L’arte del respiro, l’arte del pensare

Entrare nei ritmi naturali della vita e trovare l’equilibrio grazie ad essi

Nel corso di questo articolo, scopriremo una nozione sicuramente nuova ma in realtà antica, un sapere sottile riguardo alla respirazione umana.

Come sappiamo tutti, non c’è possibilità di vivere al di fuori dei ritmi della vita. Il respiro è un ritmo sul quale si poggia il nostro destino, un ritmo assolutamente sacro, da onorare, da rispettare, da proteggere. Il respiro è un Principio superiore all’uomo, tutto respira, dalla formica alla pianta, dai pianeti all’universo. Possiamo dire che la nostra respirazione ha la sua origine nella Respirazione delle Origini, onnipresente in tutti i respiri che possiamo chiamare anche cicli.

Respirare significa vivere, soltanto ciò che è vivente respira. Io sono, io respiro… e non il contrario. A questo punto potremmo correggere la famosa frase di Descartes che dice: “Penso dunque io sono”. Essa è diventata il teorema e l’educazione moderna del genere umano, mentre, in realtà, è completamente errata. La vita è sempre al primo piano. Non è il pensiero che genera la vita. Al contrario, noi possiamo pensare proprio perché prima di tutto siamo viventi. Possiamo quindi affermare che questa frase abbia condotto, soprattutto l’occidente, in un intellettualismo che rende la vita artificiale e virtuale. “Io Sono, Io penso” è la giusta correzione per una visione più vera e reale di noi stessi.

L’educazione esclusivamente intellettuale non permette di vivere bene il nostro essere, di vivere ampiamente il nostro destino. Non permette dunque di far respirare la nostra vita. La respirazione è l’espressione della vita e proviene dall’Io Sono all’interno di noi e in ogni cosa.

L’essere umano che noi siamo ha la facoltà di pensare e nel modo in cui pensa vi è un tipo di respiro. Imparare a pensare significa imparare a respirare. Il respiro del corpo interagisce con il respiro mentale, che chiamiamo comunemente “pensare”, e viceversa. Come pensi, respiri. L’uomo pensa e questo è la nostra respirazione reale, quella del nostro regno ed è di primaria importanza prenderne coscienza.

Pensare e respirare rappresentano un unico principio che si manifesta su due piani dell’esistenza diversi del nostro essere.

Ma esiste una terza respirazione? Si, quella dell’anima… una respirazione divina alla quale dobbiamo accordare il pensiero. L’anima vive nell’universale, e questo è proprio il suo respiro. Non ha limiti.

Respirare qualcuno, per esempio, significa capirlo, essere veramente con lui, con lei. Respirare un problema, un evento significa anche capirlo, dialogare con esso e rimetterlo nell’armonia delle leggi della vita.

Consiglio a tutti di riflettere, di meditare sul respiro affinché esso non sia unicamente meccanico, ma riempito d’anima, di coscienza, di amore, di gratitudine, fino ad arrivare a scoprire l’Essere, la Presenza, il Principio sacro nascosto all’interno: il “Padre” della respirazione. Nessuno ha mai imparato a respirare, quando nasciamo respiriamo spontaneamente, senza che qualcuno ce lo insegni. Invece, ciò che possiamo fare è imparare come considerare e onorare questo mistero in noi e attorno a noi.

Io Sono dunque penso e respiro.

L’uomo non esiste, solo il respiro in lui esiste

Redattore: Alain Contaret

Nazione Essena

Rappresentante della Tradizione e Religione essena in Italia

Sacerdote esseno, ierogrammata (scriba esseno) ed insegnante esseno

Esperto dell’Arte del movimento meditativo esseno (Qi Gong e Yoga esseno)

Discepolo del Maestro esseno Olivier Manitara,

Correzione testo: Barbara Frattini

Nazione Essena

Sacerdotessa essena e Ierogrammata (scriba essena)

Discepola del Maestro esseno Olivier Manitara

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