Gli Esseni, la Vita a 360°

Sappiamo realmente quanti benefici possa apportare una buona passeggiata?

I benefici fisici, psicologici, spirituali e sociali della camminata consapevole

Tutti giorni “prendiamo” le nostre gambe e camminiamo con loro per svariati motivi: che sia per andare a fare la spesa, che sia per recarsi al lavoro, che sia per prendere la metropolitana…, sta di fatto che camminiamo . A casa, per spostarci da una stanza ad un’altra stanza, usiamo le nostre preziose gambe.
Potremmo ringraziarle, specialmente i nostri piedi, perché ci conducono sempre dove vogliamo, oltre che supportare tutto il nostro corpo.
Oggi, è evidente che l’attività fisica sia notevolmente ridotta, quando in realtà il nostro corpo fisico è strutturato per essere usato anche con intensità. La sua resistenza non può essere messa in questione, ma piuttosto il rapporto che abbiamo con lui e di conseguenza con tutta la vita e il nostro destino.

Non è banale posare il piede sul suolo, è un’arte, un equilibrio, una maestria, un dialogo, una parola, un sentire. Ad ogni passo, vi sono gli stati d’animo e i punti di vista che governano la nostra vita. Il contatto con il suolo è un contatto con la realtà, la densità, la verità della vita. Non è astratto, ma può diventare superficiale, morto. Risvegliare la coscienza, l’attenzione, la concentrazione, la centratura, porta alla camminata la sua parte di arte e di educazione.
Come posiamo i nostri piedi, allo stesso modo entriamo in contatto con gli altri e con gli eventi.

Il suolo è ciò che è più importante in una passeggiata perché esso rappresenta una stabilità, una sicurezza, che può essere interiorizzata. Esso rappresenta simbolicamente il sentiero del nostro destino. Imparare a camminare significa imparare a vivere.

Il suolo rappresenta un’intelligenza, una presenza fedele, continua e dunque onnipresente, come lo è il nostro corpo che, potremmo affermare, ne è il prolungamento.

Durante una camminata, non si muovono solo le gambe, ma anche le braccia, che devono essere messe in egual modo in un ritmo. Esse rappresentano l’aspetto psicologico, interiore. Ci sarebbero tante verità da rivelare riguardo la coordinazione di gambe/braccia e il suo impatto su noi stessi su diversi piani.

Una buona camminata ossigena, e affiancata a dei passi e dei movimenti delle braccia ampie, la mente si apre e si libera. E’ anche un modo di scaricare tante tensioni e di fare circolare le energie; in tale fase ci viene naturale di raddrizzarci, di mantenere la colonna vertebrale dritta, verticale.

Muovendoci verso uno studio più elevato, più filosofico possiamo osservare che tutto è preciso: posiamo prima il tallone, il “gioco” degli opposti (gamba destra con braccio sinistra e viceversa), una gamba è in contrazione mentre l’altra spinge, in un breve lasso di tempo siamo ogni volta, passo dopo passo, in equilibrio su un piede e lo sguardo deve essere fissato all’orizzonte.
Una camminata non è in sé una semplice camminata poiché, attraverso di essa, abbiamo tanto materiale su cui meditare, riflettere sulla realtà della camminata stessa che, al contrario di essere un semplice scaricamento, si rivela essere una disciplina intelligente e profonda se è vissuta con consapevolezza.

Alain Contaret
Nazione Essena
Rappresentante della Tradizione Essena in Italia
Sacerdote, ierogrammata (scriba esseno) e insegnante esseno
Esperto Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)
Discepolo del Maestro Olivier Manitara, Maestro esseno

Correzione testo:
Nazione Essena
Barbara Frattini
Sacerdotessa Essena e Ierogrammata (scriba essena)
Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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