La "Sophia"

Sono una persona positiva… ma infastidisco ugualmente gli altri

Il perdono: l’inizio di un atteggiamento positivo

Oggi voglio parlare insieme a voi dell’Essere persone positive. Sentiamo spesso persone che affermano: “Io sono tendenzialmente una persona positiva”, “Quando succede qualcosa tendo a rimanere positivo”.

Essere positivi è una bella filosofia di vita ma mi sono resa conto che spesso viene confusa con altri sentimenti come la rassegnazione e la solitudine.

Nel mio percorso mi capita spesso di incontrare persone che mi raccontano i loro vissuti e a questo sono molto grata perché mi permettono di riflettere maggiormente su me stessa e sulla vita. Gli incontri servono a questo, sono un arricchimento.

Recentemente mi è capitato di conoscere una persona che ha condiviso con me una serie di complicazioni della propria vita, vicende che hanno portato anche a sofferenze e difficoltà da affrontare. Durante la conversazione è capitato più volte che la persona mi dicesse di avere un atteggiamento sempre positivo nella vita. Ho subito pensato “che bella cosa”, “E’ bello sentire che una persona nonostante le prove del proprio percorso evolutivo coltivi la positività e la bellezza della vita”.

Andando avanti però ho notato che ogni volta che incontravo la persona essa si sfogasse su tematiche attuali e su ciò che trasmettono nella televisione lamentandosi così della vita senza lasciare spazio all’altro di esprimere il proprio pensiero.
Ascolto molto le persone ed è ciò che amo di più ma è molto difficile nel momento in cui mi rendo conto che non vi è più spazio per un confronto reale ma piuttosto spazio per sfogarsi su ciò che non è reale.

Qualcuno potrebbe pensare che le notizie della televisione riguardino la nostra realtà di tutti i giorni e che siano per questo molto reali ma mi sento in contraddizione perché esse non riguardano ciò che siamo veramente ma piuttosto una dimensione dove possiamo scegliere se stare oppure no.

Cosa voglio dire quindi con l’esperienza che ho appena raccontato?

Essere positivi non significa riuscire ad andare avanti in seguito a delle sfide affrontate. Anzi, continuare la nostra vita anche dopo le difficoltà è un atteggiamento piuttosto naturale dentro l’essere umano. È il come andiamo avanti in seguito ad alcuni ostacoli che metteno in luce le nostre energie positive o negative.

C’è una differenza nel superare le difficoltà, ringraziarle perché ci hanno fatto crescere oppure rassegnarsi al fatto che le cose siano andate diversamente da come immaginavamo.
La rassegnazione non è un atteggiamento positivo perché porta con sé anche la delusione che proviamo per ciò che abbiamo vissuto e la solitudine che proviamo per aver lasciato andare qualcosa.

Inoltre, essere positivi non significa che le situazioni che abbiamo vissuto non ci tocchino profondamente e che non ci abbiano fatto male. Chi sostiene che essere positivi significhi sorridere in qualsiasi situazione della vita non sta parlando di un atteggiamento positivo ma di una superficialità, di rassegnazione e solitudine.

È infatti la solitudine a spingere le persone a non vedere più la bellezza della vita e a non condividerla con gli altri ma, al contrario, a rinchiudersi davanti alle notizie del telegiornale e andare successivamente a sfogare quanto hanno visto con le persone che incontrano.

In questo modo si genera energia negativa intorno a loro che li allontana ancora di più dalle persone e che infastidisce coloro che hanno intorno.

Impariamo per questo a perdonare ciò che abbiamo vissuto e diamoci veramente la possibilità di affrontare la nostra vita in modo differente dopo una divergenza.

Evitiamo di andare avanti nella vita arrabbiati e rassegnati e ci troveremo a non dire più con superficialità “sono una persona sempre positiva” ma con profondità “sono una persona che ha ricominciato in modo del tutto nuovo la propria vita dopo aver compreso che ciò che ho vissuto mi sia servito per evolvere e comprendere maggiormente chi sono”.

Impegniamoci ad essere delle belle persone veramente e non soffermiamoci soltanto a volerlo sembrare.

Sophia Molitor

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