Solimano I il Magnifico: il sultano che fece grande l’Impero Ottomano

Autocrate e riformatore, spietato e generoso, religioso e tollerante, un sultano magnifico

Parlando dell’assedio di Famagosta abbiamo conosciuto Selim II, il sultano che volle strappare Cipro ai veneziani; vedremo ora come il padre di Selim II, Solimano il Magnifico, riuscì a rendere l’Impero Ottomano la temutissima potenza che in più occasioni fece tremare l’Occidente.

Solimano I nacque a Trebisonda il 6 novembre del 1494, figlio di Selim I, sultano dell’Impero Ottomano. All’età di sette anni entrò nelle scuole del Palazzo di Istanbul, dove conobbe Pargali Ibrahim Pascià, lo schiavo che poi sarebbe stato scelto dal futuro sultano come Gran Visir, ossia primo ministro. In questa fase avvenne la formazione di Solimano, immerso nello studio delle scienze, della storia, delle lettere e dell’arte militare; all’età di vent’anni compì le prime esperienze di governo amministrando alcune province dell’impero, fino a quando, il 21 settembre del 1520, suon padre si ammalò gravemente e morì. Da quel momento  Solimano sarà il nuovo sultano dell’Impero Ottomano.

E Solimano comincia fin da subito ad apportare decisi cambiamenti nel suo impero, a cominciare dall’introdurre quel sistema di tolleranza culturale e religiosa che lo faranno passare alla storia come un sovrano tra i più illuminati. Difatti, mentre a quell’epoca ad un musulmano non era concesso risiedere in Europa, Solimano decise che ai cristiani fosse permesso non solo risiedere entro i confini dell’Impero Ottomano, ma che potessero anche avere assoluta libertà di culto. La capitale dell’impero, Istanbul, divenne così una realtà estremamente attiva e dinamica, una metropoli che in breve tempo raddoppiò i suoi 400.000 abitanti divenendo la più popolosa metropoli del mondo; e l’arrivo di un gran numero di stranieri di ogni etnia e religione apportò un enorme contributo alla crescita economica e culturale dell’impero.

Ma Solimano era pur sempre un autocrate, ossia un monarca che deteneva un potere illimitato che non condivideva con nessuno, e per imporsi non esitò ad eliminare qualunque nemico interno, anche solo potenziale. E difatti nel 1536 fece condannare a morte il suo fidato Ibrahim Pascià, reo di aver acquisito un’influenza eccessiva sul suo sovrano.

La politica estera di Solimano fu poi decisamente espansionistica, e vide come primo obiettivo raggiunto la conquista di Belgrado e di tutta la Serbia nel 1521. Nel 1522 vi fu poi la presa di Rodi, assaltata da 200.000 uomini del sultano e difesa da solo 7.000 Cavalieri di San Giovanni; una volta cadute le ultime difese, Solimano premise ai nemici superstiti di raggiungere l’Europa e mettersi in salvo. Seguì pochi anni più tardi la conquista dell’Ungheria (1526), che segnerà il punto di massima espansione dei turchi in Europa. Ma l’Impero Ottomano è vastissimo, così come vastissimi sono i suoi confini e i confinanti, e pertanto Solimano rivolge le proprie “attenzioni” anche ai vicini popoli mediorientali: nel 1534 prese Baghdad, per poi conquistare vasti territori del Caucaso; e ancora la Tunisia, l’Algeria e la Libia. Con Solimano l’Impero Ottomano divenne la prima potenza mondiale per vastità di possedimenti, e la forte penetrazione turca in Europa farà del sultano uno degli arbitri nelle vicende del Vecchio Continente.

Ma un così vasto impero richiedeva il pugno di ferro, ed in ciò Solimano di certo non deluse. Quando Mustafà, uno dei suoi figli, fu sospettato di fomentare una guerra di successione con l’appoggio di una parte dell’esercito, lo fece uccidere facendolo trucidare in sua presenza.

Solimano morì a Szigetvár in Ungheria nel 1566 durante l’ennesima campagna militare; verrà sepolto ad Istanbul accanto a Roxelana, la sua concubina favorita.

Solimano fu dunque tutto questo: un sovrano autoritario ma saggio, uno zelante musulmano ma tollerante con i cristiani, un grande guerriero che rendeva omaggio ai nemici vinti, un autocrate inflessibile ma anche un grande riformatore. E per tutti questi motivi questo grande sovrano è passato alla storia col nome che si guadagnò durante gli anni in cui fece dell’Impero Ottomano la prima potenza mondiale: Solimano il Magnifico.

Marco Ammendola

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