La "Sophia"

Un Rottweiler, l’Essere guerriero e l’istinto naturale in tutti noi

Quando una forma di padronanza si risveglia in noi

Oggi voglio raccontarvi la mia attuale esperienza con Paco, un cane che ho conosciuto negli ultimi giorni e che mi sta donando una conoscenza che merita di essere condivisa con tutti voi.

Innanzitutto, si tratta di un Rottweiler (peso 60 kg) che a primo impatto sembra un essere impressionante da cui è meglio stare lontani ma che una volta entrati in sintonia con la sua natura dona forza e tanti altri valori.

Prima che arrivasse l’opportunità di occuparmi di lui per qualche tempo e aiutare così i suoi padroni in un momento di cambiamento come un trasloco, ho vissuto una situazione difficile in cui non mi riusciva di reagire con decisione e forza. Credo che forse anche ad alcuni di voi sia successo di sentire dentro di voi di dover reagire con un’energia più decisiva e di sentirvi, invece, sconfitti e deboli.

Oltre alle proprie sfide personali si è anche circondati da un panorama che non pone l’accento su un’energia di forza ma incentiva piuttosto un’energia di sconfitta. Persone impaurite, sottomesse, tristi, arrese, scortesi, frustrate e sconfitte sono ormai parte di alcuni momenti della nostra vita. Mantenere la centratura, affrontare la vita con gioia, con fiducia, con coraggio, con forza e decisione è una cosa che tutti dovremmo ricordare in un momento di forte cambiamento come quello che stiamo vivendo.

Paco porta dentro di sé gli attributi della fiducia, della forza, del coraggio, della centratura e della decisione assoluta. In questi giorni che vive con me ho percepito fortemente la presenza di un’energia diversa in casa mia, lui difficilmente passa inosservato e segue attentamente le mosse che faccio in casa. Guardandolo negli occhi si percepisce come lui inneschi la riflessione dentro chi lo guarda. La domanda che mi sono fatta, ascoltando il suo sguardo, è stata: “Quanto sono padrone delle energie che circolano all’interno del mio corpo?”.

La domanda sembra apparentemente riferirsi solo all’energia della forza fisica ma che se compresa nella totalità porta una risposta molto più profonda e sottile.

Dato il peso corporeo di Paco e la sua potenza fisica è vero che mi è richiesta una padronanza fisica e mentale molto forte ma ciò che lui ha voluto suscitare col suo sguardo è che in realtà dentro di noi, nel nostro corpo circolano una serie di altre energie che portano al funzionamento della nostra vita, della nostra esistenza. Ogni volta che agiamo e reagiamo in una situazione ci è richiesta la massima padronanza di tutto il nostro essere. Troppe volte agiamo e reagiamo d’istinto, e non intendo solo “senza riflettere” ma anche senza andare prima nel profondo, consultando la nostra fiamma interiore.

Qualcuno potrà lamentare che questo non è sempre possibile e che siamo anche essere istintivi ecc.

Paco è un essere istintivo e nonostante questo lui sa sempre volgere le sue energie verso il raggiungimento dell’obbiettivo. Ha bisogno del nostro sostegno soltanto perché ci cammina a fianco, nella nostra realtà e perché la sua evoluzione è data anche dalla conoscenza dell’essere umano. Il suo istinto naturale invece non ha bisogno del nostro sostegno, è sempre centrato, selvaggio e puro. Il nostro istinto naturale è stato affiancato anche da una capacità di padroneggiare questo istinto. È per questo che siamo diversi da un Paco ed è per questo che non siamo giustificati a comportarci come gli animali e abbaiarci addosso l’uno contro l’altro come succede soprattutto in questo periodo.

Paco è solito saltare addosso e mordere il guinzaglio quando intende manifestare la sua capacità di prendere decisioni come, ad esempio, in che direzione andare, quanto tempo stare fuori ecc.

Ho pensato che oggi alcune persone si comportino un po’ come lui: manifestano, urlano e litigano in mezzo alla strada perché qualcosa non va come dovrebbe andare. L’unica differenza tra le persone e Paco è che le persone non raggiungono un valido motivo, facendo così, se non quello della scontentezza, sottomissione e disequilibrio; Paco invece raggiunge l’obiettivo, ovvero quello di far comprendere le sue esigenze di doversi muovere, correre e scaricare.

Inoltre, quando corre verso di me lo fa con una tale forza che se non mi spostassi rischierei di ritrovarmi per terra.

In questo senso a lui appartiene anche l’Essere guerriero che sa comunicare nel modo corretto e con la giusta forza la sua natura. Lui mi mostra con la sua energia possente che è meglio che mi sposti, sta a me comprenderlo.
Lui non ha paura di farmi del male perché ha fiducia che io sappia cosa fare. Lui corre centrato verso l’obiettivo senza l’ombra del dubbio che possa succedere qualcosa. Lui, a differenza nostra, sa che l’essere umano è diverso da lui ed è per questo che ha fiducia. Può sembrare strana la sua comunicazione ma lui è un essere istintivo e questo significa conoscere sé stessi e comprendere l’altro.

Cosa significa questo?

Significa che si conoscono le proprie esigenze e si porge la fiducia nell’altro che esso possa avere l’umiltà di comprenderle. Paco non può cambiare la sua massa muscolare e non intende correre diversamente per paura di farmi del male. Lui non è mosso dalla paura di farmi male ma dal coraggio di credere nelle mie capacità di comprendere come devo agire.

Noi esseri umani spesso non sappiamo combattere senza fare del male, senza sembrare ridicoli, violenti o apparire come degli esseri che non padroneggiano minimamente le proprie energie. Diciamo di seguire l’istinto ma non sappiamo veramente cosa è l’istinto. Essere istintivi non significa agire a caso mancando di rispetto o sopraffacendo l’altro. Spesso si dice infatti: “ah bho, ho agito d’istinto” ma agire d’istinto non è non sapere bene cosa fare. Se osserviamo, appunto, gli animali più vicini a noi quando loro agiscono d’istinto centrano sempre il punto, si salvano, si proteggono e ricevono ciò di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza.

Essere istintivi significa in realtà conoscere bene le proprie esigenze, stimoli e comprendere come agisce l’altro.

Dobbiamo domandarci cosa significa essere dei Guerrieri veramente.

L’insegnamento di Paco per tutti noi è che un vero Guerriero conosce bene le proprie potenzialità e per questo non ha bisogno di scontrarsi con gli altri.

Un vero Guerriero si fida dell’altro e per questo non dubita che si possa fare male o che possa ferire chi ha davanti.

Un vero Guerriero non ha paura di chi ce l’ha ma cerca piuttosto di far comprendere che non c’è pericolo.

Un vero Guerriero non protegge chi ha vicino limitando la libertà dell’altro, ma subentra soltanto quando c’è necessità e perché comprende il limite naturale dell’altro.

In questo periodo per fare la scelta giusta per la nostra esistenza e per l’esistenza di tutto il pianeta dovremmo tutti tirare fuori il Paco in noi, ovvero il Guerriero in noi.

Sophia Molitor

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