La "Sophia"

Percepisci il tuo tempo come prima?

Il tempo lineare e il tempo circolare: una nuova qualità di tempo

È già da un po’ che ogni tanto rifletto su come il trascorrere del tempo sulla terra stia cambiando e in questi giorni ho elaborato una riflessione importante che intendo condividere con voi oggi. L’ultimo anno e mezzo e i suoi avvenimenti hanno modificato fortemente le linee temporali che regolano la percezione del tempo sulla terra.

Che cosa vuol dire e cosa sono le linee temporali? Le linee temporali rappresentano la griglia sulla quale si manifesta la vita stessa di ogni essere vivente. La nostra vita si esprime all’interno delle linee temporali che attraversano la dimensione in cui ci troviamo adesso.

L’universo è formato da tantissime griglie che insieme formano dimensioni differenti. Non esiste, quindi, un’unica linea temporale ma molteplici ed è per questo che possiamo vivere costantemente più esperienze. Il sogno ne è una prova. Mentre dormiamo è possibile vivere contemporaneamente in un’altra linea temporale, in un’altra realtà.

Dobbiamo immaginare il nostro percorso come se avvenisse lungo un segmento che contiene allo stesso tempo il presente, il passato e il futuro. Queste tre definizioni altro non sono che determinati momenti che collochiamo nella griglia in un preciso istante. Noi chiamiamo i momenti che si manifestano su questa griglia: “passato, presente e futuro” ma in realtà tutto è sempre riconducibile a un’istante.

Il passato rappresenta un momento che è avvenuto lungo la linea che percorriamo mentre il futuro è ogni passo che facciamo lungo la linea e in questo senso ogni cosa è sempre presente. La prossima parola che sto scrivendo avviene nel presente mentre la scrivo, nel futuro perché precede l’ultima parola scritta e nel passato perché ne sto già scrivendo una nuova. Le tre definizioni di momenti sono un solo momento.

Non è difficile comprendere che il futuro in realtà non esiste dato che esso è ogni passo che compiamo. Il passato invece è il ricordo delle nostre esperienze e questo fa sì che il passato in un certo senso tende sempre ad esistere per noi. Se il passato è semplicemente il susseguirsi di situazioni ed esperienze, più andiamo avanti più aumenta la distanza tra un’esperienza e un’altra e questo fa sì che ciò che abbiamo vissuto un anno fa appartiene a un passato recente mentre ciò che abbiamo vissuto tre anni fa a un passato più remoto e così via.

Ma perché ricordiamo? Ricordiamo perché ancora non riusciamo a tornare al punto della linea temporale in cui è avvenuta l’esperienza. Il ricordo è un modo che ci è stato dato per diventare consapevoli di ciò che ci accade.

Il futuro sembra sempre quel momento offuscato che non riusciamo a vedere fino a quando non lo viviamo perché non siamo capaci di arrivare al punto più avanti rispetto a dove ci troviamo adesso. Alcuni riescono già a farlo e riescono a prevedere alcuni momenti pur non riuscendo a collocarli nello spazio. Abbiamo forse tutti avuto l’esperienza di sapere che qualcosa accadrà e che poco dopo è avvenuto.

Il tempo, quindi è un segmento di forma lineare o almeno così è stato fino ad ora.

Ultimamente ho percepito come la forma del tempo stia cambiando e assumendo una certa circolarità.

Da circa un anno e mezzo trovo molto più difficile ricostruire gli eventi che sono successi lungo una linea temporale. Spesso faccio persino fatica a ricordare l’andamento della giornata precedente. Se voglio ricordare cosa ho fatto una settimana fa devo sforzarmi a ricordare come se non fosse mai esistito. Più andiamo avanti più sembra diventare irrilevante il concetto di passato. Come se esistesse sempre solo un unico momento che è quello che stiamo vivendo in questo momento.

Non è l’unico cambiamento che avvertiamo. Sempre da un anno e mezzo le giornate sono più intense e ogni esperienza sembra richiedere una maggiore presenza. Viviamo meno esperienze, è vero, ma ciò che viviamo lo viviamo con maggiore intensità. È per questo che nonostante la socialità sia diminuita ci sentiamo più stanchi rispetto a prima quando vivevamo più esperienze sociali.

Le giornate quindi si susseguono senza che sia veramente rilevante il momento passato fino a quando ad un certo punto sembra di tornare al momento che abbiamo vissuto. Cosa intendo dire?

Mi è successo più volte che dopo alcuni giorni mi venisse in mente un’esperienza vissuta cinque giorni prima. È quindi come se il tempo anziché seguire una linearità seguisse una circolarità che fa sì che dopo un serie di momenti si torni a un momento già vissuto.
Questo è fortemente scombussolante perché non siamo abituati ma allo stesso tempo ci permette di evolvere molto più velocemente.

Su una linea temporale lineare evolviamo come è successo fino ad adesso, ovvero ripetendo all’infinito determinate esperienze e ricordandoci l’insegnamento tra una e l’altra fino a raggiungere una consapevolezza e cambiare così il corso degli eventi. Attraverso il ricordo di ciò che ci capita quando la vita ci rimette davanti una situazione diversa ma con la stessa dinamica abbiamo la possibilità di affrontarla ricordando l’insegnamento della precedente e vivere dunque la stessa dinamica con una consapevolezza diversa.

Nella linea temporale circolare invece non è necessario ricordare. Arriverà il momento in cui sappiamo esattamente di trovarci al punto in cui abbiamo vissuto qualcosa e ne prendiamo immediatamente consapevolezza. La sensazione è quella che la presa di consapevolezza dopo cinque giorni avviene mentre si sta già vivendo un nuovo momento. È per questo che tutto è più intenso.

Ultimamente molte persone affermano infatti di come il tempo stia correndo. È circa un anno e mezzo che il tempo sembra accelerato, come se tutto avvenisse con maggiore velocità. Questo è sempre dovuto alla circolarità del tempo perché le situazioni anziché susseguirsi una dietro l’altra capitano insieme nello stesso istante.

La sensazione è anche quella di sentirsi pieni, stanchi e costantemente in movimento.

Questa sensazione però è dovuta al fatto che non siamo abituati e che ci vorrà un po’ per adattarsi a una nuova forma di vivere. Sappiamo però che ciò che stiamo vivendo come umanità serve soprattutto per distruggere dei programmi di vita che non sono più funzionali per l’evoluzione umana e creare nuovi programmi in grado di sostenere l’evoluzione del pianeta. Chi vorrà cogliere questa nuova qualità di tempo e rendersene conto, infatti, sentirà il vantaggio di essere molto più presente in ciò che fa e di vivere pienamente ogni istante.

È forse arrivato il momento per l’umanità di non incasellare il tempo in una linearità dove sappiamo che dopo A arriva B ma al contrario vivere A e B contemporaneamente. Passare quindi da una vita troppo controllata da noi a una vita che fluisce. Sappiamo che nella vita il caso non esiste e che tutto avviene per un perfetto incastro che nutre l’evoluzione di ognuno di noi; per questo la circolarità del tempo permette di creare facilmente i collegamenti tra una situazione e un’altra e vedere così molto prima ciò che dobbiamo vedere.

Sentirsi confusi in questo momento e avere la sensazione come se le situazioni esistessero una sopra l’altra è normale ma non è meraviglioso essere parte dell’entrata in una nuova era?

Il mondo sta cambiando, la nostra vita sta cambiando perché finalmente l’essere umano sta di nuovo cambiando.

Finalmente un nuovo mondo, un nuovo pianeta, una nuova umanità si sta manifestando.

Sophia Molitor

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