La "Sophia"

L’arte dell’aiuto e la forma di ricatto: cosa abita la nostra società?

Aiutare è un’arte che richiede fiducia, consapevolezza e comprensione dell’altro

Questa settimana ho vissuto il tema dell’aiuto in una serata di confronto e crescita con altre persone e allo stesso momento ho avuto la possibilità di mettere in atto quest’arte.
È per questo che ho deciso di condividerlo con tutti voi che mi leggete e per onorare quest’arte così complessa.

L’aiuto è sempre stato un tema centrale nella mia vita, posso dire che mi nutro di questa energia e che è uno dei motivi principali per cui sono sulla terra. Quando mi viene data la possibilità di aiutare una persona, un’animale o una pianta io sono felice.

Questa felicità la possiamo provare tutti quando aiutiamo l’altro affianco a noi. Tuttavia, ci sono persone per le quali l’arte dell’aiuto è maggiormente presente nel proprio disegno divino rispetto ad altri. Questo non significa che coloro che padroneggiano di più quest’arte siano automaticamente persone migliori di coloro che la padroneggiano meno, ma significa che potenzialmente tutti possiamo “aiutare” rispettando però ciò che il nostro percorso di evoluzione ci riserva.

Come ogni arte essa va conosciuta, esercitata e compresa nel profondo. Nella nostra società l’aiuto è diventato qualcosa di normale ma a livello puramente concettuale.

Cosa intendo dire?

Siccome concepiamo tutti che aiutare è qualcosa di bello e positivo, questo concetto di positività viene utilizzato in tante frangenti diverse; in slogan pubblicitari che intendono indirizzare la persona a seguire uno scopo senza prima riflettere, nella carità (sinonimo di povertà) e per raggiungere obiettivi che non sempre dovrebbero essere la conseguenza di un vero aiuto.

Più che mai nel panorama attuale possiamo notare come il concetto di aiuto venga utilizzato per imporre un atteggiamento comune alle persone. Ovvero, se ci comportiamo in un determinato modo siamo di aiuto al prossimo se non lo facciamo siamo degli individualisti.
Quello che conosciamo quindi come aiuto nella società è un concetto di ricatto che si traduce in una forma malata di aiutare gli altri.

Oggi è necessario tornare al principio di aiuto e allontanarci da un concetto mentale che si è costruito nel tempo.

Il principio originario dell’aiuto è fondato sulla difficoltà di crescere come individuo e sulla capacità di analizzare e sentire il bisogno di chi abbiamo accanto o di fronte.

Forse qualcuno si aspettava che dicessi che l’aiuto sia fondato sull’amore ma come possiamo amare veramente se prima non siamo disposti a servire l’altro?

Ogni amore nasce da un aiuto reciproco iniziale. È proprio l’arte di servire il prossimo che genera tutta la felicità e la sana convivenza tra gli esseri umani e il creato.

Durante la serata di confronto è venuto fuori proprio questa comune visione: ovvero, per aiutare l’altro è necessario lavorare sul proprio grado di consapevolezza e distinguere il nostro bisogno di aiutare l’altro dal reale bisogno di chi chiede aiuto.

Perché questo?

Quando vediamo una persona, un’animale o una pianta in difficoltà siamo mossi anche da un senso di dovere di fare qualcosa e questo non sempre ci permette di raggiungere lo scopo principale di servire l’altro. Se sentiamo il bisogno di aiutare spesso ci creiamo anche delle aspettative e finiamo per giudicare l’altro anziché aiutarlo. Ci poniamo le domande come: “Perché non sta agendo così come ho detto? Perché non capisce che voglio solo aiutarlo? Perché non è grato per il mio aiuto?
Subentra così il giudizio perché abbiamo fretta di vedere il risultato della nostra azione senza considerare che quando tendiamo la nostra mano verso qualcuno, egli ha delle tempistiche prima di agire.

Cosa ci interessa realmente? In quelle circostanze siamo mossi ancora dal bisogno di seguire un concetto positivo e benevolo o dal cuore?

Per aiutare l’altro ci vuole fiducia, fiducia che egli possa fare i suoi passi senza la nostra pressione o costrizione.

Aiutare significa anche essere presenti nella vita dell’altro, non solo dare gli strumenti per agire.

Per aiutare l’altro ci dev’essere stata anche la richiesta d’aiuto dall’altra parte ed è pertanto necessario che l’altro sia veramente pronto a cambiare, a trovare la sua strada e a farsi aiutare.

Aiutare è una vera arte che si impara a padroneggiare attraverso un minuzioso lavoro su se stessi; perché infondo se non ci mettiamo in discussione come può l’altro farlo?

Sophia Molitor

I miei articoli nascono dall’osservazione, riflessione e crescita reale della vita quotidiana perché l’evoluzione è reale. Mi piacerebbe sentire anche la tua voce, cosa ti capita di altamente evolutivo? Seguimi anche durante i giorni prima dell’articolo settimanale su lasophia_lavoce

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