Gli Esseni, la Vita a 360°

Perché Wolfgang Amadeus Mozart è stato un genio della musica?

Aldilà delle apparenze, imparare a percepire la realtà dell’altro

Mozart non era soltanto un uomo, era un genio, un genio della musica. Egli era in contatto con un mondo divino.

Aveva delle scritture, degli organi all’interno del suo corpo che gli permettevano di sentire la musica divina che gli uomini ordinari non potevano sentire. Non si può immaginare fino a che punto egli fosse immerso nella musica. Il vento soffiava, qualcuno parlava… e Mozart percepiva della musica.

Mozart non era veramente un uomo, ma un inviato di un mondo superiore che ha visto che dentro di lui possedeva degli organi che gli altri non avevano. È falso credere che siamo tutti uguali. Abbiamo degli organi, dei doni e delle missioni differenti da compiere. Non vi è uguaglianza, questa è un’idea del mondo moderno che vuole che tutti debbano passare attraverso la scuola per essere formattati e che chiunque, con un’istruzione adeguata, possa permettersi di fare qualsiasi cosa. In realtà, non tutti possono essere Mozart. Questa è veramente una visione di un mondo oscuro che cerca di stabilire la propria “presa” uniformando e svalorizzando gli esseri.

Quando è morto, Mozart non se n’è nemmeno accorto. Egli era talmente nella sua musica che non ha percepito la differenza tra questo mondo in cui non viveva più già da molto tempo e il mondo dell’aldilà. Egli ha vissuto sempre e unicamente per la sua musica, facendosi beffa del mondo degli uomini. Morendo, è semplicemente ripartito per il suo mondo. Il lato oscuro l’aveva d’altronde abbandonato dal principio, sapendo che non avrebbe potuto prendere niente da lui.
Egli aveva lasciato la sua vita materiale completamente all’abbandono per darsi interamente alla sua missione. Ha vissuto nella povertà ed è finito nella fossa comune.

Ciò che è mancato a Mozart è un Maestro.

Egli ha toccato un po’ la Tradizione attraverso la Framassoneria e questo gli ha permesso di scrivere il flauto magico, ma non ha incontrato un Maestro; se lo avesse incontrato, allora tutta la sua musica sarebbe cambiata ed egli sarebbe stato veramente nel suo vero essere.

Un Maestro l’avrebbe valorizzato riconoscendo il Divino in lui e la sua opera sarebbe stata di una grandezza tale che non è possibile minimamente concepire.

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Proposto da

Alain Contaret
Rappresentante della Tradizione e Religione essena in Italia
Sacerdote esseno, ierogrammata (scriba esseno) ed insegnante esseno
Esperto Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)
Discepolo del Maestro Olivier Manitara,

Correzione testo:
Barbara Frattini
Sacerdotessa essena ed Ierogrammata (scriba essena)
Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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