La "Sophia"

L’autunno: disciplina, calma e realizzazione

Due stagioni a confronto e la quiete dopo la tempesta

Dopo un lungo periodo caotico in cui ho scelto di non scrivere torno con una tematica più che attuale: l’autunno.
Nell’ultimo periodo non avevo abbastanza chiarezza per poter trasmutare ciò che sentivo in parole consapevoli. Amo profondamente l’estate, il caldo, la leggerezza che si percepisce durante quei mesi ma quest’anno ho capito una cosa fondamentale che mi ha fatto riflettere molto.

L’estate è caos, è movimento e talvolta questo troppo movimento può spingerci a intraprendere strade che nella calma magari non intraprenderemmo.

Fin da piccoli l’estate è un periodo di svago, in cui tante cose sono permesse perché si è in vacanza. Qualcuno forse avrà proprio sentito dire i propri genitori: “fallo pure tanto sei in vacanza”. Inoltre, il sistema scolastico ci ha educati a un’estate ancora più caotica in cui è possibile fare cose che in altri periodi non si possono fare come dormire a lungo, fare tardi fino a scegliere cose che non sceglieremmo mai.

Non è però il nostro sistema di vita a creare quest’energia; È nella natura dell’estate essere caotica, il nostro modo di vivere amplifica semplicemente ai massimi livelli un’energia che scorre in quella stagione.

Può capitare, infatti, di sentirsi molto confusi durante l’estate. Se pensiamo, per esempio, a una determinata sfera della nostra vita e di prendere una decisione in quel campo, d’estate è molto più difficile. La sensazione è quella di non sapere dove sbattere la testa, come fare e una non chiarezza.

Così descritto sembra che l’estate sia un periodo assai difficile ma se da un lato è molto caotica dall’altra è in assoluto il periodo che maggiormente stimola la nostra creatività. È durante l’estate che nascono le idee migliori e ciò che ci sembrava impossibile diventa possibile. È anche la stagione del coraggio infatti. Durante l’estate spesso sviluppiamo un coraggio che durante le altre stagioni è minore. Quante volte proprio durante il periodo estivo ci siamo permessi di fare qualcosa che avremmo voluto fare da tempo ma che non avevamo il coraggio di fare e improvvisamente durante l’estate diciamo “lo faccio”.

L’estate è spirito di iniziativa, creatività, coraggio e caos.

È un periodo che ci rende un po’ più irresponsabili, leggeri ed è per questo che quando giunge al termine sentiamo un certo dispiacere. In alcuni luoghi si svolgono addirittura delle feste di fine estate per concludere questo periodo speciale, per salutare una versione di noi che con l’autunno muterà e cambierà profondamente.

La maggior parte delle persone vede l’autunno come il ritorno alla produttività, quel periodo appunto dove si torna a fare sul serio e ci si lascia lo svago alle spalle ma l’autunno è molto di più e viverlo soltanto come un periodo di ritorno al lavoro non ci permette di cogliere la saggezza dell’autunno che potrebbe nutrirci e darci quella possibilità di vivere questa stagione con consapevolezza e coscienza.

Qualche giorno fa con il cambio della temperatura ho cominciato a tirare fuori dall’armadio una giacca prima di uscire di casa. Mi sentivo strana, sentivo che qualcosa stava accadendo a cui mi era chiesto di prestare attenzione. Sentivo il corpo pesante come se avessi bisogno di pulirlo interiormente e di nutrirlo. Ho deciso quindi di cucinare un brodo con varie verdure. Credevo che semplicemente avessi voglia di un brodo ma la sera prima di andare a letto ho compreso che quel brodo non era semplicemente un brodo. Con quel brodo per me è arrivato l’autunno ed è arrivato nella versione più bella che abbia mai visto.

Non ho mai vissuto veramente l’autunno in modo consapevole, come l’estate e l’inverno, ovvero vedendo di fronte a me la saggezza che questa stagione sprigiona.

Vengo da un periodo veramente caotico, un periodo di tanti cambiamenti e incertezze. Non sapevo veramente come fare in alcuni ambiti della mia vita e la cosa più sconcertante era che più passavano i giorni più mi sembrava di avere meno chiarezza. Forse anche qualcuno di voi si è sentito così. Sono convinta che i nostri percorsi siano intrecciati tra loro e che certe sensazioni siano globali in questo momento sulla terra.

Quel giorno in cui ho cucinato il brodo è successo qualcosa di magico nella mia vita. Era come se una nuova energia mi stesse guidando attraverso la mia vita. La sera quando ero nel parco vicino casa mia sentivo che tutto era chiaro, sentivo questa profonda calma che da tempo mi mancava per poter prendere le decisioni giuste nella mia vita. Sentivo questa forte disciplina che stava sprigionando in me e la voglia di pulire il mio corpo e nutrirlo con il cibo cucinato con le mie mani.

Ho sentito allora che l’autunno era arrivato e avesse portato con sé la disciplina, la calma e la possibilità di realizzare finalmente ciò che nel caos era impossibile comprendere e realizzare.

Ero così grata che fosse arrivato l’autunno come quando in un momento di difficoltà ricevi un abbraccio da parte di un amico. Effettivamente l’autunno era arrivato per aiutarmi e così come è arrivato per me è arrivato per tutta l’umanità.

Non possiamo vivere la nostra vita seguendo solo le leggi della dimensione umana e percorrerla senza vederla in riferimento alla natura perché come noi anch’essa sta facendo il suo percorso insieme a noi. Se viviamo la nostra vita pensando che il cambiamento stagionale sia una cosa puramente fisica rischiamo di farci male e di non uscire da certi avvenimenti che ci mettono in discussione. Soprattutto, in questo momento storico dove ogni cosa è percepita più forte e dove da soli è difficile farcela, dobbiamo prendere in considerazione la natura.

Ammetto che nell’ultimo periodo ho provato qualsiasi cosa pur di fare chiarezza e uscire da questo momento di difficoltà, ho chiesto aiuto e non ho mai smesso di credere che sarebbe andata meglio ma niente come l’arrivo dell’autunno mi ha sollevato e donato nuovamente quella forza per proseguire nel mio percorso. Alcuni passaggi di coscienza non sono percorribili da soli e nemmeno insieme ad altri esseri umani, alcuni passaggi devono essere percorsi insieme al Creato, alla Natura, a una Coscienza superiore.

Soprattutto per ciò che stiamo attraversando come umanità non possiamo pretendere di uscirne con le leggi del nostro mondo, dobbiamo rivolgerci a una saggezza in grado di andare oltre. Se pensiamo di uscire da questo cambiamento globale senza rivolgerci alla Natura e dunque al Creato allora ci troveremo continuamente in situazioni che ci spingono a guardare la natura.

Rivolgersi alla Natura significa entrare in ascolto con essa, vederla.

Comprendo che le distrazioni sono tante ma la forza che proviene dalla Natura è l’unica certe volte a donarci la chiave giusta nel momento giusto.

Questa è la mia esperienza ma sono sicura che sia arrivata per condividerla con voi. Sfruttate l’arrivo dell’autunno per ritrovare la chiarezza e per ritrovare quella calma in voi che vi permette di decidere ciò che è giusto per voi.

Non perdiamoci nelle nostre logiche che talvolta sono frutto di un’ignoranza spirituale, di paure e della fretta di ottenere i risultati.

L’autunno è disciplina, calma e realizzazione.

Sophia Molitor  

Passate a trovarmi qui sulla mia pagina per nuove riflessioni insieme.

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