Storia

Horatio Nelson: il più grande ammiraglio della più grande marina si sempre

Capacità, ardimento e coraggio personale di un grande comandante

Nelson è noto per essere stato colui che in più occasioni inflisse sonore batoste sul mare ai francesi, scombinando i piani di Napoleone, tanto da divenire un vero eroe nazionale per la sua gente; vediamo ora un quadro d’insieme delle vicende di questo personaggio che ha giocato un ruolo fondamentale per la storia europea del suo tempo e, di conseguenza, per quella successiva sino ai giorni nostri.

Nelson nacque a Burnham Thorpe, un piccolo villaggio della costa inglese, il 29 settembre del 1768, figlio del reverendo del paese; a soli 12 anni si imbarcò e a 19 divenne ufficiale di marina. Partecipò alla guerra contro i coloni ribelli (la Guerra di Indipendenza Americana), assumendo il comando di un brigantino e successivamente di una fregata. Ma le imprese che più gli valsero per la carriera furono quelle compiute contro le flotte della Francia rivoluzionaria, al comando della Agamennon. Fu anche protagonista di diverse operazioni anfibie grazie alle quali inflisse nette sconfitte ai francesi, divenendo poi protagonista delle operazioni della flotta britannica del Mediterraneo contro le unità francesi lungo le coste liguri, creando gravi danni alla flotta nemica che riforniva l’armata di napoleone durante la Campagna d’Italia. Dopo aver conseguito un’ulteriore brillante vittoria in forte inferiorità numerica contro la flotta spagnola alleata dei francesi nel febbraio del 1797, arrivò poi l’episodio dello sfortunato sbarco a Tenerife dove fu ricacciato e dove perse un braccio (in precedenza aveva anche perso un occhio).

Arriviamo poi alla mitica impresa di Abukir, dove era ancorata la flotta francese durante la spedizione di Napoleone in Egitto; qui Nelson conseguì una schiacciante vittoria attaccando le navi francesi ancorate, distruggendone ben 11 su 13, togliendo a Napoleone qualunque possibilità di sfruttare strategicamente la pur riuscita invasione dell’Egitto.

Nel 1804 a Nelson fu poi affidato il fondamentale compito di sorvegliare lo strategico porto francese di Tolone, per poi giungere al quel fatidico 1805 che vide il più grande trionfo della sua carriera. Nel settembre di quello stesso anno l’ammiraglio francese Villenueve, che doveva proteggere la forza d’invasione francese che Napoleone aveva approntato per la conquista dell’Inghilterra, si scontrò con la flotta comandata da Nelson a Trafalgar il 21 ottobre, e anche qui il grande ammiraglio inglese riuscì a conseguire una schiacciante vittoria contro un nemico in netta superiorità numerica.

A Traflagar Nelson riportò una ferita mortale, essendo stato colpito da una pallottola sparata da un fuciliere francese, a testimonianza del coraggio personale che lo contraddistinse sempre durante gli scontri, e che lo portava ad esporsi al fuoco nemico, come testimoniato dalle numerose ferite riportate e dalle mutilazioni subite; morì dopo ore di agonia. Ma il mito di Nelson continua a vivere essendo questo grande capitano del mare colui che permise all’Inghilterra di divenire quella incontrastata potenza marittima che le consentirà di dare vita ad uno dei più vasti imperi della storia.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

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