Gli Esseni, la Vita a 360°

Sapersi ritirare, prendere le distanze, osservare con distacco.

Meditare significa ritirarsi in sé per accendere la Luce interiore.

Tutta una parte della filosofia del mondo moderno è fondata sul concetto del ritiro. Esso è presentato come una sorta di paradiso, di obbiettivo da raggiungere dopo una vita di lavoro, di servizio, di dono di sé.

Esso sarà un momento per sé stessi, dove si potrà fare ciò che ci piace realmente, ciò che desideriamo. Il ritirarsi è diventato una ricompensa sterile di una vita dedicata interamente a servire un mondo nel quale non vi è altra intelligenza né altro orizzonte che quello della morte.

E questa visione non può che essere molto limitata. Dal punto di vista esseno questo ritirarsi ha una funzione sacra. La vita sulla terra non è che un passaggio verso un’altra vita, un’altra terra. L’uomo non deve essere passivo nella sua vita, ma deve elaborare nel proprio corpo materiale, un altro corpo che gli permetterà di vivere e di evolversi dopo la morte.

Per realizzare questo compito deve essere iniziato ai segreti della scrittura: deve saper scrivere la propria vita per poter collegare tutti i suoi atti, il suo destino, a una intelligenza superiore, bella, nobile, divina e sacra. Occorre che ogni essere sia posto nella dignità e nell’armonia d’insieme per rispettare l’ordine cosmico. Per gli Esseni il ritirarsi non è l’attesa della morte, poiché ha una sua utilità, è uno strumento che permette una presa di coscienza che genera il cambiamento di direzione, quello che darà un senso, un’intelligenza, alla vita. Ritirarsi consente di raggiungere la saggezza, di uscire dal vortice ipnotico della vita, per elevare le proprie percezioni e coltivare la chiarezza.

Il ritiro è il tempio, il luogo sacro della preghiera, della meditazione, dell’unione con l’intelligenza angelica del Padre. E’ la Ronda degli Arcangeli: lo spazio sacro e inviolato della purezza, là dove l’Esseno si ritira per trovare la soluzione di un problema, per prendere in mano la sua vita e raddrizzare una situazione. In ogni cosa, è l’intelligenza che deve dirigere la vita e non la stupidità né la cieca credenza e i concetti erronei. Il ritiro è anche il luogo della protezione, dello studio, così come il cantiere che permette di lavorare su sé stessi e sul mondo intero per portare un perfezionamento. Divenire migliori è l’obbiettivo della vita sulla terra. Per questo non basta solo conoscersi, ma bisogna anche lavorare su sé stessi. Il lavoro su sé stessi è l’inizio di ogni lavoro, qualsiasi esso sia. Vivere dunque un ritiro è un atto sacro, positivo che deve essere cosciente.

I templi, i monasteri, i luoghi di preghiera, di meditazione, di studio, sono dei luoghi di ritiro. Occorre ritirarsi in sé stessi per risvegliarsi, fare il punto, prendere distanza e sviluppare un punto di vista superiore e una visione chiara. Allora la vita può prendere un altro senso e può cominciare a nascere il corpo di saggezza. Tutta la Ronda degli Arcangeli, il grande metodo esseno contemporaneo, si fonda su questa idea dell’alto ritiro. Sapersi ritirare, prendere le distanze, osservare con distacco, impersonalità, serenità, affinché di agire in seguito con correttezza ed efficacia, è un’arte di vivere. E’ un’arte meditativa. Meditare significa ritirarsi in sé per accendere la Luce interiore.

Questa Luce illumina il mondo con l’Intelligenza superiore angelica. Essa permette di essere nel mondo senza essere del mondo. Il mondo costruito dagli uomini assomiglia molto spesso a un vortice di follia. Ci coglie nel suo turbinio e non possiamo più uscirne. Entriamo allora in una identificazione che ci depersonalizza, ci disumanizza, ci de solidarizza da noi stessi, dagli altri, dalla terra e dalla grande saggezza universale che tutto ingloba. Ecco che siamo sradicati dalla natura: la natura in noi, la nostra vera natura, la natura nell’altro, ciò che è vero, profondo, eterno. Perdere il contatto con ciò che è vero, puro, autentico, con ciò che porta l’equilibrio e che dà un senso, ecco la subdola trappola di questo vortice che ci assorbe anima e corpo. Per resistere a questa attrazione fatale, gli Esseni hanno sviluppato la “tecnologia” della Ronda degli Arcangeli.

E’ un luogo di ritiro che permette di rifugiarsi non solo per riprendere le forze, ma anche per purificarsi, risistemarsi, equilibrarsi, riposizionare la propria coscienza e la propria energia e entrare nel reale. Il ritiro è dunque un’arte di vivere che ha due aspetti positivi : lo studio e il lavoro su di sé. Sono due valori fondamentali per la nostra epoca poiché permettono una vera presa di coscienza e un cambio di direzione.

Colui che si ritira per meditare in uno spazio sacro, approntato per questo, può vedere aprirsi davanti a sé un altro cammino. Capisce allora che la vita non è una fatalità e che, elevandosi verso un’Intelligenza superiore e associandosi a Essa, può scrivere la propria vita diversamente.

di Olivier Manitara, Maestro esseno autentico

Proposto da Alain Contaret

Rappresentante della Tradizione e Religione essena in Italia

Sacerdote esseno, ierogrammata (scriba esseno) ed insegnante esseno

Esperto Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)

Discepolo del Maestro Olivier Manitara

Correzione testo: Barbara Frattini

Sacerdotessa essena ed Ierogrammata (scriba essena)

Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara

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Redazione La Voce

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