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John Demartini: come diventare dannatamente ricchi ed essere beati

Raggiungi la libertà finanziaria crescendo spiritualmente.

Buongiorno a tutti.

Oggi vorrei parlarvi di un libro tra i tanti che, personalmente, ho trovato fondamentali per la mia crescita personale. Questo in particolare è stato quello che più mi ha aiutato, assieme a “Cambia subito la tua vita“, del medesimo e stimatissimo autore. Il secondo però, lo tratterò in un’altra recensione.

Ho deciso di partire dal primo citato, perché è stato quello che mi ha dato la prima fondamentale “scossa” e le nozioni essenziali per saper cambiare radicalmente la situazione di povertà in cui mi trovavo. Senza le nozioni apprese in questi due libri, mai avrei potuto dare retta a persone più avanti di me nel loro sviluppo intellettuale e spirituale; mi sarei, quindi, precluso a mia volta la possibilità di poter evolvere in questa incarnazione che mi fu concessa, di certo non casualmente.

Ma veniamo al primo libro in questione. Ho sempre ritenuto che la cultura e quindi la conoscenza, siano la vera ancora di salvataggio per gli esseri umani.

Versavo in condizioni imbarazzanti, e la sola cosa che poteva salvarmi era sperare di trovare un libro con la soluzione. Mi dissi che nel momento in cui lo avessi trovato, mi sarei preso volentieri il tempo di leggerlo, in modo tale che una volta appresa la soluzione al mio problema, non sarei più tornato ad averlo in futuro. Iniziai a cercare dei libri che potessero fare al caso mio e alla fine, ci impiegai poco a capire perché tra tutti venni colpito proprio da un libro che portava un titolo del genere. Infatti, a prima vista, si potrebbe pensare ad un libro scritto da un personaggio supponente, decantatore di chi sa quali sacrosante verità e verrebbe da dire “Si ok, è arrivato questo che sa come risolvere tutti i problemi in terra! “

Dopo averlo letto invece (cosa che consiglio vivamente ad ognuno di voi), mi si sono aperti gli occhi su alcuni aspetti fondamentali della nostra esistenza che, almeno io, tendevo ad ignorare. Tutto questo, mi manteneva in uno stato di desolazione economica apparentemente senza via di uscita.

Fondamentalmente ho appreso come essere ricchi NON SI DEVE CONSIDERARE come una cosa NEGATIVA!

Andando per ordine, ho compreso che essere ricchi è una normale conseguenza, alla prudente e coscienziosa presa d’atto che, se si vuole avere un futuro, si deve risparmiare. Si possono saper creare imprese, investire capitali, ottenere delle vincite, ereditare delle fortune, ma nulla di ciò ti preserverà nel rimanere ricco ed avere una vita decorosa per il resto della tua vita (non di certo senza fare niente) se non applicherai un valido sistema di risparmio continuo e costante nel tempo delle tue entrate. Anzi, finirai per dissipare alla lunga tutto inutilmente.

Questo perché, anche se si guadagna il capitale, alla fine verrà divorato dalle dissipazioni di vario genere; come l’inflazione, gli imprevisti come pandemie o calamità naturali, imprevisti di salute, fluttuazione del mercato degli affari, ecc. La cosa fondamentale quindi che mi è stata insegnata da questo libro, è che dobbiamo imparare a sottrare da un 10% fino ad un 50% di ogni nostra singola entrata e porla in un conto deposito, e la rimanente parte, rimarrà nel tradizionale conto spese. Consideriamo che il 10% dei nostri introiti, nella vita di tutti i giorni e nella mentalità gestionale di chiunque, è statisticamente dimostrato che neanche ci si accorge di averla persa o guadagnata. Tanto vale tenerla a risparmio ed essere responsabili di crearsi una prima sorta di salvagente. Non più di un 50% perché altrimenti, si rischierà di sbilanciare il nostro rapporto col denaro, ponendoci solo nella frequenza di volerlo preservare senza altri scopi; escludendoci da ogni circostanza in cui tutti noi vorremmo godere nella nostra vita quotidiana. Lui consiglia come allenamento un iniziale 10% e poi appena si ottengono delle entrate fisse, provare a mettere via ogni trimestre un 10% in più di quel 10% iniziale, fino a raggiungere il 50% come soglia massima.

L’incremento del 10% è suggerito non a caso, visto che come dicevo, è una percentuale di margine che il nostro cervello tende ad ignorare.

Capirete che per sbrigare solo le vostre faccende di vita, potrete usare il conto spese; questo primo conto, inizialmente, figurerebbe con il 90% delle vostre entrate. Il secondo conto, invece, figurerebbe come quello di deposito che sarà destinato a crescere sempre più (anche se così facendo potrebbe venire danneggiato da tasse e inflazioni varie, per cui suggerisco di andare a studiare bene i metodi realmente efficaci di investimento).

Il secondo conto, è da dedicarsi solo al deposito e investimento.

Da qui viene meno il mito della pensione. Infatti, in un futuro, nel momento in cui vi sarete attenuti alle “giuste formule di deposito ed investimento”, il conto deposito dovrebbe avere accumulato abbastanza per garantirvi una prosperità dignitosa e decorosa, sfatando “il mito” che essere ricchi è negativo. In forza di questo, non ci possono essere sensi di colpa nell’esserlo, nel momento in cui sarete riusciti a valorizzare e preservare intelligentemente quel 10% di briciole che invece la gente comune, crede sia irrisorio e quindi da poter disperdere in “capricci“. Chi è volto alla non lungimiranza nel tempo, in pratica, ha semplicemente scelto scelto che quel 10% non possa diventare la “sua pensione”; colpevolizzando i ricchi per il loro non arrivar a fine mese. 

Da qui consegue un altro insegnamento che ho tratto da questo libro: la legge del saper esprimere gratitudine per qualsiasi cosa si possieda, quindi anche per ogni centesimo della valuta monetaria in questione.

La Gratitudine, è uno dei principali insegnamenti che questo libro mi ha trasmesso; infatti, senza questo sentimento verso quello che abbiamo e riceviamo, non otterremo mai nulla. Non si potrà valorizzare un’entrata e quindi risparmiarne la giusta frazione, non sapremo valorizzare un lavoro e quindi riuscire a tenercelo, non saremo capaci di valorizzare un’amicizia e quindi preservarla e farla maturare nel tempo in qualcosa di sempre migliore (proprio come il conto deposito). Senza gratitudine non sapremo, sostanzialmente, valorizzare un bel niente bensì banalizzeremo tutto, ritrovandoci alla fine della nostra vita, nell’ingratitudine di averla vissuta e senza poter dire di aver saputo tenere in mano nulla per noi.

A questo punto mi collego ad esporvi un terzo grande insegnamento che ho tratto da questo libro, ovvero che per rimanere nella gratitudine, è fondamentale non dare mai alcunché per scontato e dovuto. Nulla ci è infatti dovuto se alla base non c’è stato un opportuno scambio equo, in modo da bilanciare le energie messe in gioco da entrambe le parti.

Chiudo dicendo che più investirete su voi stessi, accumulando e reinvestendo ricchezze ed esprimendo gratitudine per ciascuna cosa che vi accadrà, più il vostro denaro crescerà permettendovi di crescere anche spiritualmente e quindi di poter adempiere a missioni sempre più grandi in questa terra.

Spero veramente possiate aver trovato la giusta gratitudine anche in questa recensione che ho sentito il bisogno di condividere con voi; augurandovi, in seguito alla lettura di libro, di trovare spunti per essere a vostra volta delle persone migliori di ciò che siete stati finora.

Claudio Carli

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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