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Nations League 2018

Calcio, Nazionale: comincia la nuova “Nations League”

Domani esordio dell'Italia con la Polonia

Prende il via questa sera l’edizione inaugurale della fantomatica “Nations League”, torneo elaborato in tempi recenti dall’UEFA e finalizzato a sottoporre le Nazionali europee ad impegni più probanti rispetto alle abituali amichevoli. La formula prevede una cadenza biennale, con la suddivisione delle 55 formazioni europee in quattro leghe distinte in ragione del ranking maturato dalle singole squadre; ciascuna lega è poi ulteriormente ripartita in quattro gironi composti da tre o quattro squadre.

Gli Azzurri, pur non raggiungendo risultati degni di encomio in campo mondiale dalla vittoria del 2006 in Germania e in ambito europeo dalla finale persa con la Spagna nel 2012 a Kiev, sono stati inseriti nella Lega A, che raggruppa l’aristocrazia del calcio europeo; nel girone 3, l’Italia è inserita unitamente alla Polonia (contro cui è previsto l’esordio a Bologna domani sera) e al Portogallo (con il confronto programmato per lunedì in terra lusitana). Il primo incrocio relativo alla lega nobile vedrà però di fronte già questa sera la Germania, Campione del Mondo nel 2014, e la Francia, fresca regina dopo il recente Mondiale di Russia.

La nuova competizione, oltre ad aprire un accesso privilegiato verso l’Europeo itinerante che avrà luogo fra due anni, rappresenta per Roberto Mancini l’occasione di ricostruire una Nazionale uscita malconcia dalle fallimentari qualificazioni allo scorso Mondiale. Appare evidente, infatti, la necessità di una rifondazione almeno parziale del gruppo azzurro, obbligato a guadagnare nuovo credito nel calcio continentale e mondiale attraverso l’ascesa nel ranking, che ora vede l’Italia al 21° posto, la collocazione più bassa della nostra storia.

Le convocazioni diramate dal Commissario Tecnico in vista dei due ravvicinati impegni nel torneo segnano in qualche modo l’inizio di un nuovo corso, destando allo stesso tempo più di una perplessità. Tra i pali, i dubbi sono pochi; il falso dualismo tra Donnarumma e Perin per l’eredità di Buffon sembra privilegiare il primo, con Sirigu a fare da chioccia e il promettente Cragno a prendere appunti. Il reparto arretrato è ancora appannaggio di Bonucci e Chiellini, ma Romagnoli, Caldara e Rugani danno garanzie. Sui lati, la sorpresa è rappresentata da Lazzari, la cui convocazione costituisce un giusto riconoscimento alla SPAL e al lavoro di Semplici, capace di condurre la squadra alla salvezza nella scorsa stagione e di farla ripartire con buon piglio quest’anno. Oltre a Criscito, tornato stabilmente nel giro della Nazionale grazie a Mancini, lo zoccolo dei laterali si fonda su Emerson Palmieri, Zappacosta e Biraghi.

In mezzo al campo, la figura trainante porta il nome di Jorginho, che al momento appare l’unico titolare inamovibile dell’undici azzurro. Accanto a lui, due tra Benassi, Cristante e Pellegrini appaiono i più accreditati per comporre il reparto; Gagliardini potrebbe invece trovare le gratificazioni che non sempre lo accompagnano in nerazzurro, mentre Barella, in costante crescita con il suo Cagliari, è chiamato a macinare esperienza. Sorprende, e non poco, infine, la convocazione di Nicolò Zaniolo, jolly giallorosso ancora senza presenze in serie A, ma del cui talento hanno piena la bocca tutti gli esperti di calcio giovanile.

In attacco, conclusivamente, racchiude più di un segnale il ritorno di Mario Balotelli; se, da una parte, testimonia l’intenso, benché talvolta conflittuale, legame tra il ct e l’attaccante del Nizza, dall’altra può essere inteso come una parziale bocciatura per Belotti e Immobile, entrambi con il gol nel sangue, ma forse mai davvero giunti ad una piena caratura internazionale. Bernardeschi e Chiesa sembrano poi entrambi dei predestinati, mentre Insigne, il cui potenziale non è in discussione, denuncia costanti flessioni quando dismette l’azzurro del suo Napoli per vestire quello della Nazionale. Bonaventura è un eccellente tuttofare che può esprimersi sia in avanti sia in un ruolo più arretrato; Berardi e Zaza appaiono in rinascita, con Pellegri (fermato da un infortunio) che insieme a Cutrone (ancora a disposizione dell’Under 21, ma scalpitante in vista di un futuro che sembra spianato) potrebbe aprire una nuova stagione d’oro per l’attacco azzurro.

Gigi Bria

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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