, con il Milan distanziato di 4 punti. Il primo tempo si sviluppa su ritmi abbastanza soft fino al 45°, quando Lirola stende in area Bruno Peres e Veretout dal dischetto non sbaglia per l‘1-0 giallorosso. Nella ripresa la Fiorentina pareggia al minuto 54 con il colpo di testa di Milenkovic. Al 65° il palo ferma Mkhitaryan e serve l’85° minuto perché la Roma benefici di un secondo calcio di rigore; Terracciano esce a valanga su Dzeko e dal dischetto realizza ancora Veretout per il 2-1 finale, suscitando le vibrate proteste della squadra viola.

Verona-Lazio 1-5. La Lazio rifila una cinquina al Verona grazie anche alla tripletta di Immobile (due reti su rigore) che raggiunge così quota 34 gol. Ad andare in vantaggio sono però gli scaligeri dopo 39 minuti con un rigore propiziato da uno sgambetto di Luiz Felipe su Zaccagni e realizzato da Amrabat; al 6° minuto di recupero della prima frazione Immobile pareggia, sempre di rigore, dopo aver subito fallo da Lazovic. Nella ripresa al minuto 56 la Lazio va in vantaggio con Milinkovic-Savic su una punizione deviata da Pessina; passano appena 6 minuti e la Lazio triplica con Correa dopo un errore di Faraoni. Il poker dei biancocelesti matura al minuto 83 ancora per merito di Immobile, che piazza un destro perfetto da posizione angolata; al 3° minuto di recupero l’attaccante napoletano, su cui era franato il portiere Radunovic, completa su rigore il 5-1 laziale e la propria personale tripletta.

Cagliari-Udinese 0-1. Con un goal di Okaka dopo 3 minuti l’Udinese conquista tre punti in terra sarda; per il Cagliari di Zenga arriva così un’altra brutta figura con l’ottava partita consecutiva senza vittorie. La rete friulana matura grazie ad un traversone di Stryger Larsen per Okaka che controlla e resiste al ritorno di Ceppitelli, quindi trafigge Cragno regalando il successo ai bianconeri.

SPAL-Torino 1-1. Le due squadre onorano l’impegno del “Mazza” spartendosi la posta in un match che per entrambe aveva ormai poco da dire; i granata, di fatto già salvi per effetto della sconfitta del Lecce a Bologna, si portano in vantaggio dopo 57 minuti in virtù della rete di Verdi. L’orgoglio degli estensi, da tempo retrocessi, viene salvato all’altezza dell’80° da D’Alessandro, che sigla l’1-1 finale.

Juventus-Sampdoria 2-0. Dopo il primo match ball sorprendentemente fallito dai bianconeri sul campo dell’Udinese pochi giorni fa, la Juventus sconfigge la Sampdoria realizzando una rete per tempo e può finalmente festeggiare la conquista dello scudetto più anomalo che si ricordi. Il 36° fregio nella bacheca della “Vecchia Signora” arriva dopo un primo tempo disputato al piccolo trotto e senza autentici sussulti fino ad un sospiro dall’intervallo, quando la botta dal limite di Ronaldo sugli sviluppi di una punizione arretrata calciata da Pjanic vale l’1-0 e scaccia i fantasmi. Al 67° Bernardeschi – subentrato a Danilo alla mezz’ora dopo una zuccata con Ramirez che tramortisce il brasiliano – firma il gol della tranquillità per gli uomini di Sarri; dieci minuti dopo, peraltro, il secondo giallo sventolato all’indirizzo di Thorsby lascia i blucerchiati in dieci uomini, spianando ulteriormente la strada della Juventus verso il titolo. Ad un minuto dal termine i padroni di casa potrebbero anche triplicare; Depaoli infatti atterra Alex Sandro in area, ma dagli undici metri Ronaldo colpisce la traversa e resta così fermo a quota 31 reti nella classifica dei marcatori. Al triplice fischio finale i bianconeri possono dare il via alla festa – seppur in tono minore – per la conquista del nono titolo consecutivo e concentrarsi ora sulla Champions League, che li vedrà obbligati a ribaltare lo 0-1 subito ad opera del Lione nell’andata degli ottavi di finale della massima competizione europea.

Donatella Swift
Gigi Bria

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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