MANOVRA: C’E’ L’ACCORDO SU POS E CARCERE PER GLI EVASORI

Per Conte, giornata di incontri bilaterali con i partiti di maggioranza. Con Di Maio è "tregua armata" mentre Bruxelles chiede chiarimenti sulla bozza della Legge di Bilancio

Il vertice di maggioranza che si è svolto nella serata di ieri a Palazzo Chigi, ha prodotto l’accordo in materia di utilizzo del pos, dell’uso dei contanti e del carcere per chi evade il Fisco.

Slittano a luglio 2020 i nuovi limiti per l’utilizzo del contante così come le multe per i commercianti che rifiuteranno il pagamento con la moneta elettronica. Nel frattempo si lavorerà per trovare un’intesa che preveda l’abbassamento delle commissioni bancarie al momento dell’uso di carte di credito e bancomat.

Circa il carcere per i grandi evasori fiscali, le norme relative saranno inserite nel Decreto fiscale ed entreranno in vigore quando il Decreto sarà convertito in legge. E’ previsto inoltre che il Decreto contenga l’aumento delle sanzioni penali e la confisca per sproporzione.

La giornata di ieri è stata ricca di eventi non sempre rassicuranti come la notizia della lettera che Bruxelles sta per inviare a Roma, nella quale si chiedono chiarimenti sulla bozza della Legge di Bilancio circa le coperture finanziarie di alcuni provvedimenti. Non è quindi in discussione l’impianto della Manovra finanziaria. Il Ministero dell’Economia risponderà alla Commissione Europea nella giornata di domani, mercoledì 23 ottobre.

Intanto, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prima del vertice di maggioranza, ha svolto una serie di incontri bilaterali con i singoli partiti che sostengono il Governo. Il primo ad essere ricevuto è stato il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio con il quale Conte aveva avuto nei giorni scorsi un acceso botta e risposta. Il Ministro degli Esteri si è recato a Palazzo Chigi accompagnato da una corposa delegazione pentastellata: con lui, i ministri Federico D’Incà e Stefano Patuanelli, i Sottosegretari Riccardo Fraccaro e Laura Castelli. Sebben in un clima di “tregua armata”, Conte e Di Maio si sono riavvicinati. Dopo il bilaterale con il M5S, è stato il turno del Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali.

A proposito di Italia Viva, all’incontro con il premier non era presente Matteo Renzi: pare che i due non si sentano da parecchi giorni e questo conferma la tensione data dalle posizioni spesso critiche, espresse dall’ex Segretario Dem. Ad essere ricevuti da Conte, Teresa Bellanova e Luigi Marattin che hanno sottoposto al Capo del Governo le proposte rimarcate durante la Leopolda.

Per quanto riguarda LeU, l’accento è stato posto sull’eccessiva litigiosità all’interno dell’Esecutivo. Dario Franceschini si è espresso nel merito, richiamando al “buonsenso ed equilibrio, senza risse”.

Antonio Marino

 

Foto: Ansa

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