Storia

Quebec, 13 settembre 1759: francesi battuti. Il Canada parlerà inglese

Con la cacciata dei francesi, il primo atto della futura nascita degli Stati Uniti d’America

La Guerra dei Sette Anni (1756-1763) fu un conflitto di vastissime dimensioni, che vide Inghilterra e Prussia alleate contro Francia, Austria e Russia, in una guerra combattuta non solo in Europa, ma anche su teatri extraeuropei. Difatti in questo conflitto Francia e Inghilterra si contesero il dominio dei territori del Nord America, Asia e Africa Occidentale, in quella che secondo Winston Churchill fu la vera prima guerra mondiale, data la globalità dei fronti di guerra coinvolti. Vedremo ora l’atto finale della campagna americana, quello che sancì chi tra le due potenze coloniali avrebbe avuto il dominio delle colonie nordamericane e dei rispettivi mercati.

Fin dal ‘600 molti coloni provenienti dall’Inghilterra si stabilirono nel continente nordamericano, principalmente per sfuggire alla povertà e alle persecuzioni religiose; le colonie inglesi, superate le difficoltà iniziali, divennero ben presto delle realtà stabili e sufficientemente forti da indurre eventuali competitori provenienti da altri paesi europei a stabilirsi altrove. Fu così che i coloni francesi dovettero stabilirsi più a nord, nei territori ancora liberi di quello che sarebbe poi diventato il Canada. I francesi cominciarono qui a realizzare stazioni commerciali e a costruire forti nelle zone strategiche, espandendosi nella regione e creando un sistema di alleanze con gli indiani nativi; col passare del tempo gli inglesi si accorsero di quanto la presenza francese stesse divenendo ingombrante, e di come la costruzione dei forti nei punti chiave della ricca valle dell’Ohio fosse ormai divenuta una minaccia commerciale e militare per gli interessi inglesi nell’aera. Verso la metà del ‘700 la tensione tra Francia ed Inghilterra per la questione delle colonie del Nord America era ormai arrivata all’estremo limite, esi aspettava solo il pretesto per dare fuoco alle polveri e regolare i conti. Lo scoppio della Guerra dei Sette Anni in Europa fu proprio l’occasione che tutti aspettavano, ed ora si trattava di stabilire sui campi di battaglia chi sarebbe stato il padrone del continente nordamericano.

Nella prima fase del conflitto i francesi riuscirono a stabilire una netta supremazia sugli inglesi cacciandoli dalla regione dei Grandi Laghi, tanto che ad un certo punto sembrò che l’esperienza inglese nel Nord America fosse destinata a concludersi; ma l’ascesa al governo di Londra di William Pitt avrebbe ben presto cambiato le cose. Il grande statista inglese si rese conto infatti che le colonie del Nord America non rappresentavano per la Gran Bretagna solo una valvola di sfogo per gli insoddisfatti che volevano cercare fortuna oltre oceano, ma erano di vitale importanza per quell’Inghilterra che anelava a divenire la più grande potenza marittima e commerciale del mondo: il dominio delle colonie e dei loro mercati divenne quindi per gli inglesi la priorità assoluta, e tutti gli sforzi vennero finalizzati al raggiungimento di quello scopo. Fu così che il governo britannico abbandonò via via il tetro di operazioni europeo per concentrare tutti gli sforzi nel combattere l’odiato francese in Nord America.

Una volta dirottate verso lo scacchiere nordamericano le forze necessarie per passare al contrattacco, gli inglesi attaccarono in direzione del fiume San Lorenzo, che unisce la regione dei Grandi Laghi all’Oceano Atlantico, e che oggi delimita il confine tra Stati Uniti e Canada. I soldati inglesi al comando del generale James Wolf stavano per scontrarsi con le forze francesi, dei quali parte erano regolari ed in parte erano milizia territoriale, al comando del generale Louis-Joseph de Montcalm. A metà di giugno del 1759 gli inglesi si trovarono difronte e Quebec (città che dà il nome all’omonima regione), che sorge proprio sul fiume San Lorenzo, e posizionarono la loro artiglieria cominciando a colpire l’abitato. Le operazioni contro questa città fortificata continuarono per settimane, sia con bombardamenti sia con azioni di disturbo per impedire l’afflusso di materiali e rifornimenti, fino a quando nella notte tra il 12 ed il 13 settembre del 1759, 4.500 inglesi riuscirono ad avvicinarsi alle mura. Montcalm commise però un errore fatale, decidendo di uscire dalla città alla testa di una forza equivalente a quella nemica, ordinando alle sue truppe di marciare in direzione degli inglesi. Le forze francesi erano, come abbiamo detto, costituite sia da regolari che da miliziani, ovvero reparti che attuavano due diverse tipologie di tattiche di combattimento, per cui persero fin da subito la compattezza della formazione e la coordinazione del tiro dei moschetti; gli inglesi intanto, su ordine di Wolf, si erano sdraiati a terra per evitare di essere colpiti dalle scariche della fucileria francese. Quando i francesi furono a tiro, gli inglesi si alzarono da terra e cominciarono a colpire i bersagli con delle raffiche costanti e precise, che aprirono dei vuoti enormi tra le fila disordinate degli uomini di Montcalm. Durante il combattimento, durato meno di due ore, caddero sia Wolf che Montcalm, ma alla fine la vittoria fu inglese e una vittoria schiacciante: il 18 settembre del 1759, dopo aver accettato la resa dei francesi, gli inglesi entrarono a Quebec da vincitori.

I britannici erano ormai padroni del Canada e le poche truppe francesi rimaste furono sopraffatte, impossibilitate a ricevere rinforzi dalla madrepatria dato lo strapotere della flotta britannica che impediva l’acceso alle navi francesi. Pochi anni dopo, nel 1760, anche Montreal si arrese e la guerra per il dominio del Nord America ebbe fine.

La Guerra dei Sette Anni, di cui quella combattuta nel continente americano tra francesi ed inglesi era parte integrante, si concluse nel 1763 con la pace di Parigi, che sancì la fine della presenza francese in America, fatta eccezione per alcune isole caraibiche. Gli inglesi erano ora padroni assoluti di quei territori dai quali avevano cacciato per sempre i francesi, della cui presenza rimane oggi come unica traccia solamente il bilinguismo del Quebec. Ma il dominio di Londra sul Nord America non sarebbe durato a lungo. Nel 1775 i coloni britannici, che erano stati in prima linea con la madrepatria inglese nella lotta contro gli odiati francesi, decisero che il legame con il governo britannico andava spezzato, e in quello stesso anno diedero vita alla rivolta che diverrà poi quella Rivoluzione Americana che porterà, il 4 luglio del 1776, alla dichiarazione d’indipendenza e alla nascita degli Stati Uniti d’America.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

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