Storia

Caravaggio, 1448: a Francesco Sforza si apre la via per la conquista di Milano

L’inizio del dominio degli Sforza sulla antica signoria viscontea

In diverse occasioni abbiamo avuto modo di raccontare le vicende belliche e i condottieri che hanno segnato i rapporti tra Milano e Venezia nel periodo rinascimentale; le due potenze del nord Italia in varie occasioni si contesero, con alterne vicende, le terre di confine che segnavano i limiti tra i due stati italiani. Vedremo ora una battaglia che si svolse nel 1448 in quella che oggi è la provincia di Bergamo, tra le cittadine di Caravaggio e Fornovo San Giovanni. Per inquadrare il contesto degli avvenimenti che portarono allo scontro, dobbiamo però prima fare un passo indietro di qualche anno.

Siamo nel 1440, anno in cui il Gattamelata, il condottiero comandante delle forze veneziane nella guerra in corso con Milano, si ritirò per problemi di salute lasciando il comando a Francesco Sforza; poi, nel 1441, il ducato di Milano e la Repubblica di Venezia siglarono la pace di Cremona. Ma questa pace durò ben poco, dato che nel 1446 il duca di Milano Filippo Maria Visconti scese di nuovo in guerra contro Venezia. A comandare le forze veneziane vi era sempre lo Sforza, che per l’occasione si trovò a combattere contro l’esercito del suocero, dato che anni prima aveva avuto in sposa la figlia di Filippo Maria, ovvero Bianca Maria Visconti. Dopo aver conseguito delle schiaccianti vittorie sui milanesi, l’esercito veneziano comandato dallo Sforza arrivò fin sotto le mura di Milano e Filippo Maria, preso dalla disperazione e nel tentativo di salvare il ducato, arrivò ad offrire al genero (ovvero a Francesco Sforza) di nominarlo proprio successore, dato che non aveva eredi legittimi. Ma il 13 agosto del 1447 Filippo Maria Visconti morì, e i milanesi ne approfittarono per restaurare le antiche istituzioni comunali, dando vita alla Repubblica Ambrosiana. Le autorità comunali offrirono quindi allo Sforza di comandare le forze milanesi contro Venezia, la quale stava approfittando della situazione di incertezza in cui versava Milano per conquistare Lodi e Piacenza. Francesco Sforza passò quindi al comando dell’esercito milanese e le vittorie che riuscì ad ottenere lo portarono alla battaglia che si svolse il 14 settembre del 1448 a Caravaggio, allora sotto dominio veneziano.

Francesco Sforza disponeva di un esercito potente e bene armato, con il quale stava assediando Caravaggio; dare battaglia per liberare dall’assedio la città era cosa estremamente imprudente data la forza dell’esercito milanese e la sua posizione ben difesa e trincerata. Ma a spingere le forze veneziane ad attaccare il milanesi intervennero considerazioni di carattere prettamente politico. La Repubblica Ambrosiana era infatti estremamente fragile e l’esercito dello Sforza era l’unico ostacolo a frapporsi tra Venezia e l’antica rivale Milano, alla quale la Serenissima avrebbe potuto dare un colpo decisivo per sempre. Fu così che i veneziani, comandati dal condottiero Michele Attendolo (che per la cronaca era cugino di Francesco Sforza), decisero di attaccare il campo milanese. Le forze della Serenissima attaccarono in direzione di quello che avevano valutato essere il lato più debole e meno protetto dello schieramento nemico, cogliendo di sorpresa i milanesi, tanto che ed un certo punto le sorti della battaglia sembravano decise in favore dei veneziani. Ma lo Sforza, mettendo in campo tutte le sue eccezionali doti tattiche, riuscì a ribaltare le sorti dello scontro riuscendo a riordinare l’ala del suo schieramento che stava per cedere di fronte all’attacco veneziano, dopodiché ordinò alla sua cavalleria di attaccare ai fianchi per aggirare le forze nemiche. L’andamento della battaglia cambiò radicalmente e fu la disfatta per l’esercito della Serenissima, che fu letteralmente sbaragliato.

Le conseguenze della battaglia di Caravaggio furono decisive per la storia di Milano per ben due motivi.

Innanzitutto l’aver fermato le forze veneziane in un momento di estrema debolezza politica per Milano, permise la salvezza e la sopravvivenza della città lombarda rispetto alla storica nemica Venezia. Inoltre, Francesco Sforza ebbe la strada spianata verso il destino che lo avrebbe legato per sempre alla storia della città. Il condottiero difatti stava aspettando il momento opportuno per tradire la Repubblica Ambrosiana e realizzare i suoi sogni di potere, anche in considerazione del matrimonio contratto anni prima con la figlia dell’ultimo Visconti che fu duca della città: dopo aver via via sottomesso molte città lombarde fedeli alla Repubblica, lo Sforza giunse col proprio esercito sotto le mura di Milano nel settembre del 1449 assediandola. In breve il popolo milanese, stanco delle privazioni dell’assedio ed esaurita la volontà di continuare a combattere, nel febbraio del 1450 si ribellò ai propri governanti e il 25 marzo i rappresentanti della città consegnarono a Francesco Sforza la signoria, facendo del grande condottiero il primo duca del casato che avrebbe dominato Milano fino al 1535.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

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