La "Sophia"

L’eccessiva idealizzazione spirituale allontana dalla vera essenza della vita

Quando la vita ci stende, l’amore appare davanti ai nostri occhi

Ho riflettuto molto questa settimana sulla tematica e su come condividerla con voi. Volevo parlarvi di un altro argomento ma poi passeggiando su un prato ho sentito forte dentro di me una nuova presa di consapevolezza sulla vita.
L’argomento che porto oggi aprirà sicuramente una nuova strada a coloro che hanno scelto di approfondire la vita e di aprirsi a una crescita completa.

Cosa intendo con eccessiva idealizzazione spirituale?

La spiritualità, da sempre, vuole dare risposte all’essere umano, vuole insegnare le leggi della vita, la struttura dell’universo, le gerarchie, gli atteggiamenti giusti, le virtù e vuole offrire una crescita completa all’essere umano. Spesso questi intenti si realizzano attraverso, preghiere, meditazioni, tecniche, conversazioni, regole, esercizi e interpretazioni.
Tutto questo è molto utile finché non ci dimentichiamo che sarà sempre e comunque la vita stessa a stenderci, se sarà necessario, per farci evolvere. Che ci piaccia oppure no, non saranno le nuove conoscenze e gli insegnamenti letti a farci crescere ma la vita stessa.

Per capire meglio vi racconto una mia sensazione di questo periodo che sto attraversando. In queste ultime settimane ho pensato spesso a quella situazione quando ci troviamo dentro il mare e un’onda ci travolge. Vi sarà sicuramente capitato di trovarvi fermi nel mare in piedi o nuotando, vedervi arrivare un’onda che vi ha trascinato sul fondale marino e successivamente emergere dall’acqua sentendovi vivi, sopravvissuti e anche più forti. Questa situazione che viviamo spesso quando andiamo al mare non è a caso perché la ritroviamo nella nostra vita quotidiana. In questo senso il mare è portatore di una saggezza profonda.
In questo periodo mi sono sentita e mi sento che un’onda abbia totalmente immerso la mia vita, gettandomi sul fondale della mia esistenza. Mi sono veramente in certi momenti sentita senza nulla a cui aggrapparmi; come quando sei sott’acqua e non hai modo di aggrapparti a niente e soltanto quando emergi in superficie torni a respirare e provare sollievo.

Questa sensazione mi ha spinto a riflettere sulla potenza della vita stessa e su come a volte l’idealizzazione spirituale, ovvero l’eccessivo studio di tecniche e di teoria ci porti in uno stato di inerzia allontanandoci dalla vita stessa. A volte leggere un testo o praticare una tecnica possono essere una conferma di ciò che abbiamo vissuto o che stiamo vivendo ma essi non potranno mai sostituirsi al naturale svolgimento della nostra vita.

Sembra ovvio questo e tutti siamo d’accordo che sia l’esperienza che insegna, eppure quando la vita applica per noi ciò che abbiamo letto o sperimentato a livello intellettuale-spirituale rimaniamo a bocca aperta e stupiti di quanto forte e sconvolgente possa essere la vita stessa.
Ad esempio, nella spiritualità troviamo insegnamenti del tipo: “Segui ciò che ti indica la tua anima, il tuo percorso di evoluzione.”, “Ciò che sarà affine alla tua anima non recherà sofferenza al resto.”
Sono delle belle parole che risvegliano in noi il “dovere” di seguire la nostra missione, il proprio benessere nel rispetto di tutto ciò che ci circonda. Eppure, quando la vita applica questo insegnamento ti stende innanzitutto a terra. Ciò che intendo dire è che molte volte nella pratica tendiamo ad affondare tra le nostre paure, convinzioni e idealizzazioni spirituali perdendoci la verità della vita stessa.

Quando arriva quella cosiddetta onda la vita ci appare poco gentile e talvolta pure crudele. Eppure, ci ripetiamo sempre che ci sono forze superiori che ci amano e ci guidano e idealizziamo una dimensione così perfetta che quando la vita si mostra nella sua vera perfezione rimaniamo quasi male, a tal punto da perdere la fiducia nelle parole che ci ripetevamo.
L’eccessiva idealizzazione spirituale, quindi, è più una nostra tendenza a vivere una perfezione irreale. È inevitabile parlare dell’amore in questo argomento perché infondo quale è la nostra idea di amore divino e dunque perfetto? Dato che siamo amati pensiamo automaticamente di aver risolto la sofferenza, la difficoltà e pensiamo di non trovarci mai più in quella situazione sott’acqua in cui non abbiamo nulla a cui aggrapparci se non al flusso stesso dell’onda che è la stessa che ci porterà di nuovo in superficie.

 Concentrandoci su questa metafora dell’onda possiamo capire che l’amore della vita è perfetto proprio perché è capace di vedere ciò che è giusto e opportuno per la nostra evoluzione quando noi stessi neanche riusciamo a vederlo, seppur questo ci porta tal volta a quell’apnea di qualche istante prima di tornare in superficie a respirare, sorridere e vivere. Essere guidati e sostenuti non significa non perdere mai completamente la centratura perché è proprio in assenza della centratura, nella sfiducia e nell’insicurezza che acquisiamo la vera e piena fede nel tutto.

Immaginiamoci sempre sommersi sott’acqua, per un attimo ci sentiamo totalmente persi e non vediamo l’ora di tornare in superficie, ci sentiamo minacciati e spaventati. Come ci siamo finiti sott’acqua però? È stata l’onda stessa a portarci. L’onda rappresenta la vita, essa ci ha sconvolto, travolto e abbiamo perso le staffe. Eppure, se ci calmiamo, ci lasciamo trasportare dall’acqua stessa che ci ha sommerso e ci aggrappiamo al caos stesso che ci ha fatto toccare il fondo, allora torneremo in superficie più saggi, più felici e più forti.

Comprendere che quell’onda che appare così aggressiva nei nostri confronti sia in realtà la vera e autentica forma dell’amore ci spinge inevitabilmente ad amare di più la nostra vita e a una vera e completa crescita come essere umano.

Rimanere stesi dalla vita è inevitabile e non c’è studio e saggezza che possa impedircelo perché la vita è perfetta sempre ed è l’unico reale modo che abbiamo per compiere i salti evolutivi che tutti conosciamo.

Tornate alla vita, alla quotidianità sempre. Siate immaturi, arrabbiati, ridete e disperate, divertitevi e siate seri ma ricordate che nessun altro è mai responsabile di ciò che attraversate. È il vostro percorso, la vostra esperienza, la vostra vita, e in essa è racchiusa tutta la saggezza umana, divina e autentica.

Essa è sufficiente per vivere una vita meravigliosa e per conoscere veramente noi stessi.

Sophia Molitor

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